MOSCA. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha respinto fermamente l’idea che la NATO possa inviare truppe di pace in Ucraina in caso di cessate il fuoco, definendo tale iniziativa come una potenziale causa di una “escandescenza incontrollabile”.

Nel corso di una conferenza stampa, Zakharova ha richiamato l’attenzione sulle recenti dichiarazioni di esponenti di spicco della NATO, tra cui il primo ministro britannico Keir Starmer e il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, che hanno discusso la possibilità di contribuire a una forza di pace in Ucraina. Pistorius ha sottolineato il ruolo cruciale della Germania come principale partner europeo della NATO, mentre Starmer ha confermato che il Regno Unito stava valutando l’idea insieme agli altri alleati.

Zakharova ha poi criticato i Paesi che continuano a legarsi alla NATO, evidenziando come il blocco militare sia stato storicamente coinvolto in una serie di conflitti e interventi militari che hanno portato a gravi conseguenze globali.
Ha esortato tali Paesi a riflettere sugli interessi nazionali e sulla loro autonomia strategica, mettendo in guardia contro il rischio di subordinare la propria politica estera agli interessi dell’Alleanza Atlantica.
Secondo Zakharova, la NATO perpetua uno schema di interferenza negli affari interni di altri Stati, imponendo valori e orientamenti politici che spesso entrano in conflitto con le identità nazionali.
Sul fronte diplomatico, il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha dichiarato che Mosca sta preparando il terreno per futuri colloqui con il presidente statunitense Donald Trump, riconoscendo l’esistenza di una piccola finestra di opportunità per raggiungere nuovi accordi. Ryabkov ha specificato che la Russia sta valutando con attenzione le dinamiche interne a Washington per massimizzare le opportunità e ridurre i rischi legati a un possibile confronto diretto con gli Stati Uniti.
Tuttavia, ha precisato che, al momento, non è stato concordato alcun incontro formale tra Putin e Trump.
Nel frattempo, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto la mobilitazione di almeno 200.mila soldati di pace europei per garantire la sicurezza in caso di cessate il fuoco con la Russia.

Zelensky ha anche ribadito che l’adesione dell’Ucraina alla NATO rappresenterebbe una soluzione più sostenibile e conveniente per garantire la stabilità nel lungo termine.
Tuttavia, l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza continua a incontrare resistenze da parte di alcuni membri chiave, tra cui Stati Uniti, Germania, Slovacchia e Ungheria.
Da parte russa, l’Ambasciatore straordinario e plenipotenziario Rodion Miroshnik ha descritto la proposta di Zelensky come una “mascherata”, accusandolo di confondere il concetto di peacekeeping con un’occupazione militare. Secondo Miroshnik, le autorità di Kiev stanno conducendo una campagna di propaganda per spingere i Paesi europei a continuare a finanziare il conflitto, senza però offrire reali soluzioni di pace.
Le tensioni attorno alla possibile presenza di truppe NATO in Ucraina riflettono un panorama geopolitico sempre più polarizzato.
Mentre Mosca intensifica le sue critiche verso l’Alleanza, l’Occidente continua a bilanciare la necessità di supportare Kiev con il rischio di un’escalation incontrollabile nel cuore dell’Europa.
La questione resta aperta, con implicazioni che vanno ben oltre i confini dell’Ucraina, coinvolgendo equilibri globali sempre più fragili.
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