Libia, dopo gli scontri tra le fazioni si va verso un altro cessate il fuoco

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Continuano gli scontri tra fazioni libiche. Non è servito, infatti, a molto il cessate il fuoco. L’accordo è stato forzato dalle fazioni armate con violenti scontri nel Sud della capitale Tripoli.

Continuano gli scontri a Tripoli

Luogo dello scontro Khallet al-Furjan dove dovrebbe essere presente un campo militare. Mentre i feriti sono stati trasportati all’ospedale da campo della capitale, sono proseguiti gli scontri. Interessati i “ribelli di Tripoli”, il battaglione 301, proveniente dal distretto di Abu Salim e la settima Brigata di Fanteria con sede a Tarhuna, 60 chilometri a Sud-Est della capitale.

Secondo fonti ospedaliere, pubblicate sul profilo ufficiale di Facebook, hanno dichiarato che il numero totale dei morti tra i miliziani è di 26 persone. Settantacinque sono invece i feriti. Colpiti anche moltissimi civili: 51 i feriti e 15 i morti. L’ospedale ha aggiunto poi che sono state riscontrate lesioni di varia entità.

I cittadini sono stati avvisati di non uscire e di non transitare nelle zone di Salah al-Din, Khallet al-Furjan, Ain Zara ed altopiano agricolo, considerate aree di scontro.

Secondo fonti militari interpellate dall’AFP (Agence France Press) “le forze congiunte dei Ministeri dell’Interno e della Difesa del Governo di Tripoli hanno lanciato un’offensiva contro il Quartier generale della Settima brigata, precisamente nella periferia di Tripoli a Sud, per riconquistare un certo numero di campi che la Brigata controllava durante il suo primo attacco due giorni fa”.

La missione UNITED NATIONS SUPPORT MISSION IN LIBYA delle Nazioni Unite (https://unsmil.unmissions.org) ha avvertito coloro che stanno cercando di disturbare la sicurezza a Tripoli che saranno ritenuti responsabili di ogni danno ai civili. La missione richiede l’apertura di una via alla mediazione.

La dichiarazione è arrivata dopo le informazioni sull’intenzione delle fazioni armate, nella città di Misurata (200 chilometri ad est di Tripoli), di avanzare verso la capitale.

Uno scenario che ricorda il 2014, quando le fazioni armate di Misurata formarono la punta di lancia delle forze “Dawn of Libya” che presero il controllo della capitale dopo aspri combattimenti.

Poche ore fa è stato annunciato dal Comitato per la risoluzione delle controversie, formato da sceicchi, dignitari ed attori sociali, un nuovo cessate il fuoco a Tripoli. In modo da evitare di perturbare ulteriormente la sicurezza dei civili nelle zone in cui si sono verificati gli scontri.

Lo stesso Comitato ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha comunicato che la sua richiesta è stata accettata tra le due parti in conflitto, a partire da ieri sera, lasciando uno spazio per riportare l’ordine nelle aree degli scontri.

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