Libia: un sondaggio sostiene la candidatura del figlio di Gheddafi, Saif al-Islam alla Presidenza per le elezioni del prossimo anno

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Il 91% dei libici sosterrebbe Saif al-Islam Gheddafi come Presidente, rispetto all’8,36% che, invece, respingerebbe il ritorno del figlio del defunto Colonnello nell’arena politica, Mu’ammar. Lo sostiene un sondaggio condotto da Media Plus Agency.

il modulo di sondaggio per il referendum

In un tweet, il Mandela Libia (@LibyaMandela), l’associazione in favore di Saif Al Islam Gheddafi, ha dichiarato che il movimento ringrazia ed apprezza tutti coloro che hanno partecipato al loro referendum, dal titolo” Sostieni Saif al-Islam Gheddafi come capo dello Stato per la ricostruzione e il completamento dei progetti della Libia?”.

Il tweet di Lybia Mandela

 

Il coordinamento e la supervisione tecnica della Media Plus sul sito del movimento http://www.manlibya.com, sono durati 10 giorni (dal 4 dicembre fino alle 24 del 14 dicembre).

Hanno partecipato al referendum 71.065 persone. I voti favorevoli sono stati, come detto, pari al 91,64% (65.125 votanti).
Mohammed al-Ghadi, coordinatore del gruppo politico di Saif al-Islam Gheddafi, ha dichiarato in un’intervista rilasciata alle agenzie di stampa che Saif al-Islam, figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, non ha annunciato ufficialmente la sua candidatura.

Saif al-Islam Gheddafi

Bassem al-Sol, portavoce della famiglia del defunto presidente Muammar Gheddafi ha spiegato che Saif al-Islam non ha ancora formalmente annunciato “la sua candidatura alla presidenza, o a qualsiasi incarico politico”. “Saif al-Islam – ha aggiunto – è un candidato alla Presidenza della Libia e questo è indiscutibile”.

Da quando Saif al-Islam Gheddafi è stato rilasciato dalla prigione di Zintan, a Sud di Tripoli, nel giugno 2017, dove era stato detenuto dopo il rovesciamento del regime del defunto padre Muammar Gheddafi nel 2011, non è mai apparso ufficialmente.

Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco, ci ha pensato una fonte del gruppo politico di Saif al-Islam. La stessa, secondo quanto riportato dal quotidiano Ewan Libia, ha messo in dubbio la serietà dei funzionari libici nell’attuare il piano delle Nazioni Unite per la soluzione nel Paese.

Il Piano prevede di realizzare, nella prossima primavera, le elezioni parlamentari e presidenziali. Secondo quanto riportato dal giornale “il briefing dell’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salameh, prima del Consiglio di sicurezza, ha presentato una road map, che ha previsto una data per la convocazione di un forum nazionale libico nel gennaio del 2019.

“A questo dovrebbero seguire le elezioni nella primavera dello stesso anno – si legge ancora nell’articolo -. Le elezioni, sono considerate un modo per porre fine al conflitto internazionale sulla crisi libica, ma la dichiarazione rilasciata dal presidente del Comitato del dialogo della Camera dei rappresentanti libica, ha comunicato che le elezioni potrebbero aver luogo alla fine del 2019 e non come indicato nella road map delle Nazioni Unite. Con questa dichiarazione si è dimenticata la conseguente responsabilità personale e storica.”

“Questo tipo di dichiarazione – ha aggiunto la fonte citata dal quotidiano libico – è un’indicazione della mancanza di serietà dei principali funzionari della scena politica attuale. Non si rispettano le risoluzioni delle Nazioni Unite volte a porre fine alla divisione politica e istituzionale. E’ uno spreco di tempo e manomette ulteriormente il futuro del popolo libico”.

La fonte ha invitato la missione dell’ONU a prestare attenzione a tali azioni ingiustificate e a prendere misure severe contro di esse, poiché impedirebbero il corso della soluzione politica in Libia.

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