Iran: Russia e Cina tentano di fermare le sanzioni ONU contro Teheran. Un’analisi tra diplomazia e geopolitica sul nucleare

Di Giuseppe Gagliano*

TEHERAN. A poche ore dal ripristino automatico delle sanzioni ONU contro Teheran, Mosca e Pechino hanno chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un rinvio di sei mesi, nel tentativo di guadagnare tempo per una mediazione diplomatica.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

La scadenza – fissata per domani– è scattata dopo che Regno Unito, Francia e Germania (il cosiddetto E3) avevano innescato il meccanismo di snapback, accusando l’Iran di violare il JCPOA del 2015.

Il voto, previsto al Palazzo di Vetro dell’ONU oggi, richiede nove consensi su quindici e l’assenza di veto da parte di Stati Uniti, Francia o Regno Unito. Londra, Berlino e Parigi hanno offerto un rinvio di sei mesi solo a condizione che Teheran riapra le porte agli ispettori dell’AIEA, riduca le scorte di uranio arricchito e accetti colloqui diretti con Washington.

Per l’Iran, le sanzioni significherebbero il congelamento dei beni all’estero, lo stop alla vendita di armi e nuove restrizioni sul programma missilistico.

La crisi affonda le radici nel ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal JCPOA nel 2018 sotto Donald Trump, che ha rilanciato la politica di “massima pressione”.

Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025, i margini per un compromesso si sono ulteriormente ridotti.

Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian

Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian, intervenuto mercoledì all’Assemblea Generale ONU, ha ribadito che l’Iran “non cercherà mai la bomba atomica”, accusando l’Europa di agire “per conto di Washington”.

L’Ayatollah Ali Khamenei

Il leader supremo Khamenei ha escluso colloqui diretti con gli USA, definendo le richieste americane “un diktat”.

La disputa sul nucleare si intreccia con le tensioni militari tra Iran e Israele, culminate in una guerra di 12 giorni con raid israeliani sul territorio iraniano, giustificati da Tel Aviv come operazioni preventive contro il programma nucleare di Teheran.

Il braccio di ferro in Consiglio di Sicurezza mostra come la partita iraniana sia diventata un nodo centrale della rivalità fra blocchi: da un lato Russia e Cina, intenzionate a evitare l’isolamento di Teheran, dall’altro Stati Uniti ed Europa, determinati a riaffermare il regime sanzionatorio.

Una questione che va oltre il dossier nucleare, riflettendo equilibri geopolitici globali e le fratture tra potenze occidentali e orientali.

*Presidente del Centro Studi Cestudec 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto