Medio Oriente: si (ri)apre il fronte libanese

Di Fabrizio Scarinci

TEL AVIV. Un nuovo fronte si apre (o, forse, sarebbe meglio dire “si riapre”) in Medio Oriente.

Alcune ore fa, infatti, il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il suo ministro della Difesa, Israel Katz, hanno autorizzato le forze dell’IDF ad avanzare in territorio libanese.

Militari dell’IDF a bordo di un veicolo corazzato

Tale operazione, lanciata allo scopo di scongiurare attacchi contro Israele da parte di Hezbollah, arriva dopo giorni di crescenti tensioni legate all’escalation tra israelo-statunitensi e iraniani nell’area Golfo.

Già nelle notte tra il 27 e il 28 febbraio, infatti, l’Aeronautica di Tel Aviv avrebbe lanciato attacchi definiti “preventivi” contro alcune postazioni lanciarazzi del cosiddetto “partito di Dio”, con l’obiettivo di dissuaderlo dal condurre attacchi contro il territorio israeliano.

Miliziani di Hezbollah durante una parata

In tale contesto, i vertici israeliani avrebbero rivendicato di agire sulla base di quanto sancito nell’accordo sul cessate il fuoco di fine 2024, in cui Tel Aviv ha, notoriamente, stabilito di avere il diritto di attaccare le posizioni di Hezbollah qualora percepisse una minaccia da parte dell’organizzazione terroristica.

A partire dalla mezzanotte di domenica, però, i miliziani avrebbero intrapreso un’incessante serie di attacchi con razzi e droni contro il nord dello Stato Ebraico, che avrebbe, quindi, ripreso a colpire con raid aerei su Beirut ed eliminazioni mirate, come quella condotta dalla Marina nei confronti del comandante della Forza Quds operante in Libano, Reza Khuza’i.

Le unità israeliane impiegate nell’operazione lanciata stamane si aggiungono a quelle delle cinque basi operative avanzate già posizionate lungo il confine sulla base degli accordi del 2024.

In seguito al loro ingresso, l’Esercito libanese si sarebbe ritirato da diverse aree meridionali del Paese, mentre la missione internazionale UNIFIL avrebbe ordinato l’evacuazione del personale non essenziale.

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