Estrema destra: militanti fanno il saluto romano in occasione della manifestazione per i 46 anni della strage di Acca Larentia a Roma. Polizia e Carabinieri notificano la conclusione indagini a 13 persone

ROMA. La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno notificato, oggi, un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 13 militanti di movimenti di estrema destra italiani, a cui viene contestata la violazione dell’articolo 5 della legge Scelba e dell’articolo 2 della legge Mancino, in concorso tra loro.

Gli avvisi si riferiscono ai fatti avvenuti a Roma lo scorso 7 gennaio.

In occasione del 46° anniversario della strage di Acca Larentia, a Roma, avvenuta nel 1978

Un’immagine della sezione del MSI in Via Acca Larentia il 7 gennaio 1978

 

In quel giorno furono  uccisi da un commando di estrema sinistra tre giovani del Movimento Sociale italiano.

I tre giovani missini uccisi

 

Il 7 gennaio scorso hanno partecipato alla manifestazione oltre mille militanti delle formazioni della destra radicale italiana ed europea che, inquadrati in forma militare, hanno dato vita al rito del “presente” nei pressi sede storica missina, effettuando il cosiddetto “saluto romano”.

Le indagini svolte da personale dalla DIGOS della Questura di Roma e del Nucleo Informativo del Carabinieri della Capitale, anche attraverso l’analisi delle immagini ritraenti i momenti della commemorazione, hanno fornito ai magistrati gli elementi atti a considerare quanto
accaduto come una “manifestazione riflettente la liturgia delle adunanze usuali del disciolto partito Fascista”.

La Procura romana ha inoltre ritenuto sussistenti le condizioni per contestare agli indagati anche di aver “posto in essere azioni esteriori proprie ed usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’art. 3 della legge 13 ottobre 1975 n. 654, ora trasfuso nell’art 604 bis del Codice Penale”.

Quanto sopra anche in attuazione della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nr. 16153/2024 dello scorso 18 gennaio .

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari non fa venire meno la presunzione di innocenza degli indagati.

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