ROMA. In un momento decisivo per il futuro del personale del Comparto Difesa e Sicurezza, il sindacato USMIA – insieme alle altre sigle sindacali rappresentative – interviene con fermezza sul testo attuale della Legge di Bilancio, ribadendo la necessità di garantire tutele certe, rispetto della specificità e un sistema previdenziale adeguato alla missione e alle peculiarità dei militari.

La posizione espressa unitariamente mette in evidenza criticità rilevanti: la mancata previsione delle risorse necessarie al rifinanziamento del fondo perequativo, i rischi legati alla modifica del sistema pensionistico e l’assoluta contrarietà agli articoli 42 e 43, che – se mantenuti – andrebbero a compromettere l’equilibrio operativo del Comparto, favorendo un inevitabile invecchiamento del personale e riducendo l’efficienza dei servizi essenziali per la sicurezza nazionale.
La delegazione USMIA ha sottolineato con chiarezza la necessità di una revisione immediata delle norme in oggetto, richiamando gli impegni istituzionali già assunti nel corso delle recenti interlocuzioni politiche.
A tal riguardo, il Segretario generale USMIA Leonardo Nitti ha dichiarato: “Difendere la specificità significa difendere la sicurezza del Paese. È imprescindibile che la Legge di Bilancio rispetti gli impegni presi e non introduca misure che penalizzano il personale in uniforme. Chiediamo lo stralcio immediato degli articoli 42 e 43 e l’avvio concreto della previdenza dedicata: non è una battaglia corporativa, ma una questione di giustizia, coerenza e dignità professional”».
USMIA continuerà a seguire ogni fase dell’iter parlamentare, mantenendo il confronto costante con tutti gli interlocutori istituzionali e garantendo la massima tutela dei diritti e delle legittime aspettative del personale dell’Esercito Italiano.
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