Le donne nell’Afghanistan dei talebani

Di Valeria Fraquelli

Kabul. Dopo ben 20 anni di guerra, ancora l’Afghanistan si appresta a vivere un momento tumultuoso e segnato da caos, conflitto e stanchezza, una stanchezza che che si unisce alla tristezza che si prova nel vedere il proprio Paese conquistato un’altra volta dai talebani.

Migliaia di persone appena è stato chiaro che i talebani avrebbero ripreso il potere hanno preso d’assalto l’aeroporto e si sono attaccati alle scalette degli aerei pur di fuggire, scene di caos indescrivibili arrivano non solo dalla capitale Kabul ma da tutte le principali città del Paese.

Uomini e donne che hanno lavorato per i Paesi occidentali come interpreti, cuochi, autisti e in tante altre mansioni hanno paura che i talebani inizino una serie di rappresaglie che per loro potrebbero essere fatali.

Ma la domanda fondamentale adesso che i talebani hanno preso nuovamente il potere è: “E ora che cosa succederà alle donne?”.

Si perché quando abbiamo conosciuto l’Afghanistan, forse per la prima volta dopo i sanguinosi attentati dell’11 settembre 2001, abbiamo visto donne sottomesse, costrette a nascondersi dietro il burqua, incapaci di condurre una vita autonoma, costrette a matrimoni forzati, impossibilitate ad avere una istruzione, donne a cui lavorare era severamente vietato da una lettura distorta del Corano.

Donne in Afghanistan con la paura per il ritorno dei talebani

Pian piano dopo la caduta dei talebani, le donne hanno ricominciato ad affacciarsi alla vita, ad andare a scuola o all’Università, a lavorare, a spostarsi da sole e le abbiamo viste per la prima volta sicure di sé e più serene, con più speranze per il futuro.

Ma adesso i talebani sono tornati ed è difficile credere alle loro promesse di creare un Paese solido e unito, un Paese più aperto e tollerante, un Paese più inclusivo e attento ai diritti delle minoranze.

I talebani sono stati conosciuti da noi occidentali per le loro atrocità e per i loro spaventosi abusi nei confronti di donne e bambini, per le loro spose bambine spaventate e costrette ad una vita di paura e terrore, questo non dobbiamo dimenticarlo.

Non possiamo girarci dall’altra parte adesso che in Afghanistan le donne hanno più bisogno di aiuto.

La paura per la condizione femminile è davvero tanta.

Le donne non vogliono ritornare schiave di un sistema che le opprime e vieta loro qualunque cosa, non vogliono ritrovarsi di nuovo vittime di uomini violenti e sevizie, di nuovo chiuse in casa o nascoste dietro ad un burqua che per loro è come una prigione.

Con il ritorno dei talebani l’Afghanistan è nuovamente piombato nel caos e dietro quel caos si celano odio e oppressione, si celano feroci rappresaglie per tutti coloro che hanno lavorato per gli occidentali, per le donne si celano schiavitù, abusi e oppressione.

Non possiamo sapere che cosa succederà al futuro Afghanistan, ma di certo le cose per le donne saranno molto più difficili e la loro vita non sarà come quella di prima.

Essere donne in Afghanistan non è mai stato facile ma ora ogni donna afghana sa che dovrà rinunciare alla sua libertà, sa che molto probabilmente sarà costretta a lasciare tutto per cercare una vita migliore in altri luoghi lontani.

Per proteggere le donne afghane dobbiamo fare qualcosa tutti insieme, perché adesso le donne di quel Paese sono tutti noi.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Autore