INTERPOL: OPERAZIONE IN 72 PAESI CONTRO LE TRUFFE REALIZZATE CON IL SOCIAL ENGINEERING

Di Assunta Romano

Lione. Nei mesi scorsi, si è svolta la più’ grande operazione dell’INTERPOL contro le truffe realizzate attraverso il social engineering.

Si tratta di un insieme di tecniche utilizzate dai cybercriminali per attirare gli ignari utenti ad inviare loro i propri dati riservati, infettare i loro computer tramite malware o aprire collegamenti a siti non sicuri..

I vari colori degli alter di Interpol

Il nome in codice dell’operazione “First Light 2022” ha visto coinvolti poliziotti di 72 Paesi.

Tra questi, Cina, Singapore, Papua Nuova Guinea, Portogallo.

La maxi operazione di intelligence ha assestato un duro colpo alla criminalità organizzata che operava nel settore delle frodi nelle telecomunicazioni, nel riciclaggio di danaro sporco e soprattutto nelle BEC (Business mail compromise).

Gli amibiti di azione del Social-engineering

Si tratta di una delle truffe attualmente più  diffuse sul Web.

Se si è vittima di questo tipo di attacco, un cybercriminale assume l’identità digitale di un contatto noto alla vittima con lo scopo di indurla a inviare danaro a proprio vantaggio o di ottenere dati sensibili.

In ambito aziendale l’hacker potrebbe inserirsi in una trattativa con i fornitori per effettuare il trasferimento di danaro sul proprio conto corrente.

Un primo bilancio dell’operazione dimostra la grande portata dell’attività investigativa internazionale.

Circa 1.770 i luoghi perquisiti, 3  mila persone identificate, compiuti 2 mila arresti. 4 mila conti bancari congelati e intercettati fondi illeciti per un valore di 50 milioni di dollari.

Nel corso delle indagini la Polizia di Singapore ha scoperto il caso di un ragazzo caduto vittima dei cybercriminali che lo avevano costretto a mettere in scena un finto rapimento.

Lo scopo era costringere i genitori a pagare il riscatto di 1,5 milioni euro dietro l’invio di filmati che mostravano il ragazzo con finte ferite sul corpo.

Smartphone e documenti falsi sequestrati dalla Polizia portoghese nell’ambito dell’operazione

La polizia della Nuova Guinea ha smantellato un’organizzazione criminale che aveva truffato circa 24 mila persone con un guadagno pari a 34 milioni euro.

L’alert lanciato dall’Interpol codificato come Purple Notice (avviso sul modus operandi dei criminali) ha permesso di scoprire i nuovi campi di azione dei criminali informatici.

Tra questi il sempre maggiore utilizzo delle piattaforme social per il traffico di esseri umani.

Oppure fingersi funzionari Interpol per estorcere danaro alle vittime facendo credere loro di essere oggetto di indagini.

“La natura transazionale e digitale dei diversi tipi di frodi effettuate attraverso il social engineering continua a rappresentare una vera e propria sfida per le autorità locali di Polizia”, ha dichiarato Duan Daqi, capo dell’Ufficio Centrale Interpol di Pechino.

Gli autori dei crimini operano spesso in Paesi o continenti diversi da quelli delle loro vittime, adeguando in continuazione i loro schemi fraudolenti”, ha aggiunto.

La prima operazione “First Light” venne lanciata nel 2014 e vide la partecipazione dei paesi del Sud Est Asiatico.

L’ attività investigativa venne interamente finanziata dall’allora ministro cinese per la Sicurezza.

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