GIACARTA, L’Indonesia intende entrare a fare parte della Banca Multilaterale di Sviluppo sponsorizzata dai BRICS, che il Presidente Prabowo Subianto, ritiene che potrebbe aiutare il Paese ad accelerare il suo sviluppo economico.

La decisione è stata presa dopo che Prabowo ha tenuto un incontro con la presidente della New Development Bank (NDB) Dilma Vana Rousseff presso il Palazzo di Stato di Giacarta, ieri.
Nel corso dell’incontro si è parlato dei piani a breve, medio e lungo termine insieme ai programmi del Governo.
“Ho deciso di entrare a far parte della Banca e di seguire le sue procedure e le richieste che ci vengono presentate”, ha affermato Prabowo in una dichiarazione alla stampa.
La Banca è stata fondata nel 2015 dai cinque membri originali dei BRICS che compongono l’organizzazione, ovvero Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
“Grazie per averci chiesto di unirci alla NDB. Penso che la NDB possa diventare un forte motore per accelerare la nostra strategia di trasformazione [economica]”, ha affermato Prabowo.
LA SITUAZIONE INTERNA
Contro la politica del Presidente, eletto il 14 febbraio 2024, con il 58,59% delle preferenze, riuscendo a prevalere sui suoi sfidanti sin dal primo turno, evitando così di dover andare ad un eventuale ballottaggio previsto per il 26 giugno, si è scatenata una dura protesta di piazza organizzata da movimenti anarchici.

Ricordiamo che il Paese fa parte ed ospita la sede dell’ASEAN (l’Associazione delle Nazioni del Sud Est asiatico) . Insieme all’Indonesia ci sono Filippine, Malesia, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Birmania, Laos, Cambogia.
E, tra l’altro, ha ottimi rapporti anche con il nostro Paese per quanto riguarda la vendita di sistemi d’arma (nel mese di giugno si terrà un EXPO a Giacarta).
Non solo Il Parlamento indonesiano ha approvato la revisione di una legge che amplia di molto gli incarichi civili accessibili ai membri delle Forze Armate, creando un forte malcontento tra la gente.
L’opposizione al Presidente tende un ritonro a una forma di autoritarismo.
A febbraio c’è stata una protesa di studenti contro i tagli a educazione e sanità.
Ed oggi, è l’Esercito ad essere stato messo nel mirino delle proteste.
Lo scorso 20 marzo il Parlamento di Giacarta ha dato il via libera a una legge dello scorso anno che ai militari dell’Indonesian National Armed Forces aumenta l’età pensionabile e amplia gli incarichi civili accessibili a quelli attivi.
L’articolo 47 della legge prima in vigore permetteva già al personale militare in servizio di ricoprire incarichi all’interno di una decina di Enti vicini alla sicurezza nazionale e alla Difesa, come il Ministero della Difesa e gli organi di intelligence statale.
Con la revisione delle norme, il personale militare in servizio potrà assumere un numero ancora maggiore di incarichi civili senza dover rinunciare al proprio status nella Forza Armata.
Tra i posti chiave ci sono quello di Procuratore generale, alla Segreteria di Stato, all’Agenzia antiterrorismo e a quella per il controllo dei narcotici.
L’opinione pubblica teme che si voglia tornare alla reintroduzione della dottrina nota come dwifungsi, o “dual function”.
Durante il Governo di Suharto permetteva ai militari di ricoprire contemporaneamente incarichi nelle Forze Armate e posizioni civili all’interno dell’Esecutivo.
Terminato il Governo di Suharto nel 1998, a seguito della crisi economica e delle proteste popolari, il principio della “dual function” fu piano piano abbandonato.
Fino ad arrivare, lo scorso anno, a una nuova legge che ha sancito ufficialmente la separazione tra potere civile e militare, limitando severamente la possibilità per i membri delle Forze Armate in servizio attivo di assumere incarichi nel Governo.
LA PIAZZA ANARCHICA
Come detto, l’opposizione al Governo, da diversi settimane, si mobilitata.
Lo scorso 18 marzo, le tensioni sono esplose a esplodono a Surabaya. Circa mille giovani vestiti di nero si sono scontrati con la Polizia, lanciando pietre e molotov.

Il loro messaggio? “Rifiutare la legge militare”, “Il capitalismo è incompatibile con la Generazione Z”.
Gli attivisti denunciano il desiderio di mettere a tacere le strade e i media e di trasformare il dibattito politico in “un’arena militare”.
Allo stesso tempo, la rabbia è stata rivolta al Fondo sovrano Danantara, creato dal Governo nell’ottobre 2024.
Gli antagonisti sostengono che seppure, ufficialmente, è destinato a gestire beni pubblici e investire in energia e tecnologia, sfugge a ogni controllo parlamentare e beneficia di una totale immunità legale.
Attraverso questo Fondo, sostengono sempre gli natgonisti, potrebbero transitare circa 900 miliardi di dollari.
Anche le popolazioni di Sumatra sono sul “piede di guerra” perchè sostengono che oltre 2,8 milioni di ettari sono stati sequestrati dallo Stato o da aziende, spesso con la complicità dell’Esercito.
Altro tema che vede la mobilitazione contro il Governo.è quello del Programma “food estate” di Prabowo, il quale vuole sostituire le colture locali con riso e grano industriali.
Ieri sera si sono, intanto, registrati attacchi incendiari di due bancomat della Hana Bank, di un videotron pubblicitario e di un’auto dell’Essercito nazionale indonesiano.
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