Siria: dopo la cacciata di Assad un futuro di incertezze e rischi di crescita del jihadismo

Di Chiara Cavalieri 

DAMASCO. L’esperto di relazioni internazionali Rustam Fanso ha recentemente espresso preoccupazioni riguardo al futuro della Siria, sottolineando che, con l’uscita di scema di Bashar al-Assad dal potere, il vuoto politico che ne deriverebbe potrebbe favorire la crescita dell’organizzazione terroristica ISIS.

Dopo la presa di Damasco incognite sul futuro siriano

 

Fanso, in un’intervista all’Agenzia di stampa russa “TASS”, ha evidenziato come la situazione attuale del Paese sia caratterizzata da una forte instabilità.

Secondo Fanso, Hadi Al-Bahra, capo della Coalizione nazionale per le forze rivoluzionarie e di opposizione siriane, ha proposto un periodo transitorio di 18 mesi, mirato a creare un contesto sicuro e neutrale per le future elezioni generali.

 

L’ex Presidente siriano Assad a Mosca

Durante i primi sei mesi di questo periodo è previsto che venga presentato un progetto di Costituzione, permettendo al popolo di esprimere il proprio voto tramite un referendum sul sistema di Governo.

Inoltre, i dipendenti pubblici continueranno a lavorare per garantire la stabilità durante questa fase critica.

Tuttavia, Fanso ha avvertito che il futuro politico della Siria appare fragile e incerto, a causa della sua complessità etnica e settaria.

I curdi, sostenuti dagli Stati Uniti, rappresentano circa il 10% della popolazione e controllano un terzo del territorio, mentre i musulmani sciiti, che costituiscono il 13% della popolazione, stanno perdendo il loro dominio.

Una questione cruciale rimane l’unità dei gruppi di opposizione che, in passato, hanno dimostrato di sapersi unire per rovesciare il Governo, ma la loro capacità di mantenere questa coesione dopo aver raggiunto il loro obiettivo è ancora incerta.

Fanso ha anche avvertito che l’ISIS, sebbene presente solo in piccole aree della Siria, continua a rappresentare una minaccia. Non ci sono garanzie che i conflitti politici futuri non possano creare nuovamente un vuoto che favorisca la sua espansione.

Un miliziano ISIS con un’arma anticarro

Solo per ricordare che lo scorso 27 novembre, l’opposizione armata siriana aveva lanciato un attacco contro le posizioni dell’Esercito siriano nei Governatorati di Aleppo e Idlib.

Il 7 dicembre, sempre l’opposizione ha preso il controllo di Aleppo, Daraa, Hama e Homs, e la mattina dell’8 dicembre è entrata a Damasco, annunciando la caduta del regime di Bashar al-Assad.

Il primo ministro siriano, Muhammad Ghazi al-Jalali, ha dichiarato la sua disponibilità a trasferire pacificamente il potere, mentre al-Assad ha lasciato la presidenza e il Paese dopo i negoziati con l’opposizione.

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