Guardia di Finanza: bloccato, in provincia di Massa Carrara, un altro maxi-carico di rifiuti diretti in Africa, denunciato il rappresentante di una società di export

MASSA CARRARA. Un nuovo maxi-carico da 82 tonnellate di rifiuti illecitamente diretto in Africa è stato scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale di Massa Carrara i quali, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e di quelli dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Toscana (ARPAT), lo hanno individuato e bloccato all’interno del porto di Marina di Carrara.

L’attività in cronaca ha preso spunto da un controllo di routine eseguito ai varchi d’ingresso del citato scalo portuale, più nello specifico su un container diretto in Tunisia e che al suo interno avrebbe dovuto stoccare comuni rifiuti tessili di facile riciclo.

L’eccessivo peso fatto registrare dal container in questione ha tuttavia messo sull’avviso i militari, che hanno così proceduto ad una parziale ispezione del carico che, almeno a prima vista, presentava soltanto abiti usati (come peraltro confermato dai documenti doganali di accompagnamento).

Militari della Guardia di Finanza mentre procedono all’apertura di un container

La prima impressione non ha però convito le fiamme gialle che, approfondendo il controllo con l’ausilio dei colleghi in forza alla locale Sezione Operativa Navale, si sono accorte della contestuale presenza di materiali d’altro genere come materie plastiche, pellame e vecchi elettrodomestici.

A rendere chiara e definitiva la situazione hanno poi contribuito gli operatori dell’ADM e dell’ARPAT, con i quali la natura di quel carico è stata definitivamente accertata allargando altresì il campo dei controlli ad altri tre container, anche questi diretti in Tunisia e tutti contenenti le medesime tipologie di rifiuti speciali per un peso complessivo superiore agli 8.000 kg.

Al termine delle operazioni si è dunque proceduto alla segnalazione del rappresentante legale di una società esportatrice di Prato responsabile del suddetto carico, che ora sarà chiamato a rispondere per i reati di gestione e traffico di rifiuti espressamente previsti dal D.Lgs. 3 aprile 2006 – n. 152, meglio conosciuto come “Testo unico in materia ambientale”.

La competente Procura della Repubblica, subito dopo aver convalidato il sequestro e disposto la bonifica dei rifiuti, ne ha successivamente ordinato il dissequestro necessario per il loro smaltimento, che avverrà secondo le previste procedure e soltanto attraverso un impianto autorizzato.

Resta in ogni caso opportuno ricordare come per il soggetto denunziato viga il principio della presunzione d’innocenza, pertanto – sino ad eventuale ed intervenuta.

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