La Francia e i separatismi

Di Valeria Fraquelli

Parigi. La Francia è una nazione che nel tempo ha sempre cercato di porsi come potenza dominante in Europa e di certo continuerà con questo suo approccio che a prima vista può sembrare arrogante ma analizzandolo più a fondo può essere spiegato con la stessa cultura francese, che porta a guardare tutti gli altri popoli come “inferiori” di fronte al modo di vivere alla francese.

Ma negli ultimi tempi anche la Francia ha i suoi problemi, dagli attacchi terroristici che hanno provocato dolore e vittime in tutto il Paese, all’immigrazione che non vuole più sottostare alle regole e ai valori francesi ma cerca di portare la sua cultura e i suoi valori sul suolo francese anche se questo vuole dire spesso mettersi contro il modo tipicamente francese di vedere il mondo.

La Francia, infatti, ha una popolazione dalle mille sfaccettature che si vorrebbe uniformare ma che non si può e non si deve fare rientrare tutta sotto l’aggettivo di francese perché possiede in se stessa delle peculiarità molto diverse, quasi contrastanti.

Certo al presidente Emmanuel Macron farebbe comodo avere una popolazione omogenea, in cui tutti si sentono pienamente francesi e aderiscono pienamente i valori francesi ma ad oggi questo è impossibile, troppe sono le differenze e molte comunità stanno cercando di sostituire i loro valori con quelli tipici della Republique. E la Francia non può accettare questo.

Il Presidente francese, Macron

Per questo motivo è allo studio in Francia una legge contro i separatismi per uniformare la popolazione a quei valori tipici francesi che tengono unita la nazione, soprattutto in momenti drammatici e delicati come questo. Tutti sono tenuti ad accettare le leggi e la cultura francese, a rinunciare ad ogni altra tradizione che sia in contrasto con quei piccoli rituali tipicamente francesi che rendono il popolo unito e coeso.

C’è la grandeur, quella voglia di essere una grande potenza che non si è mai sopita e continua ad essere ben presente nei sogni e nelle speranze di ogni cittadino francese.

Il colonialismo e il modo di pensare imperiale attraggono inevitabilmente le ex colonie alla madrepatria e li considera territori d’oltremare, dominio francese anche se hanno raggiunto l’indipendenza. Perché la lingua e le tradizioni francesi non si potranno mai cancellare, sono segni indelebili dell’appartenenza a quello che era l’impero.

Anche per quanto riguarda il nucleare la Francia è gelosa delle sue forze armate e della sua capacità di difendersi anche con armi radioattive, e proprio tramite i sistemi d’arma più avanzati vuole fare capire agli altri Paesi che la potenza c’è e rimarrà sempre nelle sue disponibilità.

La visita di Macron ai militari francesi in Sahel subito dopo la sua elezione

Le missioni navali francesi come Irini, Chammal, Atalanta, le varie missioni anti pirateria in Guinea sono lì a significare che la Francia conta ancora qualcosa, che può ancora cambiare le carte in tavola, comportarsi come una grande potenza e anche guardare negli occhi e sfidare le grandi potenze al loro stesso gioco.

Il presidente francese, in perfetto stile Grandeur, parte da lontano, indicando al mondo che è giunto il momento di cambiare strutturalmente il modello economico capitalistico e il tipo di globalizzazione che ha generato. Terrorismo sempre più aggressivo e globalizzato, distruzione dell’ambiente e della biodiversità sempre più violenta e generalizzata con i suoi pesanti impatti climatici, migrazione dei popoli sempre più massiccia e incontrollabile, disuguaglianza nei Paesi più sviluppati sempre più profonda e pericolosa per le democrazie, crisi economiche e sanitarie sempre più frequenti e devastanti: sono tutti segnali di allarme di un’evidente insostenibilità, che ci impongono un totale cambio di rotta. Bisogna ripensare un nuovo modello di sviluppo economico sostenibile che rimetta al primo posto l’uomo e il suo eco-sistema. La grave crisi sanitaria ha messo il mondo davanti a un bivio: salvare le vite umane o salvare l’economia? Il mondo ha messo l’uomo davanti all’economia e da qui bisogna ripartire.

Ma la Francia corre il grave rischio di sovrastimare il proprio potere, e questo si è visto benissimo in Libia dove la dicotomia ambizione – realtà non è mai stata così marcata e ha portato a delle decisioni sbagliate che hanno dato origine al caos che vediamo oggi.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

Autore