Milite Ignoto: su circa 8 mila Comuni meno di 250 hanno concesso la Cittadinanza onoraria. Il Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia chiede un maggiore impegno delle Istituzioni locali

Di Michele Toriaco

Roma. Il 4 novembre 2021 il Milite Ignoto compirà 100 anni.

Il trasferimento a spalla della salma del Milite Ignoto nel 1921

Un secolo da quel giorno in cui una legge del nostro Parlamento istituì uno dei più forti e duraturi simboli dell’identità nazionale italiana, con la solenne sepoltura di un “Soldato senza nome” dell’allora Regio Esercito, nel Sacello dell’Altare della Patria ai piedi della statua della Dea Roma, nel complesso monumentale del Vittoriano in Roma.

Voluto per onorare la memoria dei tanti nostri soldati caduti nella Grande Guerra, il Milite Ignoto assurse da subito ad emblema dello spirito di dedizione, sacrificio e amor patrio di tutti i nostri combattenti in quel conflitto e più in generale di tutta l’Italia che ancora oggi, a distanza di 100 anni, gli rende omaggio.

Il Sacello del Milite Ignoto

Una recente iniziativa intende commemorare degnamente il Centenario del “Soldato senza nome”, coinvolgendo tutti i Comuni italiani invitati per questo a conferire la propria Cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, nell’ambito del progetto “Milite Ignoto – Cittadino d’Italia (1921-2021)”.

Ideato un anno fa dal “Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia” (MOVM) il progetto è stato supportato, fra gli altri, anche dall’ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani) che a marzo dello scorso anno, su richiesta del Generale di Corpo D’Armata dei Carabinieri Rosario Aiosa, Medaglia d’Oro al Valor Militare e presidente del Gruppo MOVM, inviò una lettera a tutti i Comuni associati, invitandoli a conferire la propria Cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

Il Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri, Rosario Aiosa

Milite Ignoto che, val bene ricordare, fu il primo insignito di Medaglia d’Oro al Valore Militare (postuma), con questa motivazione: “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria“, 24 maggio 1915 – 4 novembre 1918 (Regio Decreto, 1° novembre 1921).

“Così come 100 anni fa, gli sforzi effettuati per fare in modo che quel Soldato, voluto come di nessuno, potesse in realtà essere percepito come di tutti, al punto da trasformarsi nella sublimazione del sacrificio e del valore dei combattenti della Prima Guerra mondiale e successivamente di tutti i Caduti per la Patria, oggi è giunto il momento in cui, in ogni luogo d’Italia, si possa orgogliosamente riconoscerne la paternità“.

In queste parole del Generale Aiosa si coglie l’anima stessa del progetto che culminerà, il 4 novembre prossimo, in una solenne cerimonia commemorativa all’Altare della Patria, alla presenza anche del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha voluto ricordare l’approssimarsi del Centenario del Milite Ignoto in un suo recente discorso pubblico.

Ad oggi, dei circa 8 mila Comuni, sono meno di 250 quelli che hanno conferito la Cittadinanza onoraria, mentre un altro centinaio sta per farlo, da Nord a Sud della Penisola.

Servirebbe, perciò, che si desse un’accelerata perché si possa giungere con il maggior numero di deliberazioni possibili all’appuntamento del 4  Novembre

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