Libia, tra attacchi Da’ash sventati e la lunga lista dei Movimenti di opposizione ciadiani nel Paese nord africano

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Secondo quanto riportato da Alwasat e ribattuto da molti media libici, l’Esercito Nazionale del Feldmaresciallo Khalifa Haftar, nello specifico la 128ª Brigata di Fanteria ed il Battaglione da combattimento Tariq bin Ziyad, sono riusciti a scovare, tra le montagne, il covo di alcuni terroristi che si preparavavo ad attaccare l’Esercito durante i loro interventi nel Sud della Libia.

Il covo e le autobomba sono state rivenute nella zona di Harawah. Gli obiettivi dei terroristi, erano le file dell’Esercito nazionale libico che stanno combattendo senza sosta contro le cellule di Da’ash.

Un’autobomba pronta ad esplodere

La 128ª Brigata, grazie a delle informazioni reperite attraverso delle indagini e confermate da alcuni esponenti jihadisti arrestati dall’Esercito ed appartenenti all’organizzazione di Da’ash, è stata in grado di contrastare una catastrofica trama terroristica che sarebbe stata rivolta verso un certo numero di unità militari.

Fonti di stampa del Battaglione hanno dichiarato: Le nostre forze in cooperazione con il Battaglione Tariq bin Ziyad ed in cooperazione con un’unità di ingegneria militare del comando generale dell’Esercito libico, sono riuscite a disinnescare tre autobombe a Sud di Harawah, a 140 chilometri ad Est della città di Sirte”. Le stesse hanno poi evidenziato come “il terrorista Juma Masud Hassan Al-Qarqai che è stato arrestato dagli uomini del Battaglione il 15 ottobre scorso, ha ammesso che queste autobombe erano state equipaggiate per attacchi e bombardamenti nei punti in cui l’Esercito opera e nello specifico, nella regione orientale. Qarqai è uno dei leader di Da’ash, uno di quelli che ha partecipato a numerosi attacchi. Uno tra i tanti, quello alla compagnia turca Akim, nella città di Sirte”.

Il nascondiglio si trovava in una grotta di montagna dove i terroristi si erano rintanati per tenersi lontani “dalle aquile dell’aria” (ricognizioni aeree dell’Aeronautica libica) e dalle unità nel deserto.

Il nascondiglio era usato per vivere e pernottare e per costruire, lontano da occhi indiscreti, trappole esplosive. I jihadisti avevano creato una base per le operazioni terroristiche attraverso un cospicuo numero di caverne. “L’organizzazione estremista – hanno aggiunto le fonti militari – si era ben organizzata, aveva reso queste caverne come quartier generali, depositi di munizioni e ospedali da campo distribuiti in diverse aree”.

Il portavoce della 128ª Brigata di Fanteria, ha confermato che l’Esercito monitora costantemente la zona. Tutto con l’auspicio di trovare nuove basi logistiche, non ancora identificate.

Ma il problema del terrorismo non si ferma solo ai “lupi solitari”, ai militanti di Da’ash o alle milizie senza nome. A Sud della Libia dove i controlli, fino a pochi anni fa, erano meno serrati, si sono stabilite le contrapposizioni ciadiane. Gruppi militanti armati che legano con l’organizzazione di Al-Qaeda. Terroristi che mirano al controllo ed al dominio della Libia meridionale.

 

Un combattente ciadiano

Come riportato da Al-Mismari, Generale di Brigata dell’Esercito Nazionale libico e portavoce ufficiale dello stesso, in un’intervista rilasciata ad Al Ain Al Akbar: “Il desiderio del gruppo militante di Al-Qaeda è quello di causare il caos nella Libia sud-occidentale. Le bande del Ciad e dei mercenari si sono unite sotto un unico comando per combattere le forze armate libiche”.

 

Ma chi sono queste bande di mercenari, contrabbandieri e terroristi?

A quanto sostenuto da diversi analisti ciadiani e libici, in un rapporto pubblicato nell’aprile 2018, un’unità del Ciad vicina alle autorità libiche, ha osservato la presenza di circa 11 mila militanti ciadiani nel Sud del Paese.

Questi terroristi, stanno lavorando a fianco delle milizie jihadiste contro l’Esercito nazionale. L’obiettivo sarebbe quello di occupare e colpire la Libia in uno dei suoi momenti di crisi più acuta.

Come riportato dal rapporto e dall’Osservatorio Libico, dal 2011, con l’uccisione di Muammar Gheddafi, molti movimenti e molti Paesi hanno cercato di controllare le aree strategiche della regione.

La posizione geografica della Libia rende particolarmente appetibile molte zone del Paese per il contrabbando di droghe, armi e di esseri umani. Questi gruppi, sono fortemente legati con le organizzazioni terroristiche che da anni cercano di stabilire un “Emirato islamico” nella regione.

Le aree di conflitto più importanti sono quelle del Sud. Gli spostamenti di questi gruppi ribelli hanno trovato, nel 2011, facilità di entrata grazie ad una mancanza di controllo ai confini con Sudan, Ciad, Niger ed Algeria.

Milizie ciadiane

Grazie ad una pubblicazione dell’Osservatorio libico abbiamo la possibilità di tracciare un piccolo profilo su questi movimenti ribelli che appoggiano il jihadismo e che stanno contribuendo al peggioramento della crisi libica.

