Iran, venerdì al voto per le undicesime elezioni parlamentari dal 1979

Tehran. Venerdì prossimo si terranno in Iran le undicesime elezioni parlamentari, dal 1979. Saranno circa 58 milioni gli elettori.

L’Iran va al voto venerdì

Per partecipare al voto, i candidati devono essere cittadini iraniani, di fede sciita. Devono, inoltre, avere conseguito una laurea e possibilmente un master. Devono poi avere svolto il servizio militare ed essere incensurati.

Una Commissione esamina candidato per candidato. Sono scartati quelli che hanno un curriculum dubbio.

Dei oltre 14 mila candidati solo poco più di 7 mila sono stati considerati idonei a svolgere la campagna elettorale.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno 16 mila elettori si erano registrati per partecipare alla consultazione, ma solo 7.148 sono stati ammessi.

Sono stati esclusi una ottantina di deputati dell’attuale legislatura, tra cui una figura con un impeccabile curriculum rivoluzionario come Ali Motahhari, 62 anni, figlio di un religioso sciita i cui insegnamenti hanno contribuito all’ideologia della Repubblica islamica, ma che ha mostrato di simpatizzare per il Presidente centrista Hassan Rohani.

Il Presidente centrista Hassan Rohani

I candidati gareggiano in 200 collegi sparsi nelle 31 province del Paese. Si contenderanno i 290 seggi del Majlis, l’Assemblea legislativa della Repubblica islamica per un mandato di quattro anni.

Tra loro figurano anche alcune decine di nomi in rappresentanza delle minoranze religiose, a cui spettano cinque seggi (ebrei, zoroastriani, un seggio condiviso per assiri e caldei, due per gli armeni).

I seggi si aprono alle 8 ora locale (le 5.30 in Italia) e si chiudono alle 18 locali, ma fine delle operazioni di voto a volte viene prorogata nel corso della giornata, per incoraggiare al voto e aumentare il dato dato dell’affluenza.

La legge elettorale stabilisce che si vada al ballottaggio nelle circoscrizioni in cui nessuno dei candidati abbia
superato al primo turno la soglia del 25%. Il giorno fissato per l’eventuale ballottaggio è il 17 aprile.

L’Iran è diviso in collegi  uninominali e plurinominali: il più grande e cruciale è quello di Teheran, che elegge 30 deputati. Dopo Teheran, le province che mandano più deputati al Majlis sono Isfahan e Azerbaijan Est (19 ciascuno). Quelle che eleggono meno parlamentari sono Alborz, Qom, Ilam, Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad (3 ciascuno).

La campagna elettorale si chiude ufficialmente oggi. E’ durata solo una settimana senza tanti clamori

Sempre venerdì si voterà anche in cinque province – Khorasan, Khorasan Razavi, Fars, Tehran e Qom – si vota
per le elezioni di medio termine dell’Assemblea degli esperti. L’Assemblea formata da 88 membri e con un mandato di 8 anni, ha il potere di eleggere la Guida Suprema. Le province interessate a questo voto sono
cinque.

L’Āyatollāh Seyyed Alī Ḥoseynī Khāmeneī ha chiamato i suoi connazionali al voto sostengono che esso è un dovere religioso e che che la partecipazione alla consultazione dovrà essere uno “schiaffo a Trump”.

Ali Khamenei

Secondo molti analisti la partecipazione al voto sarà molto bassa, perché i giochi sarebbero già fatti. Con i conservatori che hanno in mano tutto.

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