Iran: Nuove basi sotterranee e nuove piattaforme si moltiplicano tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman. Sarà Tutto vero?

Di Giusy Criscuolo

Teheran.  Dal 2002 le voci sulla costruzione e sull’esistenza di basi missilistiche iraniane sotterranee si sono inseguite fino al 2015, quando alla televisione di Stato è stata concessa la ripresa di una delle prime basi. Lo scorso anno, nel mese di ottobre, le Guardie Rivoluzionarie avevano fatto girare un rumors sull’esistenza della più grande base missilistica nel Golfo dell’Oman, senza dare alcuna conferma o smentita. Lasciando la notizia nel limbo.

Da quel momento sono iniziate per l’Iran una serie di esercitazioni navali, navali/congiunte con la Russia e terrestri in grado di evidenziare le nuove capacità in essere alle Guardie Rivoluzionarie. Sempre durante lo scorso gennaio, mentre il mondo era intento ad osservare l’attacco al Campidoglio operato in America, dall’altra parte del globo, l’Iran rendeva pubblica la notizia che era circolata nei mesi precedenti. Comunicazione che da una settimana è stata ripresa dai media locali e arabi.

Iranian missiles are seen at an underground of the new “missile cite” of Iran’s Revolutionary Guards naval unit at an undisclosed location in Iran, in this picture obtained on March 15, 2021. IRGC/WANA (West Asia News Agency)/Handout via REUTERS ATTENTION EDITORS – THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY.

La notizia, battuta il 10 di gennaio da fonti iraniane come la Fars vicina ai Pasdaran, e da numerose agenzie locali ed arabe, ha esplicitamente parlato dell’inaugurazione della base missilistica sotterranea, che all’epoca delle prime voci sarebbe stata ancora in fase di costruzione.

All’inaugurazione sarebbero stati presenti il maggiore generale Hossein Salami, Comandante in capo del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche e l’Ammiraglio Alireza Tangsiri, comandante della marina dell’IRGC.

Introducendo la nuova base missilistica, il maggiore generale Salami ha definito il complesso, uno dei numerosi impianti di contenimento missilistici navali dell’IRGC nel Golfo Persico. Struttura che ospita un’importante quantità di missili balistici, da crociera e di varia gittata.

Secondo quanto riportato anche da Al-Jazeera, le parole del Comandante supremo sarebbero inderogabili: “L’inaugurazione della nuova base missilistica dell’IRGC non sarà negoziabile”.

Alcuni dei missili balistici nella base sotterranea

A distanza di quasi due mesi, la televisione iraniana manda in onda un nuovo video. Riponendo l’accento sulla nuova base. Video che sarà ripreso da numerosissime emittenti televisive e rimandato in onda.

Ma perché rivelare una realtà così importante e che meriterebbe di essere segreta? Il dubbio sarebbe venuto se a pubblicare le immagini fossero state solo emittenti arabe, ma dato che la pubblicazione è stata effettuata in primis dalla TV di Stato il dubbio viene quantomeno alleggerito, anche se resta.

Secondo alcuni analisti, l’Iran starebbe mostrando i muscoli, soprattutto dopo il presunto attacco, non ancora confermato, di Israele ad una sua nave e anche dopo il rifiuto di Teheran sul colloquio con gli USA.

Secondo altri, la divulgazione sulla base e sulle sue capacità navali sarebbe avvenuta nel mezzo di quella che è stata descritta come una “guerra navale segreta in via di sviluppo” tra la Repubblica islamica e Israele, nel Mediterraneo, nel Mar Rosso e nel Golfo.

Foto di camion nel tunnel

Ma bisogna tenere presente che circa due settimane prima che la nave cargo iraniana fosse colpita, l’Iran avrebbe anticipato Israele con la stessa moneta, colpendo una nave cargo israeliana nello stretto di Hormuz. Purtroppo a quelle latitudini vige ancora, in modo evidente, “la legge del taglione”, dove tutti sanno tutto ma negano altrettanto bene.

A detta degli ufficiali, le basi sarebbero più di una e della grandezza di grandi città. A quanto si evince, scavate a 500 metri sotto terra.

Stando a voci sui social non convenzionali e a descrizioni pubblicate da quotidiani iraniani, che forse peccano di troppo patriottismo nel rimostrare con accuratezza le cose, le basi sarebbero state concepite sotto forma di tunnel, scavati nel cuore della montagna e non solo, con l’ausilio di alta ingegneria e mezzi di perforazione all’avanguardia. Creando un grande deposito di missili.

Esercitazione della Marina Iraniana – @Credit Twitter

Secondo il quotidiano Hamshahri, citando anche l’agenzia di comunicazione Fars, i risultati delle Forze Armate della Repubblica Islamica nel campo della tecnologia militare, avrebbero stupito esperti e osservatori internazionali. L’esercitazione del 14° Profeta, che si è svolta nelle ultime settimane di gennaio, con la partecipazione della Marina e dell’Aeronautica Militare delle Guardie Rivoluzionarie, avrebbe messo in evidenza le capacità in essere all’Iran.

A colpire esperti ed osservatori, la nuova capacità della Repubblica Islamica di lanciare missili balistici da basi sotterranee contro obiettivi specifici. A detta della Fars il lancio non avverrebbe attraverso i soliti silos (struttura sotterranea progettata per “ospitare” missili balistici) e in forze ad altre potenze, ma sarebbero made in Iran e, a loro dire, con una nuova tecnica prettamente studiata dall’antica Persia.

Una delle città missilistiche iraniane

Il tutto per raggirare il contenzioso sul programma nucleare iraniano, così come accaduto per la produzione dei missili.

