Iran: Impianto di Natanz incidente o sabotaggio?

Di Giusy Criscuolo

Teheran. A dieci mesi dall’esplosione del 3 luglio sull’impianto di Natanz e a seguito dell’annuncio di sabato, sulla partenza di nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, l’Iran si trova ad oggi con un “problemino” non da poco, avvenuto nell’impianto nucleare e che a detta del portavoce verrebbe definito un “incidente”.

Secondo quanto riportato dalla TV di Stato, dall’agenzia Fars, Isna a dai quotidiani locali, l’impianto di arricchimento Chahid Ahmadi Rochan di Natanz avrebbe sofferto di un problema relativo alla rete di distribuzione elettrica. Questo a poche ore dopo la messa in moto delle nuove centrifughe avanzate, che servono ad arricchire l’uranio in modo più veloce.

Foto satellite sito iraniano catturarta dalla Maxar Tecnologies

Il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana, Behrouz Kamalvandi, senza menzionare la natura ed i dettagli dell’accaduto ha confermato che si è verificato un incidente nella sezione di distribuzione dell’elettricità del complesso di Natanz, indicando che “Non ci sono state vittime o danni ambientali causati dall’incidente. Sono in corso indagini per rivelare le cause dell’accaduto”.

Tutto l’impianto, composto da laboratori di superficie e sale di arricchimento sotterranee, ha accusato della mancanza di energia.  Il corrispondente della TV di stato avrebbe chiesto a Kamalvandi se il problema fosse derivato da un difetto tecnico o da un sabotaggio, ma il portavoce si è rifiutato di commentare la domanda.

Un parlamentare di Teheran, Malek Shariati Niasar, portavoce della commissione per l’energia del parlamento iraniano, ha scritto su Tweet che l’incidente risulta “molto sospetto”, sollevando preoccupazioni su possibili sabotaggi e infiltrazioni.

Il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana Behrouz Kamalvandi

Questo è stato l’ultimo dei “numerosi” incidenti che hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. La particolarità è che l’accaduto è avvenuto proprio nel periodo in cui si tenta di rilanciare i negoziati per l’accordo del 2015 tra Teheran, gli USA e le maggiori potenze coinvolte nello stesso.

Secondo quanto riportato dalla TV di stato IRIB (Islamic Republic of Iran Broadcasting), il Capo dell’Organizzazione per l’energia atomica, Ali Akbar Salehi, oltre a ribadire che: “L’Iran continuerà a sviluppare seriamente la tecnologia nucleare e rifiutando sanzioni oppressive” avrebbe fatto intendere che l’azione intrapresa contro il centro di arricchimento di Natanz potrebbe essere un boicottaggio poiché a suo dire: “mostra il fallimento degli oppositori al progresso industriale e politico del Paese, che impediscono il significativo sviluppo dell’industria nucleare e che è riuscito a revocare sanzioni e negoziazioni oppressive”.

Dando dunque per scontato che non si tratti di un “incidente” avrebbe poi aggiunto: “La Repubblica islamica dell’Iran, pur condannando questa mossa spregevole, sottolinea la necessità per la Comunità Internazionale e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica di affrontare il problema del terrorismo nucleare e si riserva il diritto di agire contro gli autori”.

Ali Akbar Salehi Capo dell’Organizzazione per l’energia atomica – Credit Irib News

Inoltre dalle ultime dichiarazioni, Salehi sembrerebbe aver chiaro chi abbia operato l’ “atto terroristico”, non parlando più di “incidente”, concludendo: “Per contrastare gli obiettivi del comandante di questo movimento terroristico, la Repubblica islamica dell’Iran continuerà ad espandere seriamente la tecnologia nucleare da un lato e ad revocare sanzioni oppressive dall’altro”.

Ricordiamo infatti che nella mattinata di ieri, la TV di Stato in occasione del 15° “Nuclear Technology Day” del Paese, avrebbe fatto una grande pubblicità alla nuova centrifuga IR-9, che a detta dei tecnici iraniani avrebbe la capacità di separare gli isotopi di uranio più rapidamente degli attuali dispositivi, il che significa un maggiore arricchimento dell’uranio. Superando la capacità della vecchia centrifuga IR-1, di circa 50 volte.

Ma le indagini sono appena iniziate e fino a prova contraria non è consigliabile puntare il dito contro i soliti “noti”. Soprattutto visti i delicati equilibri di questo momento storico, in cui gli animi sembrano infuocarsi per un “nulla”.

 

FOTO DI COPERTINA REUTERS

 

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