L’importanza del mercato energetico

Di Valeria Fraquelli

Roma. Tutti i Paesi sanno quanto è importante trovare delle fonti di energia che siano stabili e durature e che garantiscano il rispetto del fabbisogno energetico di tutta la popolazione. E tutti i Paesi sanno quanto è importante agire da protagonisti in un settore come quello energetico in cui la rivalità è sempre tanta e l’instabilità politica diventa un grosso problema.

Tutto il mondo dipende dalle fonti fossili, infatti come si legge nella sintesi del rapporto MED & Italian Energy “la parte preponderante della domanda di energia è ancora soddisfatta attraverso l’utilizzo delle fonti fossili (petrolio per il 34,2%, carbone per il 27,6% e gas per il 23,4%); tra di esse cresce il ruolo del gas naturale mentre si riduce quello del carbone. In aumento il peso delle rinnovabili, guidate da eolico e solare, anche se la quota complessiva resta ancora esigua e pari al 3,6% del totale”.

Questo dimostra quanto le fonti fossili rappresentano ancora una parte fondamentale dei combustibili per la produzione di energia. E il Mediterraneo è uno snodo fondamentale attraverso il quale le fonti fossili passano per raggiungere le loro destinazioni finali, e questo lo rende sensibile per quanto riguarda la sicurezza. Non possiamo permettere che una nave per il trasporto dei combustibili fossili, una petroliera per esempio, venga presa di mira da un gruppo terroristico e lasciate a loro stesse.

Il Mediterraneo riunisce in sé una grande varietà di popoli ed etnie e con la crisi in Libia sono venuti allo scoperto tutti quegli odi mai sopiti che inevitabilmente hanno avuto ripercussioni anche sul mercato energetico.

MED & Italian Energy Report

Anche il gas naturale gioca un ruolo di primo piano e intorno ai gasdotti si sono scatenate contese e dispute molto gravi. Con l’annessione unilaterale della Crimea da parte russa il mercato è diventato difficile e il problema di dove fare passare i gasdotti è ormai pressante. Infatti come si legge nella sintesi del rapporto MED & Italian Energy “Il commercio di GNL è cresciuto, negli ultimi dieci anni, con una media del 5% annuo. Si prevede che la domanda di questo combustibile rimanga forte nel prossimo futuro, trainata in gran parte dalla domanda cinese ed europea”.

Le merci che fanno capo al settore energetici trasportate nel mondo via mare ammontano a 3,2 miliardi di tonnellate, delle quali il greggio con 1,9 miliardi di tonnellate rappresenta il 59%, i prodotti derivati e gas il 41% con 1,3 miliardi. Nel dettaglio di questi ultimi il 10% riguarda il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) pari a 318 milioni di tonnellate, mentre il 3% è relativo al gas da petrolio liquefatto (GPL). Ecco perchè garantire la sicurezza dei trasporti di materiali energetici e proteggerli da estremisti islamici e signori della guerra senza scrupoli è fondamentale, e non possiamo permetterci di perdere una petroliera o un battello per il trasposto di gas naturale altrimenti sarà il caos a livello globale.

E il Mediterraneo è in prima linea nei commerci e nei trasporti di petrolio e gas. Infatti “nell’ambito dei flussi energetici il Mediterraneo ancora una volta ha un ruolo predominante perché si trova su una delle rotte privilegiate per questi prodotti: il Canale di Suez rappresenta infatti uno snodo cruciale attraverso il quale passa il 9% del traffico globale di oil e GNL.
Insieme a Suez, gli stretti di Hormuz e Malacca sono gli altri due grandi snodi di transito mondiale di Energy. I tre rappresentano oltre il 40% dei transiti navali di petrolio mondiali”.

E l’Italia è proprio nel mezzo di questi immensi traffici, grazie alla sua posizione geografica può e deve giocare un ruolo di primo piano come moderatrice e risolutrice delle contese tra le varie etnie e tra i vari Stati.

L’Italia ha il dovere di assumere il ruolo guida in questo tipo di commerci e uno dei suoi doveri è pensare alla sicurezza, perchè la sicurezza è un tema fondamentale e non può passare in secondo piano. Proprio per la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo l’Italia può e deve entrare nel mercato energetico da protagonista, come Stato guida per gli altri e deve avere il difficile compito di garantire rotte libere da ingerenze indebite e terrorismo.

 

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