Una delle prime misure adottate dall’Iran per mantenere la sua capacità missilistica è stata dunque la costruzione di vere e proprie città sotterranee missilistiche, con conseguenti lanciamissili, disseminati a dire della Fars, sotto tutto il territorio del Paese. Unitamente a questo, si evince che l’Iran ha ben capito che deve dotarsi anche di grosse strutture missilistiche mobili, in grado di cambiare posizione per non essere localizzate.

Secondo Sardar Hajizadeh, il comandante dell’Air Force dell’IRGC, fino ad oggi i tunnel verrebbero scavati 24 ore su 24 per proteggere la potenza missilistica. A detta dello stesso, “La nostra forza militare è come un iceberg, con solo un angolo della sua punta che esce dall’acqua ed è visibile”.

Ma la più tangibile e realistica conferma sulla realizzazione di alcune basi, consisterebbe in delle immagini satellitari catturate dalla Maxar Technologies. Queste mostrerebbero la costruzione di un nuovo sito di lancio per missili. Il tutto nella regione montuosa di Khurghu, situata nel sud-ovest dell’Iran vicino a Bandar Abbas.

Foto satellite sito iraniano catturarta dalla Maxar Tecnologies

Le immagini, scattate da Maxar Technologies, mostrano un totale di quattro buche adiacenti ad una zona montuosa. Tre di questi crateri sarebbero quasi terminati e pronti per essere utilizzati come lanciamissili.

Secondo fonti di intelligence, i lavori di questo sito sarebbero iniziati tre anni fa. Sempre secondo gli esperti, una volta raggiunta la piena capacità funzionale, non sarà facile interromperne l’operatività dei siti.

Missili pronti per vil lancio dai silos sotterranei della base iraniana

Sebbene i rapporti su questa nuova base missilistica non specifichino dove si trovi, attraverso informazioni OSINT si prevede che la città missilistica possa essere all’interno di uno dei siti navali della Guardia rivoluzionaria tra il Golfo Persico e il Mare dell’Oman. Probabilmente in luoghi dove nessuno andrebbe a cercare e che rifiutano palesemente l’ingerenza del “grande satana” e del nemico “sionista”.

Ora il dubbio resta anche sulla profondità della base. 500 metri verticali oppure orizzontali? Questo inciderebbe molto a livello di strategia di attacco, perché anche la potente MOP non riuscirebbe ad arrivare fino a quelle profondità. Sperando che non ci sia mai un’escalation del genere. (MOP -Massive Ordnance Penetrator – Bomba guidata anti-bunker sviluppata per la US Air Force)

Missili iraniani

Ma per quanto l’Iran voglia mostrare i muscoli, risulta assurdo che renda palese una realtà così importante. Che sia uno specchietto per le allodole è da verificare, ma ripescando nella storia della Repubblica Islamica qualche figuraccia su manomissioni di foto e creazioni di arerei da guerra inesistenti (che si sono palesati ad anni di distanza dei semplici modelli di legno) c’è stata.

Basta fare ricerca e ricordare che nel 2008 il Corpo delle Guardie rivoluzionarie, i Pasdaran, in tandem con una delle testate giornalistiche legate al governo, avevano lanciato la foto di un test missilistico modificandola.

La prima foto è stata quella lanciata dalla Sepah e manipolata, la seconda è quella pubblicata il giorno dopo

Foto che dimostrava la capacità in essere all’Iran di lanciare quattro missili contemporaneamente. I giornali dell’epoca apprendendo la notizia dall’AFP, condivisero immediatamente la news. Ma l’Agence France Presse dopo averla condivisa, decise di sottoporre la foto ad occhi esperti che avrebbero subito smentito la veridicità della stessa, ritirando immediatamente la foto dai siti. Ma per molti altri quotidiani internazionali e famosi, che avevano preso la foto dall’ AFP, la gaffe era fatta.

Il giorno dopo l’accaduto, il quotidiano statale Sepah avrebbe pubblicato la foto con tre missili, senza dare spiegazioni.

Giornali che avevano pubblicato la notizia – Credit Blog NY Times

Ritornando alla nuova base, i dubbi sorgono, perché alcune delle riprese lanciate ricordano le vecchie immagini del 2015 che sono reperibili attraverso delle ricerche approfondite.

Sarebbe possibile che anche questa volta abbiano fotografato una nuova zona del vecchio sito, ripreso nel 2015, per amplificare la notizia?

Una cosa è certa, che per ogni bunker perfettamente realizzato, ci devono essere sempre delle avanzate costruzioni di ventilazione, che permettano i riciclo dell’aria dall’esterno all’interno e viceversa. Così come le comunicazioni radio, che devono avere, per forza di causa maggiore, delle antenne esterne. Dando per assodato che non vengano rese visibili e non vengano posizionati nelle vicinanze dello stesso.

In caso la profondità di questa base fosse reale, scoprire la posizione di questi elementi fondamentali, renderebbe il bunker sicuramente più vulnerabile.

Il ponte della nave d’assalto anfibia USS Makin Island nel Mar Arabico, 19 marzo 2021 (US Navy / Mass Communication Specialist 3rd Class Ethan Jaymes Morrow, via AP)

Nel mentre la Marina americana avrebbe comunicato che terrà importanti esercitazioni navali insieme a Belgio, Francia e Giappone in Medio Oriente, facendo salire la tensione sul programma nucleare iraniano nella Regione.

L’esercitazione Group Arabian Sea Warfare vedrà le navi dei quattro paesi condurre esercitazioni nel Mar Arabico e nel Golfo di Oman. Le navi coinvolte includono la portaerei francese Charles de Gaulle e la nave d’assalto anfibia USS Makin Island.

A queste si uniranno anche la fregata belga HNLMS Leopold I e il cacciatorpediniere giapponese JS Ariake, oltre a velivoli delle quattro nazioni. Qualcuno direbbe “C’è del marcio in Danimarca”.

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