Kosovo: cambio alla guida del Regional Command-West di KFOR

PEJA/PEC. Si è svolta oggi in Kosovo, a Camp “Villaggio Italia”, la cerimonia di avvicendamento al comando del Regional Command – West (RC-W) della missione KFOR tra il 9° Reggimento Alpini della Brigata Alpina Taurinense e l’11° Reggimento Bersaglieri della 132^ Brigata Corazzata Ariete. 

Il simbolico passaggio della bandiera NATO tra il Colonnello Mario Bozzi e il parigrado Gabriele Vacca, ha sancito il cambio alla guida del RC-W, unità multinazionale composta prevalentemente da militari italiani e posta alle dirette dipendenze del Comando di KFOR.

Il passaggio della Bandiera

Alla cerimonia erano presenti il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, il Comandante di KFOR, Generale di Divisione Angelo Michele Ristuccia, l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Antonello De Riu, e numerose autorità civili e religiose locali. 

Il Generale Figliuolo, nel portare ai militari italiani i saluti del ministro della Difesa Crosetto e del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Cavo Dragone, ha espresso parole di apprezzamento per i risultati conseguiti dal contingente nazionale nel corso di una missione che è stata condotta in una realtà complessa come quella balcanica, particolarmente nota al Generale Figliuolo, che è stato Comandante delle forze NATO in Kosovo tra il 2014 e il 2015. 

“Avete compiuto con onore la vostra missione” – ha detto il Comandante del COVI – “Avete saputo rapportarvi alla pari con la popolazione locale e questa è una capacità che non tutti hanno. Vi siete fatti apprezzare per il dialogo continuo e costruttivo con i rappresentanti della vita pubblica di questo Paese e questo nonostante recenti incidenti le cui cause sono da ricercare non di certo nel vostro operato, che è stato professionale, imparziale, rispettoso dell’uso proporzionale della forza e al tempo stesso fermo e determinato”. 

Il Generale Ristuccia, ha evidenziato che “Il Contingente Italiano lascia un segno chiaro nell’ambito della Missione KFOR, mantenendo i massimi standard di equità e imparzialità e creando condizioni che hanno portato benefici a tutte le comunità che vivono in Kosovo. La popolazione vi apprezza per gli sforzi che avete profuso, anche attraverso i vari progetti CIMIC a supporto delle istituzioni scolastiche e sanitarie locali. Siete stati sempre d’esempio, impegnandovi per il bene di tutti e fornendo ai responsabili delle comunità locali soluzioni durevoli per una convivenza pacifica. Sono orgoglioso di voi, uomini e donne del RC-W: una storia di successi!”.

Un momento della cerimonia

È stato un semestre molto impegnativo quello appena concluso, che ha visto i militari italiani impegnati in molteplici attività operative, addestrative e di cooperazione civile militare a sostegno delle istituzioni e delle popolazioni kossovare. Tra queste, l’esercitazione COBWEB, del marzo scorso, che ha visto il contingente impegnato per tre giorni in tutta l’area di operazioni, la recentissima esercitazione BIG ROCK, piuttosto che la GOLDEN SABRE, che ha visto attività di controllo della folla, rimozione di blocchi stradali e bonifica di ordigni esplosivi. Quest’ultima esercitazione è stata peraltro svolta in coordinamento con le unità di EULEX (European Union Rule of Law Mission in Kosovo), la missione a guida europea avviata allo scopo di assistere e supportare le autorità del Paese a sviluppare un sistema multi-etnico e indipendente di Giustizia e a realizzare comparti di Forze di Polizia e di Dogana in linea con gli standard internazionali. 

A queste attività esercitative si sono aggiunte le tante iniziative di donazione di materiali sanitari, didattici e tecnologici agli ospedali, alle scuole kosovare, alle associazioni sportive. Tra queste, il progetto NATURKOSOVO, con il quale, insieme al Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, la Difesa italiana ha voluto dare impulso alla valorizzazione e alla salvaguardia della Via Dinarica, nelle municipalità di Pec, Decane e Junik. Degno di nota è anche il recente incontro a Villaggio Italia tra i sindaci, i consiglieri e i rappresentanti delle minoranze di tutte le 15 Municipalità del Kosovo occidentale. 

Prima della cerimonia militare, il Generale Figliuolo, accompagnato da delegazioni del COVI e del Comando di KFOR, si è recato allo storico monastero ortodosso di Visoki-Decani, unico luogo di culto che dal 1999 è ancora sotto la protezione dei soldati di KFOR. Qui, il Comandante del COVI ha incontrato padre Janic Sava, abate del monastero. 

Domani, il Generale Figliuolo saluterà il contingente italiano schierato in Bosnia Erzegovina nell’ambito della missione europea Althea. Il programma prevede anche un incontro con una delegazione dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo e con il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate bosniache.  

La visita del Generale Figliuolo alle unità militari schierate nei Balcani occidentali rientra nell’azione di coordinamento e di direzione che il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) esercita sulle attività svolte dai contingenti delle Forze Armate italiane schierati all’estero.  

IL COVI 

Il COVI è l’alto Comando della Difesa deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.  

Inoltre, il COVI risponde alle richieste di concorsi operativi che vengono forniti dalle Forze Armate alla Protezione Civile e ad altre autorità istituzionali sul territorio nazionale, in occasione di calamità naturali o emergenziali di straordinaria necessità e urgenza, come è avvenuto nel corso degli eventi alluvionali che hanno colpito diversi comuni dell’Emilia Romagna, della Toscana e delle Marche lo scorso mese di maggio. 

  

LA PRESENZA MILITARE ITALIANA NEI BALCANI 

L’Italia svolge da sempre un ruolo di attore primario nei Balcani occidentali, con un contingente che opera nell’ambito della NATO Kosovo Force (KFOR) con circa 850 uomini e donne provenienti da tutte e quattro le Forze Armate.  

L’Italia manterrà il comando di KFOR fino a ottobre del 2023, per poi assumere la posizione di Vice Comandante per un anno. 

La Difesa fornisce inoltre, nell’ambito del contingente europeo EUROGENDFOR, unità specializzate dell’Arma dei Carabinieri per la missione civile dell’Unione Europea, la “European Union Rule of Law Mission in Kosovo” (EULEX). Al riguardo, a riconoscimento delle capacità nazionali dimostrate nel tempo, all’Italia è stata assegnata la guida della missione dal 15 giugno 2023, con il nuovo Head of Mission, il Generale di Divisione dei Carabinieri Giovanni Pietro Barbano. 

Allo stesso tempo, in Bosnia-Erzegovina l’Italia incrementerà il contingente impiegato nell’ambito della “European Union FORce” (EUFOR ALTHEA), con lo schieramento di un’ulteriore compagnia di manovra, candidandosi, peraltro, ad assumere posizioni di vertice anche nell’ambito di questa missione. 

Le Forze Armate italiane saranno quindi presenti nell’area balcanica con un contingente composto in media da poco meno di 1.000 unità, che potrà arrivare a oltre 1.700 uomini e donne con la forza di riserva in prontezza, di livello battaglione, il cosiddetto Operational Reserve Forces Battalion della NATO, pronto a intervenire con brevissimo preavviso in caso di necessità. 

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