Di Fabrizio Scarinci
WASHINGTON. Gli Stati Uniti hanno ammesso, per la prima volta, di aver schierato sistemi d’arma nello Spazio.
A comunicarlo è stato, ieri, il segretario del Dipartimento dell’Air Force, Troy Meink, che ha spiegato come gli USA dispongano di armi per il controllo dello Spazio orbitale in grado di offrire protezione contro eventuali attacchi nemici, senza, tuttavia, fornire ulteriori dettagli riguardo alla loro tipologia o alle loro effettive capacità.
Zero informazioni, almeno per ora, anche riguardo al momento il cui esse avrebbero cominciato ad entrare in servizio.

La notizia, che giunge, forse non a caso, in momento di forte accelerazione dell’ambizioso progetto “Golden Dome”, ossia il sistema di difesa pensato per proteggere gli USA da attacchi con missili balistici, ipersonici e da crociera facendo largo uso del dominio spaziale, non ha mancato di provocare forti reazioni a Mosca e Pechino.
In particolare, se il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha ribadito come la Russia supporti l’idea di uno Spazio privo di armamenti e intenda lavorare al fine di promuovere posizioni a favore della sua completa smilitarizzazione (posizione chiaramente strumentale, ma, del resto, quale Paese non farebbe nella sua posizione), i vertici di Pechino hanno, invece, ammonito quelli statunitensi riguardo ad una possibile corsa alle armi spaziali.
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