Marocco, ad Alhucemas aumentano le tensioni sociali con il Governo. Nello sfondo la morte del venditore di pesce, Fikri

Alhucemas. Nuove tensioni ad Alhucemas, una città marocchina capitale dell’omonima Provincia. Migliaia di persone, a sei mesi dalla morte del venditore di pesce, Mouhcine Fikri, morto sotto un camion della spazzatura mentre tentava di recuperare la sua merce che stava per essere confiscata.

L’intervento della Polizia marocchina nel corso della manifestazione antigovernativa

Dopo una giornata di sciopero generale, la gente è scesa in piazza contro il Governo di Rabat che aveva definito i manifestanti “separatisti”.

Il Governo, presieduto Partito della Giustizia e dello Sviluppo (islamista) è composto da altri cinque gruppi politici.

Per le autorità di Rabat i manifestanti “hanno superato le linee rosse” e le loro “rivendicazioni sono di carattere separatista” e sono “strumentalizzati” dall’esterno.

Manifestanti in piazza

La famiglia di Fikri si è sfilata dalla protesta.

Lo scorso 7 aprile il Tribunale ha condannato a pene tra i cinque e gli otto mesi di carcere sette persone che sono state riconosciute colpevoli della morte del venditore di pesce. Una sentenza che ha scontentato molti cittadini di Alhucemas.

Dietro alle rivendicazioni sociali ed economiche si inserisce anche la morte di Fikri.

La gente chiede la costruzione di un ospedale per cura dei tumori, l’istituzione di un’Università, l’abolizione del decreto del 1958 che considera Alhucemas una zona militarizzata.

Ma Rabat, si lamentano i cittadini, invia mille soldati.

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