Guardia di Finanza: operazione “Pane sano”, bloccato e sequestrato un carico di pregiato cereale proveniente dall’Africa. Rilevata la presenza di un pesticida proibito e denunciato l’importatore

Di Massimo Giardinieri

Livorno. È senz’altro significativo, oltre a causare un comprensibile allarme, il sequestro che i finanzieri del Comando Provinciale di Livorno – congiuntamente con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) – hanno effettuato presso il porto cittadino cautelando un grosso carico di “Teff” proveniente dall’Etiopia, nel dettaglio 22 mila kg per un valore commerciale di circa 220.000 euro.

Il “Teff” (Eragrostis tef) è un cereale pregiato e particolarmente ricercato per la sua caratteristica di essere privo di glutine, dunque adatto all’alimentazione di soggetti affetti da celiachia oltre che ad essere impiegabile nelle diete che richiedono un basso contenuto glicemico, come quelle per le persone in sovrappeso o affette da diabete.

La partita in questione, però, è risultata esser stata trattata con una sostanza tossica per la salute umana, più precisamente con propiconazolo, un pesticida che l’Unione europea ha peraltro bandito dal 2019 con il Regolamento di esecuzione UE 2018/1865.

Autopattuglia Guardia di Finanza di Livorno in attività di retrovalico doganale

L’operazione in parola, efficacemente coordinata dalla Procura della Repubblica di Livorno, ha preso il nome di “Pane sano” ed è il frutto d’una brillante sinergia tra le fiamme gialle livornesi il locale Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane. Una sinergia che ha un target operativo ben preciso, ovvero quello del controllo sulle migliaia di tonnellate di prodotti agroalimentari che ogni anno giungono nel grande scalo mercantile toscano.

Proprio sulla scorta di tali obiettivi d’intervento i funzionari dell’ADM nonché finanzieri diretti dal Comandante Provinciale di Livorno, Colonnello Gaetano Cutarelli, hanno mirato il loro controllo sul consistente carico di “Teff” destinato nella circostanza ad una società marchigiana.

Da notare come i sospetti dei doganieri e dei militari della GDF siano inizialmente sorti dal momento in cui è stata riscontrata la consistenza economica e fiscale del soggetto importatore, oltre che da una segnalazione di servizio nel frattempo pervenuta.

Coordinati dal PM titolare delle indagini, i due Organi hanno così interessato la competente Azienda Sanitaria Locale (ASL) al fine di far eseguire specifiche analisi di laboratorio su quel cereale proveniente dall’Africa, ed il conseguente esito ha confermato tutti i dubbi della prima ora rilevando chiaramente la presenza del pericoloso pesticida.

Le autopattuglie della Guardia di Finanza in azione al porto di Livorno

Nel contempo – su disposizione della Procura – sono scattate le perquisizioni eseguite dai finanzieri del 2° Nucleo Operativo in collaborazione con i funzionari dell’ADM che hanno riguardato l’impresa oltre che l’abitazione del titolare della ditta importatrice, al termine delle quali gli operatori hanno sequestrato una copiosa documentazione contabile e telematica utile a ricostruire l’intera filiera produttiva, distributiva e commerciale seguita dalla merce.

Sulla scorta dei risultati ottenuti dalle suddette analisi, l’Autorità Giudiziaria titolare dell’inchiesta ha dunque richiesto al giudice delle indagini preliminari l’emissione di un relativo decreto di sequestro preventivo, ciò con il necessario fine di tutelare la salute dei consumatori.

Il rappresentante legale dell’azienda importatrice è attualmente indagato per detenzione di sostanze alimentari nocive (reato previsto dall’art. 444 del Codice Penale), anche se la presunzione d’innocenza – costituzionalmente garantita – gli va nel frattempo riconosciuta sino ad eventuale ed intervenuta sentenza definitiva di condanna.

Sulla vicenda giova senz’altro evidenziare come l’attività di prevenzione nonché di contrasto alla diffusione di prodotti agroalimentari nocivi svolta presso lo scalo portuale commerciale livornese, oltre a garantire una necessaria tutela ai consumatori, assume una singolare rilevanza alla luce dell’attuale scenario bellico est-europeo in cui, proprio l’approvvigionamento ed il trasporto dei cereali, non poche preoccupazioni sta destando nella comunità internazionale.

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