Kosovo: Cambio al comando di RC-West di KFOR tra la Brigata Folgore e la Brigata Pozzuolo del Friuli

Belo-Polje. Ha avuto luogo ieri, presso la base Camp Villaggio Italia, in località Belo-Polje nelle vicinanze della cittadina di Peja/Pec, la cerimonia di cambio del comando del Regional Command West (RC-W), l’unità multinazionale a guida italiana, responsabile del settore occidentale del Kosovo.

Il contingente italiano uscente, su base 185° Reggimento artiglieria paracadutisti Folgore, è stato avvicendato dal Reggimento artiglieria terrestre “a Cavallo” della Brigata Pozzuolo del Friuli.

Lo scambio della Bandiera tra il Col. Bertazzo e il Col. Javarone

La cerimonia segna il passaggio del testimone tra il Col. Andrea Bertazzo, che dopo sei mesi di mandato cede il comando, e il Col. Marco Javarone, che subentra alla guida del RC-W della missione NATO Joint Enterprise.

Il Generale di Brigata Luca Piperni, vice comandante di KFOR, nel presiedere il passaggio della bandiera della NATO, ha evidenziando come KFOR sia la missione della NATO che più rappresenta un successo per l’Alleanza, considerato l’attuale clima di sicurezza in cui le varie comunità del Kosovo possono vivere e sottolineando come il lavoro di squadra e la coesione sono caratteristiche necessarie per rispondere al meglio al mandato ricevuto, qualità che i Diavoli Gialli del contingente uscente hanno saputo esprimere nel più stretto significato del motto Duty Realibility Commitment coniato per la “KFOR XXVI”.

Il Gen. B. Piperni passa in rassegna loschieramento nel corso della cerimonia del cambio

L’ambasciatore italiano in Kosovo Dott. Antonello De Riu , ha apprezzato i lodevoli risultati conseguiti dai militari del RC-W nel pieno rispetto del mandato internazionale, sottolineando la delicatezza del lavoro svolto dai paracadutisti dell’Esercito della Brigata Folgore, apprezzati dalle Istituzioni locali e dalla popolazione kosovara.

L’allocuzione del Gen. B. Piperni

KFOR rappresenta oggi la missione più consistente della NATO per numero di militari impiegati sul terreno, con i suoi 3.700 uomini e donne, di cui 628 sono italiani appartenenti a EsercitoMarina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, che giornalmente contribuiscono a un ambiente sicuro e alla libertà di movimento per tutte le comunità che vivono in Kosovo, in conformità con la risoluzione dell’ONU n. 1244 del 1999.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore