Manuel Belgrano e il mare: una breve storia sulle navi argentine, localitá ed Enti che ne portano il nome

Di Gerardo Severino 

Buenos Aires (nostro servizio particolare).  In questi ultimi giorni, ricorrendo il 40° anniversario dell’inizio della guerra delle “Falklands/Malvinas” si è parlato molto dell’affondamento dell’incrociatore leggero “General Belgrano”, colpito da due dei tre siluri lanciati dal sottomarino nucleare inglese “Conqueror”.

Il Generale Belgrano in una cartolina del 1910

Appartenente alla nota “Classe Brooklyn”, l’unità era stata costruita negli Stati Uniti d’America a partire dal 1935 per poi essere varata nel 1938, prendendo così parte con le altre unità della U.S Navy alla 2^ guerra mondiale con il nome di “USS Phoenix”.

Radiata nel 1946 fu, quindi, acquistata dall’Argentina nel 1951 e denominata inizialmente “17 de Octubre”, per poi assumere il suo nome glorioso quattro anni dopo.

L’incrociatore “Belgrano” s’inabissò nelle acque delle Malvinas il 2 maggio del 1982, portando con sé circa 300 uomini, molti dei quali di origini italiane.

Con l’affondamento della gloriosa unità militare Argentina anche il nostro Paese perdeva per sempre un legame con la propria storia, volendo ricordare che il “General Belgrano” era proprio quel Generale Manuel Belgrano, uno degli artefici dell’indipendenza Argentina, figlio di un emigrante ligure originario di Oneglia [1], famoso in tutto il mondo anche per aver ideato, nel 1812, l’attuale Bandiera Argentina [2].

Medaglia ricordo in occasione dell’inaugurazione del mausoleo in onore del Generale Belgrano

Ma il nome del nostro Belgrano non è stato legato solo allo sfortunato incrociatore che attualmente giace a 4 mila metri di profondità nelle gelide acque dell’Oceano, in quanto è stato dedicato, nel corso degli anni, anche ad altre navi, sia civili che militari, come il famoso brigantino che avrebbe preso parte, a partire dal 1820 (lo stesso anno della morte del Generale Belgrano), alla guerra Argentino-Brasiliana, agli ordini del famoso Comandante Juan Bautista Azopardo, Comandante in 2^ della Flotta Argentina, ad una Scuola Nautica, alla località di Puerto Belgrano, e così via.

Cercheremo, con questo contributo, di fare una sintesi di tali iniziative, volendo dimostrare che, anche attraverso la decisione di utilizzare il nome di Belgrano, l’Argentina ha voluto confermare negli anni quel saldo legame con la lontanissima Italia, dalla quale è separata proprio da tale elemento naturale: il mare.

Dalll’Incrociatore costruito in Italia ai Piroscafi Mercantili (1896 – 1947).

Erano state ben quattro – ci ricorda la storia della Marina Argentina – le navi (sia civili che militari, lo ricordiamo) che erano state intitolate al Generale Belgrano prima del varo di quella certamente più famosa e longeva, l’Incrociatore corazzato “General Belgrano”, costruito in Italia ed appartenente – manco a farlo apposta – alla gloriosa “Classe Garibaldi”, il fiore all’occhiello della Marina da Guerra Italiana.

Il piroscafo Belgrano nel porto di Le Havre alla fine dell’Ottocento

Impostato presso i Cantieri Navali “Orlando” di Livorno nel 1896, l’incrociatore fu varato il 25 luglio del 1897 con il nome di battaglia “Varese.

Fu solo l’anno seguente che la nave fu acquistata dalla Repubblica Argentina, per la cifra di 687.700 sterline, essendo in quel momento la Nazione coinvolta in una disputa con il confinante Cile a causa della delimitazione dei confini, tra le Ande e la Terra del Fuoco.

Il “Varese”, dopo aver effettuato le prove macchina e d’artiglieria,  entrò in servizio l’8 ottobre 1898, lo stesso giorno nel quale salpò da Genova alla volta di Buenos Aires, al comando del Capitano di Fregata Emilio Barilari, anche lui originario del nostro Paese  [3].

Il Piroscafo Belgrano

Giunta a Mar del Plata il 6 novembre dello stesso anno, la nave mutò nome per l’appunto in “General Belgrano”, prendendo così parte ai futuri cimenti che l’avrebbero vista protagonista in giro per il mondo.

