Libia, colpo di mortaio sull’ambasciata americana di Tripoli. In aumento gli sfollati

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. La CNN in lingua araba ha annunciato, poche ore fa, che un colpo di mortaio ha colpito l’edificio dell’Ambasciata americana a Tripoli. Pare che il colpo non fosse diretto alla legazione ma che la stessa si sia trovata sulla linea di fuoco degli scontri tra milizie.

L’Ambasciata americana a Tripoli

Un funzionario libico che ha rifiutato di essere identificato a causa della delicatezza della situazione nella capitale, ha detto che l’edificio dell’ambasciata era vuoto, perché era stata trasferita in precedenza altrove.

Sempre secondo quanto riferito dai media libici e da testimoni oculari, dopo uno scambio di colpi d’arma da fuoco tra le milizie in strada, è scoppiato un incendio nel perimetro dell’Ambasciata statunitense. Al momento non si hanno notizie di feriti.

La zona dove è caduto il colpo di mortaio, si trova nel quartiere di Sidi Salim, nella zona di Airport Road, a Sud della capitale.

Gli scontri che si sono da poco rinnovati sulla strada dell’aeroporto, si stanno svolgendo vicino ai serbatoi della società petrolifera di Brega, dove le colonne di fumo si sono alzate dall’area di ingaggio. Coinvolti in questi nuovi combattimenti, le milizie della Settima brigata Tahrona ed un certo numero di milizie armate non bene identificate.

La National Safety Authority, ha sottolineato che sono state inviate sul posto un certo numero di unità dei Vigili del Fuoco per controllare l’incendio, ma l’eccessivo fumo ha reso difficoltoso l’avvicinamento delle autopompe e la stessa Autorità ha annunciato di aver perso il controllo dell’incendio.

Da parte sua, il responsabile del settore Ambulanze ed emergenza di Tripoli, Osama Ali, ha ricevuto un rapporto da testimoni oculari. I quali raccontano quanto avvenuto nelle vicinanze dell’Ambasciata e nell’area interessata. Gli stessi testimoni confermano la gravità dell’incendio ed aggiungono che le unità di Protezione civile non sono potute entrare nell’area per l’intensità di nuvole nere, causate dall’incendio.

Ad aggiungersi alla gravità della situazione che vede Tripoli coinvolta in continui scontri da oltre 8 giorni, il crescente numero di sfollati che continuano ad allontanarsi dalle zone calde degli scontri.

Yusuf Abu Bakr, un ministro del Governo di Al Sarraj che si occupa degli sfollati, ha riferito che il numero di famiglie libiche sfollate dalle le zone dei combattimenti a Tripoli è di 1.825 unità. La media di ogni famiglia è di 5 membri, per un totale di circa 9 mila persone.

Le famiglie sfollate fuori Tripoli sono: 350 famiglie nella zona di Tarhuna (65 chilometri a Sud Est di Tripoli), 140 sono fuggite a Bani Walid (180 chilometri a Sud Ovest della capitale), 200 a Ben Ghachir (34 chilometri a Sud di Tripoli ). Questo è stato possibile solo perché la maggior parte di queste famiglie ha le sue origini in quelle aree.

Numerose famiglie di sfollati

Il ministro ha poi sottolineato che si prevede, in caso di ulteriori scontri armati e di diffusione degli stessi in altre aree della capitale, un aumento delle famiglie sfollate.

Ha, infine, confermato che il Governo ha messo a disposizione 5 scuole per ospitarle. E saranno sostenute ed assistite dalle squadre della Mezza Luna Rossa e dall’Agenzia di soccorso libica.

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