Iraq: Ucciso Husham Al-Hashimi. Era l’esperto di terrorismo che ha fatto tremare le milizie filo-iraniane e Da’ash

Di Giusy Criscuolo

Baghdad. Lunedì sera, l’analista iracheno esperto di sicurezza e studioso del Jihad e dei fenomeni terroristici legati alle frange estreme dell’ IS e delle milizie filo-iraniane legate ad Hezbollah, Husham Al-Hashimi, al rientro da un intervista rilasciata ad una rete televisiva di Baghdad è stato ucciso sotto casa sua. Il tutto dopo aver ricevuto in antecedenza minacce di morte lanciate dalla milizia filo-iraniana e dagli esponenti dell’IS che lo avevano, da circa due mesi, inserito nella loro lista nera. Le periodiche minacce di morte, mai denunciate e ormai facenti parte della vita di un Uomo che aveva deciso di non tacere per amore della propria patria, non hanno fermato Hashimi fino al giorno del suo omicidio.

Hisham Al Hashimi

Si parla di tre uomini con una moto, ma in realtà gli uomini erano 4. In un primo video che imperversa sui social si vede Hashimi che rientrando a casa parcheggia e viene affiancato da un tizio incappucciato che inizia a scaricare colpi a raffica. Dopo un primo tentativo, il terrorista ritorna in dietro per finire il lavoro, eliminando uno degli uomini che stava facendo la differenza e che iniziava a diventare scomodo. Un secondo video mostra una differente angolazione, dove si evince che gli uomini fossero 4 e  muniti di due scooteroni. Ad un primo colpo d’occhio l’uomo che impugna l’arma sembra essere quasi impacciato nel maneggiarla e anche nella fuga finale i movimenti risultano goffi.  Estratto dall’auto era già in condizioni estreme. Trasportato all’ospedale di Ibn Al-Nafees è spirato dopo pochi minuti.

Husam Al-Hashimi, nato a Baghdad nel 1973, apparteneva all’antico clan sunnita al-Rikabiun. Interlocutore referenziato chiamato dalle TV di Baghdad e del Medio Oriente, richiesto da Centri di ricerca internazionale, di Intelligence e dallo stesso Stato Iracheno per consulenze. Professionista stimato a livello mondiale, aveva scritto molti libri e soprattutto negli ultimi periodi aveva svelato e denunciato troppe verità scomode.

Hisham mentre viene raggiunto dal Terrorista che inizia a fare fuoco (Primo video)

La morte di Hashimi viene collegata dai numerosi attivisti, all’uccisione di molti giornalisti che hanno raccontato verità che dovevano rimanere celate. Due di questi furono  uccisi lo scorso gennaio 2020 a Bassora nella loro auto, mentre stavano documentando un sit in (il giornalista iracheno Ahmed Abdul Samad, corrispondente del Canale Tigri e il fotografo Safaa Ghali).

In alcuni luoghi, ancora più che in altri, certe figure risultano più scomode che mai. I commenti dei numerosi uomini “liberi” che spopolano su twitter lasciano l’amaro in bocca. Uomini e Donne che lottano per la libertà di espressione, per la verità contro la corruzione e che soffrono di queste morti come fossero le loro. Si! Perché è in uomini come Husham Al-Hashimi, che questa moltitudine ritrova la propria voce.

il giornalista iracheno Ahmed Abdul Samad, corrispondente del Canale Tigri e il fotografo Safaa Ghali

In uomini come lui, trovano il coraggio di ribellarsi, di denunciare, sentendosi rappresentati e “protetti” e quando questi uomini vengono uccisi anche la loro voce viene nuovamente messa a tacere. La paura ricomincia a serpeggiare fino al momento che qualcun altro riprenderà da dove si era interrotto.

Questa morte non ha sorpreso né i familiari, né i collaboratori di Hashimi, che continuava nonostante tutto a denunciare la corruzione dilagante e gli estremismi entrati all’interno degli apparati di Stato e Mediatici. A quanto si apprende da fonti locali, i suoi familiari, gli amici più stretti ed i collaboratori gli avevano addirittura consigliato di trasferirsi ad Erbil, ritenuta più sicura.