Si pensi che, risolto il conflitto con il Cile, il 20 gennaio del 1899 la nave ebbe l’onore di ospitare a bordo il Presidente Argentino,  Julio A. Roca, destinato ad incontrarsi con il collega Cileno Federico Errázuriz Echaurren.

La nave, dopo aver toccato i porti di Santa Cruz, Río Gallegos, Puerto Haberton e Ushuaia, giunse il 15 febbraio dello stesso anno a Punta Arenas, luogo ove i due Presidenti avrebbero firmato il trattato che avrebbe delimitato i confini tra Argentina e Cile.

La storia della celebre unità navale ci ricorda, quindi, che nel 1902 fu posta in riserva e, dopo essere stata dotata, nel 1907, di apparato telegrafico rientrò alla propria Squadra Navale nel corso del 1908.

Altre tappe importanti ci portano al 1927, anno nel quale ebbero inizio i lavori di ammodernamento, eseguiti presso la Base Navale di Puerto Belgrano.

Li dovette, tuttavia, interrompere, dovendo prendere parte ad una speciale missione, quella di partire alla volta dell’Europa per un avvenimento straordinario.

Dal 7 al 16 ottobre la nave fu presente, infatti, a Genova, dove l’equipaggio assistette commosso all’inaugurazione del Monumento che l’Italia aveva voluto erigere proprio in memoria del Generale Belgrano.

Rimasto a Genova per essere sottoposto a lavori di ammodernamento nel corso dei quali le caldaie furono convertite a nafta, il 25 ottobre 1929 l’incrociatore ripartì per l’Argentina, ove avrebbe vissuto la sua ultima stagione operativa.

Classificato come pattugliatore marittimo nel corso del 1933, nel dicembre dello stesso anno il “General Belgrano” fu inviato a Mar del Plata per essere destinato a deposito e a nave appoggio per i nuovi sommergibili dellaBase Navale di Puerto Belgrano., incarico che mantenne sino all’8 maggio del 1947, data nella quale, dopo ben 50 anni di onorata carriera, fu radiato.

Rimorchiato a Buenos Aires, il “General Belgrano” fu successivamente demolito nell’Officina Militare del Riachuelo.

Un capitolo a parte lo meriterebbero le navi mercantili che si chiamarono “Belgrano”, imbarcazioni a vela o a motore che avrebbero per anni solcato gli Oceani, esportando ogni Ben di Dio dall’Argentina vero l’America del Nord e verso l’Europa. Di esse non rimangono che alcune sbiadite foto d’epoca.

La Base Navale di Puerto Belgrano.

La Base Navale di Puerto Belgrano, principale sede in prossimità del mare della gloriosa Marina Militare (Armada) Argentina, è collocata a Sud della Provincia di Buenos Aires ed esattamente nella città di Punta Alta, nel cosiddetto “Partido di Coronel Rosales”, a circa 24 chilometri dalla storica città di Bahia Blanca, tanto cara a noi Italiani.

La costruzione del porto militare di Bahia Blanca fu commissionata dal Governo Argentino all’ingegnere italiano Luigi Luiggi, il celebre professionista che godeva di grande prestigio in gran parte d’Europa, così come nella stessa America Latina, soprattutto per i suoi lavori nei porti di Genova e di Lima, così come per i suoi studi sulle costruzioni navali [4].

Puerto Belgrano in una foto aerea del 1943

Fu con la posa della prima pietra, il 12 luglio del 1898, che ebbe inizio la costruzione dell’Arsenale, tanto che la stessa data viene considerata anche come quella della fondazione della città di Punta Ala, sorta in posizione adiacente alla base.

Contemporaneamente all’Arsenale Militare furono realizzate opere fisse di difesa costiera.

La denominazione iniziale della base fu quella generica di “Porto militare di Bahía Blanca”, assumendo, invece, l’attuale denominazione il 12 giugno del 1923, come stabilì un Decreto Presidenziale firmato da Marcelo Torcuato de Alvear.

L’Arsenale raggiunge nel tempo la superficie di ben  122 mila metri quadrati con due bacini di carenaggio per navi di 220 metri di lunghezza e 23 di larghezza.

