L’annuncio sulle elezioni curdo-siriane

A cura di Vincenzo Santo*

(Da Limes – 1 agosto 2017)

Sabato 29 luglio, le autorità del Rojava curdo-siriano hanno approvato la legge elettorale e le suddivisioni amministrative che regoleranno le elezioni parlamentari in programma tra la fine dell’estate e gennaio prossimo. Si comincerà a livello locale per poi procedere su scala regionale all’inizio del 2018.

Le elezioni interesseranno tre regioni – Jazira nel Nord-Est, Eufrate a Nord ed Afrin nel Nord-Ovest – che comprendono a loro volta sei cantoni, all’interno dei quali attirano l’attenzione degli osservatori le numerose regioni a maggioranza araba: la campagna meridionale della provincia di Al-Hasaka nel nord-est e le zone rurali di Aleppo come Tell Rifaat e Manbij.

Viene inoltre concessa ai curdi resi apolidi dal regime baatista la possibilità di candidarsi e votare. Le dichiarazioni delle autorità curde hanno scelto toni rassicuranti per quanto riguarda invece il destino di Raqqa, il cui Consiglio civile locale (al-majlis al-madani al-mahalli) sarà teoricamente lasciato libero di scegliere se entrare a far parte del sistema federalista.

Non si può però fare a meno di notare che la regione precedentemente nota come “Kobani” è ora stata denominata “Eufrate”, lasciando le porte aperte a un’eventuale espansione verso sud, in direzione di Deyr Al-Zawr, lungo le sponde del fiume mesopotamico. Questo mentre prosegue l’offensiva contro l’organizzazione dello Stato Islamico (Is) nella suddetta città, guidata dalle Forze democratiche siriane (Fds) a maggioranza curda sostenute dagli Usa.

La retorica che plasma il modello politico curdo è quella della partecipazione del basso, che favorisce in teoria la partecipazione di tutte le comunità etniche e religiose. Sul progetto politico curdo continua comunque a incombere l’ombra di un intervento militare turco nella regione di Afrin, che finirebbe per imporre la prioritizzazione delle considerazioni di natura militare e il mantenimento dei territori conquistati, a spese della riforma del sistema politico.

*Generale CA ris

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