Di Valentina Giambastiani
LA SPEZIA. Un dirigente sportivo, piuttosto noto poiché attivo in più associazioni calcistiche tra la Liguria e la Lombardia, è stato arrestato stamani dai finanzieri del Comando Provinciale di La Spezia, che hanno altresì proceduto ad eseguire diverse perquisizioni domiciliari nei confronti di altri cinque indagati e quattro società sportive dilettantistiche, site nella stessa città ligure oltre che a Milano e in provincia di Mantova.
È pesante l’ipotesi accusatoria che la Procura della Repubblica spezzina ha formulato nei confronti dell’arrestato e dei suoi fiancheggiatori, le cui azioni truffaldine sono venute alla luce a seguito di un’indagine delle locali fiamme gialle che, con l’ausilio della componente speciale del Corpo, hanno passato al setaccio decine e decine di istanze presentate all’Ente statale “Sport e Salute S.p.A”, al fine di ricevere i contributi previsti per i collaboratori sportivi rimasti inattivi a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid 19.
Proprio da tali riscontri gli investigatori hanno accertato che, delle 88 domande formalmente presentate da atleti e tecnici tesserati con le società finite nell’indagine, nessuna di queste era stata predisposta e inoltrata dal tesserato intestatario, mentre le somme erogate dallo Stato a titolo di ristoro erano finite su conti correnti (anche esteri) intestati agli indagati.

Sempre secondo quanto scoperto dai finanzieri tali pubbliche provvidenze, una volta accreditate sui citati conti, venivano prelevate in contanti oppure trasferite su altre posizioni finanziarie con il chiaro scopo di far perdere le tracce del denaro.
Soldi erogati in più tranche nell’arco di 3 anni da “Sport e Salute S.p.A.” per un totale complessivo di circa 350.000 euro.
Oltre che pervenire al citato arresto, l’attività degli investigatori della GDF spezzina ha contestualmente permesso di segnalare all’Autorità Giudiziaria inquirente 6 soggetti (tutti responsabili di associazioni sportive dilettantistiche) che ora si trovano a rispondere dei reati di sostituzione di persona, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.
I finanzieri operanti stanno inoltre procedendo a sequestri preventivi di somme e beni riconducibili agli indagati, questo fino a concorrenza dell’importo oggetto della truffa.
Rimane in ogni caso opportuno evidenziare come a tutti gli indagati vada riconosciuta la presunzione d’innocenza costituzionalmente garantita, pertanto – in attesa di eventuale sentenza definitiva di condanna – nessuna responsabilità penale può attualmente essere dichiarata nei loro confronti.
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