Marina Militare, a Venezia il 12° Regional Seapower Symposium of the Mediterranean and Black Sea. Il grande valore della Naval Diplomacy

Roma. Naval Diplomacy. La Marina Militare italiana, ancora una volta, si pone al centro del dibattito sulla geopolitica del mare.

La forza della Naval Diplomacy

E quale migliore occasione se non quella del 12° Regional Seapower Symposium (RSS) del Mediterraneo e del Mar Nero che si terrà a Venezia dal 15 al 18 ottobre, nella storica sede dell’Arsenale?

L’Antico Arsenale di Venezia

Nella presentazione alla stampa, ieri a Roma, a Palazzo Marina, sia il capo di Stato Maggiore della Forza Armata, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone che l’Ammiraglio di Divisione Pier Federico Bisconti, capo del 3° Reparto dello Stato Maggiore della Marina ed i loro collaboratori hanno evidenziato come l’appuntamento nella Laguna veneta sia un obiettivo fondamentale.

Il capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra, Giuseppe Cavo Dragone

Tra i Paesi ospiti, la Cina, la Russia e gli Stati Uniti. Ovvero tre Stati, da anni, in forte contrasto per una serie di motivi: da quelli geopolitici a quelli geostrategici a quelli economici.

La Marina Militare del nostro Paese intende far sedere intorno ad un tavolo i rappresentanti di questi Stati affinché siano cercati elementi comuni, nel rispetto del diritto internazionale.

Il tema di questa edizione, è intitolato “Shaping our Navies for the Blue Century”.

Intende analizzare il ruolo delle Marine nell’affrontare le moderne sfide e connesse conflittualità, nel cosiddetto “Secolo blù”.

Si vuole evidenziare la necessità di sviluppare, in seno alla maritime community, un approccio inclusivo ed equilibrato che sappia consolidare il cluster marittimo e rafforzare la sensibilità e la consapevolezza dell’importanza del mare nei confronti l’opinione pubblica.

In tale ottica, risultano rilevanti tematiche quali l’analisi dell’attualità del quadro normativo stabilito a Montego Bay, aprendo la discussione verso l’eventuale esigenza di traghettarlo verso un nuovo modello, il giusto bilanciamento tra compiti tradizionali delle Marine e le nuove capabilities emergenti ed infine l’importanza di declinare il concetto di seapower nell’ambito del Blue Century.

I lavori si articoleranno su tre sessioni:

  • 1^ sessione(16 ottobre) titolo. “The international law of the sea from Montego Bay to a new model? The impact on Navies and others”. Si intende delineare i nuovi trend sulla marittimizzazione dei conflitti e sulle politiche assertive marittime, discutere dell’azione inter-agenzia dello Stato e degli attori non statuali nell’alto mare, ragionare sull’opportunità di rivedere o meno la giurisprudenza internazionale di settore e ipotizzarne gli impatti sulle Marine e sulle agenzie che operano sul mare.
  • 2^ sessione (17 ottobre mattino) titolo “Shaping our Navies looking at the Blue Growth. New capabilities and traditional roles: how to find the right balance between low and high end”. Si illustreranno le soluzioni tecniche e le innovazioni tecnologiche delle moderne navi militari. E si identificheranno limiti e opportunità della modularità e del multi-purpose by design. Infine si offrirà una cornice di aggiornamento a favore della cantieristica nazionale.
  • 3^ sessione (17 ottobre pomeriggio) titolo: “The evolution of the Seapower in the Blue Century: the maritime domain as key enabler to enhance resilience. Challenges and opportunities”. I participanti discuteranno sul contributo del cluster marittimo (civile e militare) sulla alla resilienza del Paese e delle Organizzazioni Internazionali per la stabilità e il benessere collettivo, a fronte delle minacce e delle sfide caratterizzanti la dimensione marittima. Aprendo un confronto su una nuova definizione di potere marittimo.

Ogni sessione sarà moderata da un chairman, individuato tra i Capi delle Marine partecipanti, ed animata da rappresentanti del mondo militare e civile legati al cluster marittimo, in qualità di speaker.

Nella consapevolezza che una partecipazione proattiva e costruttiva è alla base del successo del Simposio, è incoraggiato il contributo attivo dei partecipanti durante i lavori.

La necessità di un forum marittimo a livello regionale per il Mediterraneo e il Mar Nero è emersa già nel 1995. Quando durante la fase conclusiva dell’International Seapower Symposium (ISS) di Newport (USA) fu proposto all’Italia di verificare la possibilità di dare vita a una tale iniziativa, facendosi carico della relativa organizzazione.

Forte del consenso generale, la Marina Militare accettò l’impegno e dal 1996 ospita l’evento a Venezia con cadenza biennale, in piena sincronia e continuità con il Simposio internazionale di Newport.

In tanti anni, l’appuntamento veneziano che quest’anno vedrà la partecipazione di rappresentanti di 58 Marine Militari (di cui 41 come capi delle Marine stesse), dei cluster marittimo (tra cui Confitarma), 3 sessioni di lavori e oltre a numerosi incontri multilaterali e di accordi di collaborazione è cambiato.

Inizialmente, infatti era dedicato a raccogliere in un unico consesso i capi delle Marine del Mediterraneo e del Mar Nero, insieme a quelli delle Marine extra-regionali che hanno interessi nell’area.

E poi, di anno in anno, si è deciso di ampliare l’orizzonte geografico dei partecipanti.

Sono aumentate, chiaramente, le ambizioni. Si sono interessate personalità del mondo politico, industriale, culturale, accademico e dell’informazione interessati ai temi di carattere marittimo.

Come sponsor aziende quali Leonardo, Elettronica e Fincantieri.

Nel corso delle precedenti undici edizioni, il Simposio di Venezia si era confermato quale eccellente opportunità di confronto, scambio di idee e di ricerca di soluzioni in campo marittimo e navale, rafforzandosi come strumento ideale per approfondire la reciproca conoscenza tra tutti gli attori, istituzionali e non, che condividono con sfide ed interessi nel dominio marittimo.

Si è sempre voluto promuovere uno scambio di idee aperto e costruttivo, basato su un approccio inclusivo e trasversale verso le realtà che afferiscono al cluster marittimo, stimolandone la fiducia reciproca.

La formula vincente del Simposio veneziano è testimoniata da diversi risultati di successo, tra i quali l’avvio, nel 2004, del progetto Virtual-Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC) – Trans-Regional Maritime Network (T-RMN)  che ad oggi annovera 43 Marine partecipanti.

Oltre all’evoluzione dell’iniziativa ADRION che riunisce le Marine dei Paesi che si affacciano sull’Adriatico e Ionio), attraverso la creazione di una forza marittima multinazionale dedicata detta On-Call Maritime Force (OCMF).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore