Marina Militare: Nave Raimondo Montecuccoli inizia la sua vita operativa

LA SPEZIA. Si è tenuta oggi, presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), la cerimonia di consegna alla Marina Militare di nave Raimondo Montecuccoli alla presenza del comandante delle Scuole della Marina Militare, ammiraglio di squadra Antonio Natale, del Vice Direttore degli Armamenti Navali, dott. Emanuele Coletti, del Direttore dell’Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in Materia di Armamenti (OCCAR), Joachim Sucker, e del Direttore Generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri, dott. Dario Deste.

Il momento in cui la bottiglia si infrange sullo scafo 

Si tratta della terza unità della classe PPA (Pattugliatori Polivalenti d’Altura), uno strumento caratterizzato da elevata flessibilità operativa, concepito per operare nei contesti più vari della dimensione marittima e capace di svolgere molteplici compiti, sia di carattere prettamente militare sia di supporto alla popolazione civile in caso calamità. L’ammiraglio Natale nel corso del suo intervento ha dichiarato “questa nave è l’esempio tangibile di una concreta sinergia in un settore strategico per l’Italia e per la sua imprescindibile vocazione marittima. Il Montecuccoli sarà ambasciatore della Marina, della Difesa, dell’industria nazionale, del nostro comparto tecnologico e, più in generale, delle poliedriche capacità italiane“.

Progettata e costruita interamente in Italia, nave Montecuccoli è una dimostrazione concreta dell’evoluzione tecnologica e delle capacità realizzative espresse dalle eccellenze della cantieristica nazionale. È il primo PPA nella configurazione Light Plus che, rispetto alla versione Light, prevede un sistema missilistico di ultima generazione a celle verticali, un innovativo radar multifunzione a facce fisse specificamente progettato per la difesa anti-aerea e un sottosistema di contromisure elettroniche.

Un’altra immagine del nuovo Pattugliatore Polivalente d’Altura Raimondo Montecuccoli

Al termine di un articolato percorso di prove in mare e di formazione dell’equipaggio assicurato dal Centro Allestimento Nuove Costruzioni Navali (MARINALLES), l’Unità transita alle dipendenze della Prima Divisione Navale (COMDINAV UNO), di base alla Spezia, e inizierà a breve un programma addestrativo a difficoltà crescente finalizzato a raggiungere la piena prontezza operativa.

Approfondimenti

Nave Raimondo Montecuccoli è il terzo Pattugliatore Polivalente d’Altura (primo nella versione Light Plus) che rientra nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare, deciso dal Governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015 sotto l’egida di OCCAR (Organizzazione per la Cooperazione Congiunta in Materia di Armamenti).

Si tratta di una nave ad elevata flessibilità operativa, concepita per svolgere una molteplicità di compiti di carattere prettamente militare, ma anche di protezione civile e ambientale grazie alle sue intrinseche capacità duali, rese evidenti dalle peculiari predisposizioni di bordo. Le due zone modulari (centro nave e poppa) permettono, infatti, l’imbarco di container adatti alle diverse esigenze della missione, come container logistici e sanitari, e allo stesso tempo consentono l’imbarco di Forze Speciali o di un comando complesso.

Costruito interamente in Italia, presso il cantiere integrato di Riva Trigoso e Muggiano di Fincantieri, il pattugliatore si contraddistingue alla vista per la particolare forma della prora, che evoca il rostro delle antiche navi romane: una soluzione che ne migliora l’idrodinamica permettendo la riduzione della formazione ondosa e dei consumi di carburante ed al contempo l’incremento della velocità massima.

Altri due elementi tecnologici di ultima generazione sono il Naval Cockpit e il riduttore multi-clutch. Il primo permette la condotta della nave e delle operazioni aereo-navali da una postazione integrata gestita da due soli operatori. Il secondo, invece, permette un ampio ventaglio di possibili assetti propulsivi adattabili alla situazione tattica: da quelli che garantiscono i minimi consumi per la massima estensione dell’autonomia a quelli capaci di raggiungere le massime prestazioni in termini di reazione e velocità (fino a 32 nodi). Le nuove tecnologie implementate la rendono uno strumento ingegneristico di primissimo livello, che ben sintetizza il processo di ricerca e sviluppo e le capacità realizzative del genio italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore