Di Fabrizio Scarinci
TEHERAN. Dopo ore di ricerche, l’elicottero su cui viaggiava il Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Ebrahim Raisi, precipitato ieri pomeriggio nella provincia dell’Azerbaijan Orientale, sarebbe stato raggiunto da alcune squadre di soccorritori, che avrebbero definitivamente confermato l’assenza di sopravvissuti.

Come si era già avuto modo di apprendere immediatamente dopo lo schianto, a bordo dell’aeromobile erano presenti, oltre a Raisi, anche il ministro degli Esteri di Teheran Hossein Amir-Abdollahian e alcuni uomini dello staff Presidenziale.
In ragione dell’accaduto, nelle ultime ore sono arrivati, all’indirizzo di Teheran, numerosi messaggi di condoglianze, sia da parte di alleati e partner (come Hamas, Hezbollah, ribelli Houthi e la stessa Federazione Russa), sia da parte dell’UE e di alcuni Paesi occidentali.

Dal canto loro, le autorità della Repubblica Islamica hanno cancellato tutti gli eventi sportivi previsti per questa settimana e convocato una riunione urgente.
Al momento, sembrerebbe ancora troppo presto per fare analisi accurate su come la scomparsa del Presidente Raisi possa incidere sugli equilibri interni al regime degli Ayatollah, anche se, in linea di massima, nessuno sembrerebbe attendersi dei reali cambiamenti riguardo all’assetto istituzionale (ricordiamo, tra l’altro, che nella Repubblica Islamica il vertice non è rappresentato dal Presidente ma dalla Guida Suprema Alì Khamenei) o alla politica estera portata avanti dal Paese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