La Base Militare di Puerto Belgrano dispone di un ospedale navale, di una dozzina di officine specialistiche, di ben sei Scuole Militari, di Scuole pubbliche per i figli dei Marinai, così come la redazione della celebre rivista “Gaceta Marinera”.

Come tutte le cittadelle militari, la Base ospita anche un ufficio di credito, la parrocchia cattolica di “Stella Maris”, l’anagrafe comunale, un ufficio postale, un museo, sette quartieri residenziali per il personale della base e persino un hotel.

 La Scuola Nazionale di Nautica “Manuel Belgrano” (1799 – 2022).

La Scuola Nautica Nazionale Argentina fu fondata il 25 novembre 1799 dallo stesso Generale Belgrano, allora Segretario Fiduciario del Consolato di Commercio, unitamente a Ventura Miguel Marcó del Pont.

L’attuale sede della Scuola Nautica Manuel Belgrano

È una Scuola che ha la finalità di addestrare il personale superiore della Marina Mercantile Argentina, diplomando annualmente Ufficiali piloti destinati alle rotte d’oltremare (oceaniche) e Macchinisti navali.

La prima Scuola Nautica iniziò i propri corsi presso la sede del citato Consolato, oltre che presso l’ allora Accademia del Disegno, avendo come preside Don Pedro Antonio Cerviño, coadiuvato, quale secondo, da Juan Alsina.

La Scuola avrebbe operato sino al 1806, anno in cui Buenos Aires subì la prima invasione delle truppe inglesi [5].

Fu, quindi, solo, nel maggio del 1818 che Antonio Castellini (Capitano pilota d’alto mare) chiese al Governo di Buenos Aires l’autorizzazione per riaprire una Scuola Nautica, per addestrare piloti capaci di guidare una nave in qualsiasi parte del mondo.

Ottenuta l’autorizzazione da parte di Juan Martin de Pueyrredón, allora Direttore Supremo delle Province Unite del Rio de la Plata, la Scuola Nautica riprese a funzionare presso lo stesso Consolato di Commercio, aprendo i battenti ai nuovi Cadetti il ​​1 febbraio 1819.

L’attuale Scuola Nautica Nazionale “Manuel Belgrano” assunse tale nome il 12 luglio 1895, come da Decreto del Presidente José Evaristo de Uriburu, mentre il 16 gennaio 1896 fu la data nella quale il Governo ne approvò sia il Regolamento che i piani di studio.

I nuoci corsi ebbero inizio, invece, il 19 marzo delle stesso anno. Dal Il 1° luglio 1900, la Scuola passò definitivamente alle dipendenze del Ministero della Marina, dando così  inizio all’ultima fase storica che l’ha condotta sino a noi. La Scuola ha attualmente sede in Buenos Aires, Avenida Antártica Argentina, 1355 e dipende dalla Direzione Generale della Marina Militare (Armada) Argentina.

NOTE

[1] Manuel Belgrano, nome completo Manuel José Joaquín del Sagrado Corazón de Jesús Belgrano y Peri (Buenos Aires, 3 giugno 1770 – Buenos Aires, 20 giugno  1820), è stato un economista, politico e generale argentino, che partecipò alla difesa di Buenos Aires durante le invasioni britanniche, alla Rivoluzione del maggio 1820, alla guerra d’indipendenza argentina e, solo marginalmente, alle guerre civili argentine

[2] Cfr. Gerardo Severino, La Bandiera Argentina, 190 anni di storia patria, rivista <<L’Altra Molfetta>>, maggio-giugno 2002

[3] Emilio Barilari (Buenos Aires , 23 maggio 1859 – 18 settembre 1924) era figlio di Mariano, un patriota riminese che aveva difeso la Repubblica Romana, nel 1849, per poi trasferirsi in Argentina nel 1853. Il Capitano Emilio Barilari, che prestò servizio nella Flotta Argentina sino al 17 ottobre del 1910, era fratello di Atilio Sixto Barilari, anche lui ufficiale di Marina che avrebbe raggiunto il grado di Ammiraglio.

[4] Cfr. Gerardo Severino, La Base navale argentina di Puerto Belgrano, rivista <<Italia Estera>>, 28 febbraio 2008.

[5] Cfr. Gerardo Severino, Le invasioni inglesi di Buenos Aires, rivista Uniformi & Armi, numero 10/2002

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