MARINA MILITARE COLOMBIANA: LA STORIA DELLA NAVE SCUOLA “GLORIA”

Di Gerardo Severino*

BOGOTA’ (nostro servizio particolare). Partiamo col dire che la Marina Militare della Colombia, in lingua madre denominata “Armada de la República de Colombia (ARC)”, è una delle più antiche tra le Forze Armate del continente sudamericano, essendo stata fondata nel 1810.

La Nave Scuola della Marina Colombiana il giorno del suo varo (1968)

Essa, al dispetto dei secoli è ancora oggi lo strumento militare che, attraverso la propria flotta, contribuisce a garantire la sovranità del Paese nelle sue acque territoriali, le quali – è molto importante ricordarlo in questo ambito – interessano principalmente gli Oceani Pacifico e Atlantico, ma anche i corsi d’acqua fluviali, nelle parti interne verso la foresta amazzonica, contribuendo, tra l’altro, in collaborazione con gli organismi di Polizia alla durissima lotta alla produzione e al traffico delle sostanze stupefacenti, fenomeno che purtroppo a reso tristemente famosa la Colombia, a dispetto della sua tradizionale bellezza e, soprattutto, della bonarietà della stragrande maggioranza della sua popolazione.

La forza della Marina da Guerra colombiana è di circa 34.600 effettivi, tra i quali 24.000 circa appartengono al Corpo della Fanteria di Marina, mentre nella sua flotta, per quanto modesta numericamente, campeggia l’ammiraglia, la Nave-Scuola “Gloria”, alla quale dedichiamo queste poche pagine.

Per la “gloria” dell’Armada (1968 – 2024)

La “Gloria” è la prima delle quattro navi ordinate dalle Marine di alcuni Paesi dell’area sudamericana, nel corso degli egli anni ’60, ai celebri cantieri navali spagnoli di Celaya, a Bilbao.

Essa, infatti, è unità gemella delle navi “Simon Bolivar”, ordinata dal Venezuela, “Guayas”, appartenente all’Ecuador e alla “Cuauhtemoc”, acquistata dal Messico.

La storia della barca a vela “ARC Gloria” risale al 1966, quando il Governo colombiano, con decreto esecutivo del mese di gennaio, autorizzò la Marina nazionale ad acquisire una barca a vela da utilizzare per l’appunto come Nave-Scuola.

Patch della Marina Militare colombiana

Il contratto formale per l’approvazione del progetto fu firmato il 6 ottobre dello stesso anno con la “Società Spagnola di Costruzioni Navali”, con sede a Bilbao, e l’esecuzione del progetto iniziò nell’aprile 1967, terminando il 2 dicembre seguente, data in cui toccò per la prima volta le acque dell’estuario della stessa Bilbao.

Finalmente, il 9 ottobre 1968, il brigantino a palo “Gloria” salpò dal porto di Ferrol, a La Coruña, in Spagna, diretto al porto di Cartagena, in Colombia, dove arrivò un mese dopo.

Essa risponde alle seguenti caratteristiche. È lunga 76 e larga 10,60 metri, con un dislocamento di 1.300 tonnellate. Grazie alle sue 23 vele copre una superficie velica di 1.400 metri quadrati.

L’unità è ovviamente dotata di una propulsione ausiliaria, rappresentata da un motore diesel MAN da 500 HP ad un’elica, che le assicura una velocità pari a 10 nodi.

La nave ospita un equipaggio formato in media dalle 60 alle 80 mila persone, alle quali si aggiungono circa 90 cadetti dell’Accademia Navale colombiana.

La sua plancia di comando, molto ampia sul ponte, insieme alla caratteristica polena dorata raffigurante una sirena alata (affettuosamente chiamata Maria Salud, molto probabilmente la figlia dello scultore), la distingue dalle altre tre unità sorelle.

La Nave “ARC Gloria” è stata dichiarata “Bene di Interesse Culturale di Carattere Nazionale” dal Ministero della Cultura della Colombia.

Ciò anche in relazione al ruolo, che potremmo definire “Diplomatico”, da essa svolto in giro per il mondo, soprattutto in occasione dei viaggi d’istruzione annuali, ovvero avvenimenti straordinari, come quello che si svolse nell’estate del 2006, con l’iniziativa governativa dal titolo “Colombia is Passion“: un itinerario motivato dalle commemorazioni dell’anniversario dei 183 anni della Marina colombiana.

Il  viaggio, oltre a contribuire alla formazione dei futuri ufficiali della Marina colombiana, ebbe un valore simbolico molto forte.

Nel rappresentare il Paese, il “Gloria” si trasformò, infatti, anche in un piccolo “museo a cielo aperto”, ospitando a bordo un piccolo, ma prezioso, museo di manufatti precolombiani di ceramica e d’oro.

Il suo nome non ha nulla a che vedere con presunte vittorie militari o richiami simili.

Fu così intitolata in onore di Gloria Zawadsky de Revéiz, moglie del defunto ministro della Difesa, Generale Revéiz Pizarro, di cui tratteremo a breve. Sin dal suo primo viaggio, la “Gloria” si è rivelata determinante per la formazione dei marinai colombiani.

A bordo di essa, infatti, come del resto accade nelle Navi-Scuole di tutte le Marine Militari del mondo, vi si apprende e si pratica la navigazione, con l’utilizzo di moderne apparecchiature di navigazione e comunicazione, ma anche la manovra con vele e funi e tutte le altre attività storicamente svolte a bordo di una nave.

Ancora oggi, a distanza di oltre 50 anni dal suo primo viaggio inaugurale, ogni suo angolo potrebbe raccontare storie di marinai e di viaggi sotto il sole e le stelle. Innumerevoli avventure marittime sono, infatti, nascoste tra le sue cabine, letti a castello e armadi, poiché ogni spazio nasconde segreti e sfide di chi naviga negli oceani.

Senza dubbio, la “Gloria”, ambasciatrice del Paese che porta il nome del nostro Cristoforo Colombo, il “marinaio italiano per antonomasia”, conserva ricordi di porti lontani e aneddoti rimasti per sempre nel cuore dei membri dell’equipaggio, ma anche della stessa storia militare colombiana.

Valga per tutte l’episodio che segue.

Stemma araldico della Marian Militare colombiana

Nel gennaio del 1966, il vice Ammiraglio, Orlando Lemaitare Torres, allora Comandante della Marina Nazionale, chiese al Governo l’autorizzazione per acquistare un veliero a tre alberi del tipo Brigantino, onde utilizzarlo come Nave-Scuola della Marina Militare.

Ebbene, nel corso di una riunione con i vertici delle Forze Armate colombiane, fu proprio l’allora Ministro della Difesa, il già citato Generale Gabriel Revéiz Pizarro, che, nell’esprimere il suo apprezzamento per il progetto, scrisse  su un tovagliolo la frase “Vale por un Velero”, apponendo poi la sua firma.

Alla fonda nel porto militare di Cartagena, la Nave-Scuola “Gloria” è stata completamente restaurata tra il 2002 ed il 2003, potendo così rappresentare negli anni a venire la Colombia nei Paesi più disparati del mondo.

Non avevamo ancora detto, infatti, che nel suo mezzo secolo di vita, la nave militare ha già ha visitato i porti d’Inghilterra, Spagna, Germania, Danimarca, Marocco, Nuova Zelanda, Argentina e Stati Uniti.

A questo punto, poiché la sua storia non finisce certamente qui, l’attende il viaggio forse più emozionante: quello in Italia, soprattutto Genova, la Patria del grande Cristoforo Colombo.

*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa

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