Libano del Sud. La forza delle nuove generazioni. Sabrina Farash, sunnita, candidata a sindaco nel villaggio di Dhaira: “In campo per la mia gente che dice basta alla guerra”

DHAIRA (LIBANO DEL SUD). – dal nostro inviato. Voglia di riscatto, voglia di libertà, voglia di una vita normale,

I giovani libanesi dicono con forza No alla guerra con Israele (una guerra che dura, con varie soste da anni). Dicono No perchè i conflitti hanno ucciso un possibile futuro di sviluppo economico, sociale, culturale,

Stanno lottando per un Paese più libero, più moderno dove la politica sia a fianco dei cittadini.

“Il suo cedro è il suo orgoglio, il suo simbolo eterno” recita una strofa dell’inno nazionale (il testo è stato scritto da Rashid Nakhle, mentre la musica è stata composta da Wadih Sabra. Il brano è stato adottato come inno nel 1927).

Bandiere libanesi su una casa colpita

Infatti, i cedri sono alberi sempreverdi di dimensioni maestose, alti fino a 40-50 metri (alcuni anche a 60 metri).

Hanno un tronco massiccio e possente e rami larghi.

Ebbene se il simbolismo ha una sua importanza possiamo dire che la forza delle nuove generazioni sta cercando di farsi spazio in un mondo della politica fatto di odio, vecchie vendette, scontri. Anche con belle dosi di massicce dosi di una religione che privilegia l’estremismo.

La costruzione di un Paese democratico parte dal basso, dai primi gradini della politica, ovvero quella locale.

Il manifesto elettorale di Sabrina Fanash

 

Report Difesa ha incontrato Sabrina Fanash, una giovane esponente di un Movimento apartitico del villaggio di Dhaira (Libano meridionale) che si è candidata alla carica di sindaco,.

Sabrina, di fede sunnita, si è candidata, racconta, perché “voglio dare una mano alla gente”.

Si definisce “forte, coraggiosa” e non ha “paura di niente, di nessuno”.

“Noi donne – aggiunge .- siamo forti abbastanza. Possiamo fare tutto quelle che gli uomini fanno, anche meglio”.

E in occasione della visita a Tiro del capo del Governo libanese, Nawaf Salam ha bloccato la strada per protesta.

Nel Sud del Libano non si registra una forte differenza tra le religioni presenti.

In questi mesi di guerra, la giovane candidata a sindaco ricorda di essere stata sempre vicino alla sua gente..

E di essere stati i suoi concittadini a proporla alla carica. A Dhaira vivono circa 2 mila e 600 persone. Altri vivono fuori.

Un’immagine di distruzione di Dhaira

Gli aventi diritto al voto sono circa 500 persone con 17 candidati in lizza.

Il resto è formato da soldati delle LAF, Gendarmi e poliziotti,

Quando chiediamo di raccontarci dell’invasione israeliana del 2024, la Fanash ricorda che il conflitto “è  iniziato dietro a casa mia all’inizio del 9ottobre quando i palestinesi hanno attaccato la Blue Line al confine. Sono andata via da casa perché ero troppo vicina. Dopo due o tre giorni hanno bombardato tutta la zona perché stavano nascondendosi in quella zona, senza che noi sapessimo nulla. Sono andata quasi due settimane a Beirut e poi ho affittato una casa qui a Tiro”.

A Dhaira si sono registrati 3 morti: un soldato delle LAF, una donna anziana e un ragazzo che sta a casa sua.

“Vogliamo la nostra terra  – aggiunge –  in ricordo dei nostri nonni e dei nostri padri. Vogliamo ricostruire il villaggio e vivere in pace e sicurezza. Noi non ci entriamo nulla con la guerra, noi siamo vittime. Abbiamo pagato tutti noi. Fino ad ora nessuno ci chiede cosa manca, come stiamo vivendo”.

Tra le tematiche che la giovane candidata dovrà affrontare c’è quella dei rifiuti. La crisi economica ha inciso molto su questo. Lungo la strada ci sono cumuli di spazzatura che formano tantissime discariche a cielo aperto.

Così come a Beirut, dove i topi passeggiano accanto a cumuli di spazzatura.

Sabrina come gli altri suoi concittadini vive ora a Tiro,

In attesa che inizia la ricostruzione del villaggio colpito dall’IDF.

“Non possiamo ancora tornare nel nostro villaggio – spiega -. E’ vietato”.

La Farash intende, infine, mandare un massaggio al presidente della Municipalità di Tiro: Hassan Dbouk: “Ai rifugiati servono acqua, elettricità”.

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