Di Paola Ducci*
KIEV (nostro servizio particolare). Gli attuali “droni terrestri” in uso sul campo di battaglia in Ucraina – mine telecomandate su ruote o su cingoli che si muovono in modo eccezionalmente veloce, sono i pronipoti di uno storico veicolo creato negli anni ‘40 del 20° secolo: l’Sd. Kfz. 302 e 303 Leichter Ladungstrager “Goliath” (talvolta chiamato “Beetle” o “Doodlebug” dalle truppe alleate)
Mezzo unico per la Seconda Guerra Mondiale, rappresentò un modo innovativo per indirizzare una carica esplosiva verso un bersaglio preciso.

Molto in anticipo sui tempi per quanto riguarda la sua concezione, era sviluppato come una mina cingolata, leggermente corazzata e telecomandata e descritto come un carro armato in miniatura sin da quando le truppe americane lo videro per la prima volta in Italia nel 1943.
Goliath era lungo lungo, largo e alto circa un metro e mezzo e pesava circa 650 chili.
Nonostante l’aspetto, il Goliath non era un carro armato.
Sviluppato poco dopo la conquista della Francia, alcuni indizi dimostrano che il Goliath fu ispirato da un prototipo di veicolo scoperto presso la fabbrica francese di veicoli Kegresse.
La Wehrmacht si rivolse a Karl Borgward per sviluppare un “veicolo speciale” in grado di trasportare almeno 50 chili di esplosivo.
Dopo oltre un anno di ricerca, all’inizio del 1942, la versione iniziale (Sd. Kfz. 302) del Goliath era operativa.

Due motori elettrici alimentavano la prima variante della mina cingolata Goliath che però si rivelò piuttosto costosa e difficile da manutenere sul campo. Nonostante ciò furono costruiti circa 2.600 Goliath a propulsione elettrica, la cui produzione terminò nel 1944.
Il Goliath poteva trasportare la sua carica esplosiva di 60 chili per quasi mezzo miglio a una velocità massima di 7 miglia all’ora.
Gli operatori dirigevano il Goliath utilizzando una semplice scatola di controllo, mentre 700 metri di cavo partivano da una grande bobina montata nel vano posteriore del veicolo.
I comandi erano rudimentali e frenavano alternativamente uno dei due cingoli per consentire a Goliath di girare, avanzare e infine esplodere.
Questo mezzo era stato progettato come sistema di trasporto di armi monouso, un concetto relativamente nuovo nella Seconda Guerra Mondiale.
Per questo motivo era importante che l’operatore del Goliath non si affezionasse troppo al suo veicolo!
Successivamente ne fu creata una seconda versione, meno costosa (Sd. Kfz. 303) e azionata da un motore a benzina Zundapp a due tempi.
La sua potenza aumentò leggermente e la sua carica esplosiva fu aumentata fino a raggiungere il peso di 100 chili.

Anche l’autonomia fu incrementata, consentendo al Goliath di viaggiare fino a quasi ¾ di miglio dal suo controllore.
La produzione del Goliath a benzina durò dall’aprile 1943 al gennaio 1945, per un totale di circa 4.900 unità.
Per spostarlo in posizione era previsto un semplice rimorchio a due ruote, normalmente trainato da due uomini.
Un esempio di attività del Goliath fu durante l’Operazione Kursk nell’estate del 1943, quando venne usato per eliminare gli estesi campi minati sovietici davanti ai massicci carri armati Elefant del 654° Schwere Panzerjagerabteilung.
I tedeschi utilizzarono il Goliath su tutti i fronti tranne che in Nord Africa senza ottenere alcun successo degno di nota.
Le truppe americane incontrarono il Goliath durante diversi sbarchi sulla spiaggia: ad Anzio nel gennaio 1944, in Normandia nel giugno 1944 e nella Francia meridionale nell’agosto 1944.
I veicoli erano talvolta posizionati in modo da poter strisciare fuori da piccoli bunker mimetizzati ed esplodere tra le truppe d’invasione raccolte sulla spiaggia.
Ma , a quanto pare, la maggior parte dei Goliath posizionati in questo modo furono messi fuori uso dai bombardamenti navali alleati.
*Editor per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa
© RIPRODUZIONE RISERVATA

