Mali, in ricordo di atti eroici compiuti dagli ufficiali dell’EUTM

Bamako. Parlare di Cooperazione strutturata permanente significa non dimenticare coloro che sono sul terreno, in ombra, che agiscono con coraggio, onorano la loro bandiera e quella europea, anche a rischio (a volte) della loro vita.

Era il 18 giugno scorso, quando circa verso le 16 un gruppo di terroristi fece irruzione in hotel vicino a Bamako. Un ufficiale spagnolo della missione EUTM Mali, presente sul posto, rapidamente dette l’allarme al proprio Quartier generale del Mali, dando  informazioni precise ed ad intervalli regolari, permettendo alla Forza di Reazione Rapida, che si è subito recata sul posto, di intervenire. L’ufficiale fu anche in grado di recuperare un’arma che gli permise di sparare agli aggressori.

Forze di Polizia del Mali dopo l’attentato in hotel

Un ufficiale francese, invece, fu in grado di rispondere immediatamente all’attacco, sparando con la sua arma personale sugli assalitori, riuscendo a neutralizzare un terrorista. Un altro ufficiale, un portoghese, mettendo a rischio la sua vita, cercò di  proteggere le altre persone che erano lì, esponendosi coraggiosamente. Morì colpito dalle armi dei terroristi.

Gli ufficiali cechi della Forza di reazione rapida (QRF) non esitarono, una volta arrivati sul posto, a mettere al riparo i civili ed a partecipare alla battaglia per catturare gli aggressori. Soccorsero i soldati del Mali rimasti feriti nell’azione.

Il risultato di queste singole azioni combinate: i terroristi non solo videro il loro attacco rallentato e poi fermato. Passando poi dal dal ruolo di aggressori a quello di difensori. E questo permise di salvare molte vite. Infatti, se cinque persone – di cui due facevano parte del personale non europeo – rimasero uccise, altre 32 persone, che erano presenti in albergo sono state salvate.

È importante ricordarlo.

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