Medio Oriente, l’Egitto al centro della relazioni diplomatiche. Ad iniziare dalla Libia

Il Cairo. La capitale egiziana al centro delle relazioni diplomatiche per risolvere la crisi libica. Presenti alla riunione l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Martin Kobler, i rappresentanti di Lega Araba, Unione europea e Unione africana.

Martin Kobler, inviato ONU per la Libia.

Presente ai colloqui anche l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.

Federica Mogherini,. Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.

Il summit intende fornire sostegno all’opera dell’ONU, agli sforzi delle potenze regionali ed al processo di transizione politica in Libia nel rispetto di una piena sovranità territoriale.

Intanto, dopo le tensioni di venerdì, a Tripoli, dove migliaia di libici hanno manifestato contro le milizie che controllano la Capitale, dispersi poi da pick-up con mitragliatrici pesanti, un gruppo di 22 milizie legate al Governo di intesa nazionale di Fayez Al Sarray ha stilato un documento congiunto nel quale viene respinta ogni provocazione che vuole seminare il caos nella città e dichiarato un secco no all’Operazione Dignità del generale Khalifa Haftar. Si tratta di una campagna militare contro “l’estremismo ed il terrorismo”. Ora, secondo quanto racconta in un video interrogatorio su You Tube, in varie puntate,  Rami al-‘Ubaydi. nel dicembre 2011, a due mesi dal crollo del Gheddafi, pubblicato su YouTube, Haftar sarebbe l’uomo della CIA in Libia.

Il generale Al Haftar.

Rami al-‘Ubaydi è il nipote del comandante dei ribelli, il generale ‘Abd al-Fattah Yunis, ex comandante dell’intelligence del CNT (il Comitato nato subito dopo l’inizio della rivoluzione).

L’uomo all’epoca dette molte informazioni e dettagli alle intelligence di mezzo mondo, compreso la nostra. Notizie di tutto quello che avveniva in Libia negli ultimi mesi del regime.  Nei suoi racconti Rami parlò anche del generale in pensione Khalifa Haftar.

Il rapporto tra Haftar e gli Stati Uniti poi potrebbe avere avuto una conferma nel settembre del 2012. In quel mese il generale americano Carter Ham, allora comandante di Africom, nel corso di una visita ufficiale a Tripoli. ipotizzò di attivare un ciclo di addestramento di militari libici da parte delle Forze speciali americane, proprio sotto il coordinamento del generale Haftar.

La questione libica, dunque, fa parte ormai dell’agenda politica diplomatica di molte cancellerie. Tra di esse c’è quella egiziana e americana. Tra mercoledì e giovedì prossimi, a Washington si terrà una riunione a livello ministeriale per discutere cosa fare nella lotta all’ISIS. Il Segretario di Stato americano, Rex Tillerson ha invitato alla riunione anche il collega egiziano, Sameh Shukri.

Ufficialmente la telefonata aveva ad oggetto l’incontro tra il presidente egiziano, Abdelfatah Al Sisi e degli Stati Uniti, la prima settimana di aprile. Si tratta della prima visita al Sisi alla Casa Bianca, da quando è presidente (2014).

Il quotidiano statale “Al Ahram” ha scitto che questo incontro servirá a fare il punto sul Medio Oriente e per rinforzare le relazioni bilaterali che, ha aggiunto il giornale “avranno nuovo impulso” da questo viaggio. Le relazioni diplomatiche tra Washington de Il Cairo sono molto strette da quando l’Egitto firmò, nel 1979, la pace con Israele. Gli Stati Uniti versarono oltre 1.300 milioni di dollari per dare assistenza militare alle Forze Armate egiziane.

Dopo il colpo di Stato militare del 3 luglio del 2013 da parte di Al Sisi, le relazioni si ruppero e gli aiuti militari sospesi. Ma ora le i fili della diplomazia si stanno riannodando e Al Sisi andrà a Washington, dopo che aveva già partecipato alle riunioni dell’Assemblea generale dell’ONU a New York.

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