Vi è un’unità ciadiana, divisa in sette movimenti. I più importanti sono tre: Mahdi, Timman e Bohlmay. Questi, secondo il rapporto, risultano essere tra i più numerosi, pesantemente armati ed organizzati, al punto che le Forze dell’Esercito Nazionale libico, hanno trovato difficoltà nell’affrontarli.

Nel rapporto si legge: “Nonostante la pesante offensiva dell’Esercito libico contro le postazioni dei ribelli ciadiani, supportati dai leader tribali libici, e nonostante l’intervento del feldmaresciallo Khalifa Belqasim Haftar che ha proposto un cessate il fuoco ed una negoziazione, i ribelli ciadiani non si sono ritirati dalla Libia.”.

Di seguito i Movimenti più importanti.

JEM (Movimento per la giustizia e l’uguaglianza sudanese)

E’ il Movimento ribelle più popolare in Sudan. Si è trasferito in Libia dal 2011 e ha partecipato a molti conflitti. Sono mercenari, che non hanno una base fissa e si muovono in modo nomade nella Libia sud occidentale.

Movimenti di opposizione nigerini

I Movimenti di opposizione del Niger appartengono alle tribù tuareg. Vengono dal Mali, dall’Algeria meridionale, dal Niger settentrionale, dal Burkina Faso, dalla Mauritania e dal Senegal settentrionale. Si sono stabiliti nella “Valley of Delay” e nella città di Ghat. Molti di loro sono di stanza a Sabha. Sono gruppi armati che eseguono molti crimini, tra cui il brigantaggio. Hanno partecipato a molti conflitti civili in Libia e pare siano stati utilizzati sia dal vecchio regime, che dalle attuali milizie jihadiste. A quanto riportato dal rapporto, un gran numero di questi uomini sono stati in grado di falsificare le proprie identità per entrare nel Paese.

Consiglio militare per salvaguardia della Repubblica

È uno dei Movimenti più importanti dell’opposizione del Ciad ed è di stanza in diverse località a Sud di Sabha. Ognuna di queste truppe vanta 4 mila persone, tra cui alti ufficiali e ribelli ciadiani che di recente si sono staccati dal regime, in particolare dalla tribù Dazkra. Il loro leader è Mohamed Hassan Bohlmay che è stato arrestato dal Governo nigerino, assieme ad un certo numero di sostenitori, appena entrato nel Paese. Il suo successore è ora Issa Abu Bakr.

Riconciliazione per il cambiamento per il Ciad

Il Fronte di Accordo per il cambiamento del Ciad è guidato dai due leader militari Mahdi Ali Mohamed e Mohamed Nouri. Nouri era un noto leader dell’opposizione ciadiano ed un ex ministro della tribù Anacza del Daqqra nel Ciad. Il Movimento è attualmente di stanza in diverse località vicino a Sabha. Questo Movimento è strettamente legato a quello della Giustizia e l’Uguaglianza del Darfur, in virtù delle relazioni tribali.

A metà del 2017, questo Movimento, ha stretto legami con il Qatar e si è alleato con le forze esistenti a Misurata. Nel gennaio 2014, ha partecipato ad una battaglia interna per occupare la città di Sabha.

Raccolta di forze per il cambiamento

Timman Ardimi, uno dei più importanti leader dell’opposizione ciadiana. Era il capo dell’ufficio del presidente ciadiano Idriss Deby. La sua alleanza con il Generale Mohamed Nouri riuscì quasi a rovesciare il presidente ciadiano nel 1998. Ardimi vive in Qatar da 10 anni e guida il suo movimento da lì. Il gruppo ha preso parte all’attentato alla città libica di Qasr Ben Ghashir vicino a Tripoli, dove molti dei suoi leader, hanno trovato la morte del dicembre del 2017.

Movimento per la democrazia e la giustizia (MDJT)

E’ costituito interamente da gente Tobu – non libici – ed è di stanza sulle montagne del Tibesti. Gran parte dei suoi uomini, si sono trasferiti nel Sud della Libia. Il Governo libico ha imprigionato la maggior parte di loro, su richiesta del Governo del Ciad, che negli anni ’90 operò la loro estradizione. Queste notizie appartengono ad un precedente rapporto del ricercatore politico, Ibrahim Heba.

Forze armate rivoluzionarie per il Sahara (FARS)

Il Movimento ha firmato accordi con il Governo nigerino. Si è trasferito nel 2011 nel Sud della Libia, dove ha iniziato le sue attività illecite. I suoi leader più importanti Baraka Wardaku e suo fratello Muhammad Wardaku. Nel 2011 formarono un battaglione armato chiamato “Shield Desert”. Un altro elemento di spicco di questo gruppo è Mohammed Sindo, che ha rappresentato i Tobu. Questo movimento, ha avuto un ruolo nell’accordo di Doha tra Tuareg e Tobu nella guerra lanciata dall’opposizione ciadiana per l’occupazione della città di Obari, la terza città più importante del sud della Libia.

Questi sono solo alcuni dei gruppi militanti, che sono stati analizzati sul territorio da osservatori e studiosi. Alla luce dei continui scontri, pare che il numero dei gruppi terroristici e di miliziani mercenari sia destinato a crescere se il Governo di Tripoli non trova una soluzione all’unificazione e al rafforzamento dell’Esercito nazionale.

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