L’Accademia delle Belle Arti di Urbino omaggia l’Arma dei Carabinieri

Urbino. Nella suggestiva cornice della chiesa dei Carmelitani Scalzi di Urbino è avvenuta la cerimonia di consegna di una cartella d’arte dal titolo “Oltre i confini” che l’Accademia delle Belle Arti di Urbino ha voluto consegnare all’Arma dei Carabinieri per rendere omaggio all’impegno internazionale che vede i militari della Benemerita operare oltre i confini nazionali in aree di crisi per contribuire a ristabilire e a garantire pacifiche condizioni di vita e il rispetto dei diritti umani.

La cerimonia, nel corso della quale il Presidente dell’Accademia, Sen. Giorgio Londei,  ha consegnato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri la preziosa edizione d’arte che rappresenta graficamente l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contesto internazionale in oltre due secoli di storia, curata dal professore Giovanni Turria e che contiene un’acquaforte dell’allievo Mattia Pedrazzoli del Biennio Specialistico in Edizioni e Illustrazioni per la Grafica d’Arte, è avvenuta alla presenza del Prefetto di Pesaro e Urbino, Carla Cincarilli, del Rettore dell’Università di Urbino, Vilberto Stocchi del consigliere Gino Traversini in rappresentanza Regione Marche, nonchè dei vertici dell’Arma e di numerose autorità civili e militari.

“L’omaggio dell’Accademia di Belle Arti di Urbino per l’Arma dei Carabinieri – ha detto il senatore Londei – rappresenta una cerimonia storica in quanto per la prima volta avviene in presenza del Comandante Generale Giovanni Nistri” “Racchiudere in un’immagine l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contesto internazionale – ha detto il Generale Nistri – inoltre   due   secoli   di   storia,   rappresentare graficamente   una   realtà   composita   fatta   di   molteplici competenze,   basata  su  valori   profondi   e   su  un’organizzazione   articolata e   complessa,  non   era compito semplice.   L’opera “Oltre i confini”, con semplicità e tratti decisi, frutto di straordinaria sensibilità artistica   e   umana,  – ha continuato il Generale Nistri – riesce   nell’impresa. I Carabinieri  sono presenti  in Paesi   molto  diversi  tra   loro,   vigilando  sul  rispetto  diritti   umani   e sull’osservanza degli accordi di pace. L’Arma – ha concluso il generale Nistri – è unanimemente considerata punto di riferimento nel settore, grazie alla capacità dei suoi appartenenti di coniugare spiccate competenze militari e di polizia con una profonda umanità e un innato rispetto dell’altro, chiunque altro”.

Il senso profondo e il significato artistico dell’acquaforte di Mattia Pedrazzoli sono stati colti dal commento del professore   Gianluca Murasecchi che ha evidenziato come l’opera diffonde   “immediatamente   questo   connubio   ideale   tra   una   forte   presenza   vigile,  il Carabiniere, al lato di una forte icona ideale, la bandiera. Riprendere il concetto di sacralità di un dovere è senso estensibile per chi crea la cultura e per chi la difende. Il Carabiniere rappresentato da Mattia Pedrazzoli è anche quello chiamato dalle missioni con mandato Nato, ONU, UE che si sono alternate negli ultimi decenni anche con terribili costi umani pagati con decine di caduti dal dopo- guerra ad oggi, così il Carabiniere ha uno sguardo rivolto oltre il limite del suolo patrio, realizza un farsi strumento dell’umanità, in un luogo indeterminato, sopranazionale”

 

 

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