Libia: Scontri a Tajoura, smantellate 2 milizie dello GNA e Ankara non demorde

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Non è una novità che la Libia sia divisa tra mercenari e Fratellanza, inizia così la prima escalation a sud di Tripoli. Fatih Bashagha viene scavalcato dal ministro della difesa libico, Salah Al-Din Al-Nimroush, che chiede lo scioglimento delle milizie mentre Al Mishri affronta il file libico ad Ankara.

Immagini degli scontri a Tajoura – Credits Social Media

Nella mattinata di venerdì la periferia di Tripoli, esattamente la città di Tajoura, ha assistito a scontri a fuoco tra milizie in appoggio al Governo di Accordo Nazionale. Lo scontro è avvenuto tra la Milizia Daman e quella dei Leoni di Tajoura. L’insofferenza al potere da “quartiere” inizia a venire a galla e così “gli alleati” contro Haftar, danno segni di cedimento e dimostrano che la loro unica intenzione era ed è quella di avere il dominio su piccole porzioni della “torta” pur di guadagnare qualcosa.

Il conflitto ha infuriato per tutta la giornata di venerdì, trascinandosi fino alle prime ore di sabato. Durante gli scontri sono stati utilizzati carri armati, missili oltre ad armi pesanti, il tutto vicino alle abitazioni dei cittadini. Lasciando una scia di morti a cui non si fa accenno. Le zone colpite sarebbero quelle di Al Jalliteh e Bir al-Usta Milad, assieme ad alcune abitazioni limitrofe e alla distruzione di una centrale elettrica.

Immagini di Tajoura durante gli scontri – Credits Social Media

Alla luce di questi scontri il ministro della Difesa Al-Nimroush, avrebbe ordinato alle forze effettive della Riconciliazione un attacco sostenuto, che ha visto l’uccisione di due esponenti di rilievo dei Leoni di Tajoura e di alcuni civili, si parla di 13 morti, anche se il numero non è ad ora confermato. Il tutto chiedendo lo scioglimento delle brigate e il deferimento dei loro capi al procuratore militare per le indagini.

Ma il fallimento di Salah Al-Nimroush, ministro della Difesa, che sembra non essere riuscito nel suo obiettivo di sedare i combattimenti, ha reso ancor più difficile la posizione di Sarraj. Quest’ultimo, tra le ipotesi di dimissioni ed il caos già presente e ulteriormente alimentato da questa notizia, si è rivolto per calmare gli animi al sanzionato dalle Nazioni Unite Salah Badi.

Badi è apparso in un video pubblicato sui social e alcuni media, durante un incontro locale in cui si è rivolto ai leader di Daman, dei Leoni di Tajoura ed ai notabili della regione dove si sono svolti gli scontri.

Ministro della difesa libico – Salah Al-Din Al-Nimroush – Credit Internet

Questa richiesta di Sarraj ha rappresentano un imbarazzo politico per il governo che, ancora una volta dimostra di avere il controllo sulle milizie. I media locali, hanno di fatto criticato l’ausilio chiesto da Al Wefaq a Badi, che appartiene alla città di Misurata (ovest). Ricordando che lo stesso è il comandante in capo della milizia chiamata Brigata Al-Samoud, fedele allo GNA. Il braccio armato della Fratellanza per la sua riuscita in Libia.

Il video pubblicato sui social in cui Salh Badi tratta la tregua e pubblicato dalla rete Alssaeat 24 – Frame del video

Ma nonostante il caos che regna e le dichiarazioni di abbandono da parte dell’attuale Presidente libico, la Turchia non si demoralizza e continua a ribadire la sua presa di posizione. A conferma di ciò, le dichiarazioni rilasciate dal portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, il quale rende noto che le dimissioni di Al-Sarraj da capo del governo dello GNA non scoraggerà Ankara al ritiro delle sue posizioni.

Il portavoce della presidenza turca Ibrahim Kalin – Credit Internet

“Le dimissioni di Al-Sarraj non influenzeranno i memorandum d’intesa firmati con il governo in merito alla sicurezza e alla cooperazione militare e alla definizione delle aree dell’autorità marittima. I funzionari turchi continueranno a comunicare con Al-Sarraj, e le decisioni riguardanti le note sono decisioni prese dal governo e non da individui”.

Queste dichiarazioni non lasciano dubbi sulle intenzioni di Ankara, che continua il suo “lavoro” come pattuito e a prendere in mano le redini della situazione, il Presidente dell’alto consiglio di Stato Khalid al Mishri, che ha incontrato ad Ankara il ministro della difesa turco, Hulusi Akar.

Il Presidente dell’alto consiglio di Stato Khalid al Mishri e il ministro della difesa turco Hulusi Akar durante l’incontro ad Ankara – Credit Internet

Durante l’incontro si è evinto che la Libia e la sua controparte turca sono determinate a portare avanti la cooperazione e il lavoro congiunto. Akar ha dichiarato: “La Turchia è con il governo di riconciliazione e continuerà a fare del suo meglio per il bene e la stabilità nella regione”.

Una situazione stagnante quella del Paese nord africano, ma in un contesto in cui, i cambi di scenario sono quasi all’ordine del giorno e in cui entrano in gioco nuovi players ogni volta che ci si illude di aver raggiunto una quadra. Quando sembra di aver inquadrato gli “attori”, i cambiamenti sono sempre dietro l’angolo in una terra che non trova pace e neppure legittimità.

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