Solo pochi mesi fa Al-Ahad TV (TV Irachena), affiliata ad alcuni gruppi armati filo-iraniani aveva pubblicato una notizia che lasciava trapelare una velata minaccia all’analista, il quale continuava ad essere invitato in sede. Ad oggi, numerosi video, contenenti gli interventi di Hashimi sono stati rimossi dalla pagina ufficiale del canale satellitare.

Al Hurra sulla sua pagina, dà voce da un giornalista amico di Hashimi, che ha preferito rimanere anonimo. Quest’ultimo avrebbe dichiarato che l’analista, in un momento di sfogo, aveva raccontato che il funzionario della sicurezza della milizia Hezbollah, A. A. A., lo avrebbe sempre minacciato e che in un suo ultimo messaggio telefonico, ricevuto qualche giorno prima della fatidica ora, lo avrebbe chiaramente “avvertito”.

Il terrorista mentre maneggia goffamente l’arma prima di fare fuoco (Secondo video)

I giornalisti Iracheni non tacciono e questa morte potrebbe creare un precedente. Tutti urlano un dolore muto e iniziano senza indugi a fare nomi. Iniziano a parlare di cose che, fino ad oggi, solo in pochi osavano dire ma che in molti pensavano.

Una fonte non ufficiale dell’IS reclama l’assassinio, ma gli analisti non ritengono possibile l’attacco che sembrerebbe più di matrice milizia filo-iraniana. La maggior parte dei colleghi e degli uomini della comunicazione puntano il dito contro le milizie sciite, sotto le quali si trovano numerosi enti di comunicazione, gli stessi che pochi mesi fa, per creare un incidente diplomatico tra Stato Iracheno e Stati Uniti, avevano spacciato la notizia dell’arresto di uno dei più forti esponenti dell’IS come opera delle forze Irachene. Notizia prontamente smentita dal Pentagono e dalla Repubblica Irachena stessa.

Il Tweet del presentatore Iracheno Ahmed al Bashir

A quanto apprendiamo da fonti certe in loco, la comunicazione è sempre più asfissiata da presenze estremiste. Molte reti, tra cui alcuni canali ufficiali di stampa, sono in mano a miliziani filo-iraniani. Tendenza che ultimamente sembra prendere il sopravvento in quelle latitudini del mondo chiamate Magreb e Mashreq. Entrambe sotto attacco di estremismi differenti.

Un famoso presentatore iracheno scrive: “# Hezbollah il terrorista e Da’ash il terrorista sono felici e grati per il martirio di Husham al-Hashemi. Eri sulla strada della verità. Husham, con la tua lingua, i tuoi pensieri, il tuo coraggio e a petto nudo hai affrontato migliaia di terroristi ovunque… e quando non potevano affrontarti intellettualmente hanno usato un modo bastardo e da codardi”.

Giornalista Iracheno Amar Al Hameedawi

Il Giornalista Amar Al Hameedawi scrive: “L’assassinio dell’analista politico ed esperto di sicurezza Husham al-Hashimi e il dito dell’accusa indicano le milizie sciite irachene # L’Iraq è in preda a sfacciate milizie”. Questi alcuni dei milioni di Tweet dedicati ad un Uomo ed un Professionista come Husham Al-Hashimi.

Amici e colleghi di Hashimi dall’altra parte del mondo apprendono sconvolti la notizia, sperando in una smentita, ma le foto del Giovane analista, scoperto per metà su una barella dell’ospedale non mentono. Molti si chiedono se qualcuno continuerà il suo lavoro. Ad oggi una sola cosa è certa, che Husham Al-Hashimi ha fatto tutto ciò che era in suo potere per denunciare e bloccare quegli estremismi che distruggono l’Iraq e i suoi abitanti, da troppi anni vessati e senza alcuna voce in capitolo.

 

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