Iraq: Attacco missilistico alla base statunitense di Ain Al-Asad nell’Iraq occidentale

Di Giusy Criscuolo

Baghdad. Fonti della sicurezza irachena hanno riferito che questa mattina, la base di Ain al-Asad nella provincia di Anbar (Ovest del Paese), è stata bombardata con una serie di missili.

Tutto questo a due giorni prima della storica visita di Papa Francesco in Iraq.

La base ospita più di 2000 soldati americani. Fortunatamente a quanto comunicato fino ad ora l’attacco in se non ha provocato vittime, ma sembrerebbe che un appaltatore civile, di cui si conosce la nazionalità,  che cooperava con la coalizione sia deceduto per un attacco di cuore subito dopo l’arrivo dei missili.

Foto dalla base aerea irachena di Ain al-Asad nel 2020 – by GETTY IMAGE

Sempre secondo fonti della sicurezza irachena, i missili sarebbero partiti dalla zona di Al Bayader, un’area agricola situata sull’autostrada tra Hit e Al-Baghdadi, dove è stata trovata in fiamme la piattaforma che avrebbe lanciato i missili.

Il portavoce ufficiale militare della Coalizione Internazionale dell’Operazione “Inherent Resolve” (OIR), il Col. Wayne Marotto, ha dichiarato in un tweet: “Dieci razzi dell’IDF hanno colpito una base militare irachena, la base aerea di Al Asad, che ospitava le truppe della coalizione, il 3 marzo 2021 alle 7:20 circa (ora irachena). La SF irachena sta guidando la risposta e le indagini. Ulteriori informazioni verranno rilasciate non appena disponibili”.

Ma a distanza di qualche ora il Security Media Cell affiliato al Comando delle Forze di Sicurezza irachene ha riferito che a cadere siano stati missili: “Dieci missilisono caduti sulla base di Ain Al-Assad, senza perdite significative”.

Foto di un precedente attacco alla base di Ain Al- Assad – by GETTY IMAGE

Sull’attacco non ci sono ancora rivendicazioni, ma numerose voci di corridoio e sui social, ipotizzano e rincorrono i soliti “noti” sottolineando come l’attacco possa essere stato operato da milizie legate all’Iran.

Il primo attacco, probabilmente in risposta, a quello effettuato dagli Stati Uniti durante la scorsa settimana, contro obbiettivi delle milizie allineate con l’Iran lungo il confine tra Iraq e Siria.

Il tweet parla dell’attacco e di come nel 2000 Giovanni Paolo II e nel 2014 Papa Francesco abbiano dovuto rinviare i loro viaggi per motivi di sicurezza

A detta del Pentagono l’attacco statunitense, della scorsa settimana, sarebbe arrivato in risposta a una serie di attacchi missilistici che hanno preso di mira gli interessi degli Stati Uniti “Una risposta proporzionata”.

A detta del Senatore Repubblicano Marco Rubio in un suo Tweet: “Gli ultimi attacchi missilistici contro le truppe statunitensi e della coalizione sono opera di #Iran. L’Iran produce i razzi, li dà alle milizie sciite e dice loro dove e quando attaccare. Lo scopo di questi attacchi è fare pressione su Biden per accelerare il ritiro degli Stati Uniti dall’Iraq”.

Ricordiamo che lo scorso 16 febbraio, un attacco missilistico ha preso di mira l’aeroporto internazionale di Erbil e alcune zone residenziali abitate da civili, uccidendo un appaltatore civile e ferendo un soldato americano.

Cristiani e musulmani attendono la visita del Pontefice, ma chissà che anche questa volta Papa Francesco non sia costretto a rinviarla all’ultimo minuto.

FOTO DI COPERTINA BY GETTY IMAGE

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