Intelligence collettiva: “Appunti di un Ingegnere rapito dai Servizi Segreti”, un libro di Angelo Tofalo

Roma. Il rapporto fra emergenze sanitarie e sicurezza nazionale, il nodo del rapporto fra informazione e Servizi segreti, quello non sempre sereno fra magistratura e intelligence; sullo sfondo il dibattito sul COPASIR e sull’Agenzia cyber da più parti invocata, dentro e fuori il Parlamento.

C’è questo e molto altro nel libro “Appunti di un ingegnere rapito dai Servizi Segreti” di Angelo Tofalo, edito dalla Fondazione Margherita Hack.

La copertina del libro

Il volume incrocia temi di estrema attualità ed è in libreria da una settimana dopo la presentazione nella sala stampa della Camera.

Coniuga l’accuratezza del saggio e lo stile e il linguaggio divulgativo del romanzo: appassiona sia per il tema,  generalmente associato ai misteri e ai segreti di Stato, sia per i numerosi richiami ai fatti cronaca politica di questi giorni.

“Intelligence Collettiva” raccoglie i contributi di autorevoli protagonisti del mondo della sicurezza e dei Servizi.

Si tratta di una miscellanea con gli scritti del direttore del DIS Gennaro Vecchione (focus sull’Intelligence economica e finanziaria e un’appendice sul rapporto fra sicurezza e emergenza sanitaria); di Felice Casson, magistrato e parlamentare che, nella precedente legislatura, è stato vice presidente del COPASIR (intervento sul rapporto fra Servizi segreti e magistratura); di Nicola Bonaccini, giornalista, esperto di Comunicazione in forza al Ministero della Difesa, che traccia le linee di quello che spesso è il controverso rapporto fra informazione e Servizi segreti; dell’ambasciatore Giampiero Massolo, che ha guidato il DIS qualche anno fa e oggi è presidente di Fincantieri; dell’ex presidente del COPASIR, Raffaele Volpi; dell’avvocato Luigi Panella, che scrive del segreto di Stato; del prefetto Adriano Soi, che per anni ha collaborato con l’intelligence; del professor Mario Caligiuri, considerato fra i massimi studiosi di Intelligence del Paese; di Alfredo Mantici, direttore del reparto analisi del Sisde; del Generale Nicola Gelao, che è stato a capo del RIS (Reparto Informazione e Sicurezza) della Difesa militare; di Umberto Saccone, per anni nel SISMI e oggi direttore della Security all’ENI; del professor Marco Santarelli, direttore scientifico della Fondazione Margherita Hack, che delinea il fondamentale legame fra Intelligence e semiotica; di Aldo Giannuli, con un excursus sul terrorismo internazionale.

Infine, ma non da ultimo, di Andrea Margelletti, presidente del Cesi, che scrive dei “Servizi segreti con licenza di uccidere”,

“Un lavoro attualizzato alla pandemia – spiega Angelo Tofalo –  che racconta in maniera semplice ma precisa le leggi che regolano i Servizi segreti e l’evoluzione storica con uno sguardo attento al contesto internazionale. Non libro autobiografico, ma divulgativo e didattico: l’Intelligence è un metodo, un invito ai cittadini di entrare nel merito delle questioni anche complesse. Nella mia visione, ritengo che possiamo alzare il livello di sicurezza del Paese anche con la formazione e l’informazione. Non tutti possiamo fare Intelligence, ma tutti possiamo contribuire a costruire un Sistema Paese più resiliente con una comunità più sensibile alla cultura della sicurezza e della difesa”.

Angelo Tofalo, autore del volume

Marco Santarelli spiega le ragioni del debutto della Fondazione Margherita Hack nell’editoria con una collana – che sarà diretta dallo stesso Tofalo, su “Difesa, Sicurezza e Intelligence”: “Margherita Hack ha speso la sua vita, non sempre compresa dal mondo scientifico, per coniugare la ricerca speculativa alla divulgazione. La sua filosofia di vita e di lavoro era quella di raccontare le cose difficili con parole semplici. Il nostro obiettivo è lo stesso: questa collana si propone di divulgare al cittadino alcune delle abilità dei Servizi segreti per una maggiore consapevolezza e per uno sviluppo di una cultura diffusa sulla sicurezza”.

“Lo scopo – aggiunge Santarelli – è quello di far capire come, in uno spazio digitale attuale e con strumenti innovativi, sia ancora fondamentale rivolgersi alla logica e alla capacità umana di mettere in relazione gli eventi per prevenire sia attacchi terroristici che azioni criminali di ogni genere. Oltre a questo, va sottolineato che i proventi del libro serviranno a finanziare la catalogazione e la biblioteca intitolata a Margherita Hack che sarà inaugurata quest’estate e che stiamo realizzando in collaborazione con il Comune di Trieste”.

Marco Santarelli, direttore scientifico della Fondazione Margherita Hack

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