Mozambico: un Paese allo sbando tra violenze jihadiste e armi dei mercenari a sostegno del Governo di Maputo. I problemi socio-economici della gente comune

Di Pierpaolo Piras

Maputo. Un forte aumento degli attacchi militanti nella provincia settentrionale del Mozambico di Cabo Delgado ha costretto il Governo a rivalutare la sua strategia contro l’insurrezione di matrice islamica.

Cabo Delgado, aumentano le infiltrazioni jihadiste

La presenza militare di Al-Shabab

La regione di Cabo Delgado ha sperimentato a lungo l’instabilità sociale, economica e della sicurezza, ma il movimento insurrezionale che ha coinvolto movimenti radicali islamici è iniziato con speciale virulenza nel 2017.

Si ritiene che le milizie locali di Al-Shabab che operano nell’area abbiano legami con il più ampio gruppo dello Stato Islamico (ISIS).

Al-Shabab, in lingua somala, sta per “i Giovani”, indicato anche come “Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle Due Migrazioni (MRP)”, è un gruppo terroristico jihadista sunnita.

Miliziani di Al Shabab

Dapprima attivo nel Sud della Somalia, dove è nato intorno al 2006, si è poi largamente diffuso alle confinanti regioni settentrionali dell’Etiopia ed in altri Stati africani, come il Mozambico.

Perché a Capo Delgado ?

La regione di Cabo Delgado è nota per l’elevato livello di povertà della popolazione  e per le accese controversie tra la popolazione civile sull’equità d’accesso ed usufrutto della terra coltivabile.

Entrambi questi fattori hanno inciso fortemente nel determinismo delle sanguinose tensioni e rimostranze locali.

Ma l’importanza di Cabo Delgado per il governo, e un’ulteriore ragione delle frustrazioni locali, risiede nella presenza di ricchi giacimenti di petrolio e di gas naturale, sfruttati in collaborazione estrattiva e commerciale con le multinazionali mondiali dell’energia.

I militanti radicali hanno avuto un notevole successo nel fragile tessuto popolare, guadagnando reclute sia all’interno di questa provincia che per aderenti giunti da territori più lontani.

La secondaria quanto grave instabilità economico-sociale che ne è derivata, ha determinato un esodo della gente con crisi umanitaria di per migliaia persone, costrette a lasciare le proprie case situate nelle aree del conflitto.

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari umanitari, quasi 870 mila persone sono state sfollate all’interno delle province di Cabo Delgado, Niassa e Nampula entro la fine del 2020.

Per affrontare il pericoloso movimento insurrezionale di Capo Delgado, il Mozambico (presieduto dal 2015 da Filipe Nyusi) ha richiesto l’intervento delle forze militari degli Stati Uniti.

Il Presidente della Repubblica del Mozambico Filipe Nyus

L’accordo tra il governo mozambicano e quello americano prevede che i soldati americani addestrino le forze militari locali che combattono i rivoltosi.

Anche il Portogallo, ex potenza coloniale del Mozambico, si è impegnato con funzioni addestrative dei militari locali.

“Invieremo uno staff di circa 60 addestratori in Mozambico per addestrare marines e commando”, ha detto un alto funzionario di Stato portoghese.

Considerazioni di geopolitica

Negli ultimi anni, altri gruppi islamici militanti sono stati attivi a Cabo Delgado,  tra cui Ansar al-Sunna, responsabile di dozzine di attacchi terroristici contro civili e forze governative nel nord del Mozambico.

Poi è conosciuta l’esistenza di Ahlu al-Sunna e Swahili Sunna.

Entrambi avrebbero legami con l’ISIS, mentre si sa poco di Ansar al-Sunna e dei suoi obiettivi politici.

Nell’aprile 2019, ISIS ha dichiarato la sua cosiddetta provincia dell’Africa centrale, più nota come “ISCAP”.

Gli attacchi attribuiti alla sua dichiarata provincia dell’Africa centrale sono stati limitati al Mozambico e alla Repubblica Democratica del Congo.

Gli analisti dicono che dopo aver perso tutto il territorio che un tempo deteneva in Iraq e Siria, l’ISIS sembra che stia cambiando la sua strategia e stia concentrando i suoi gruppi operativi in Africa.

L’ ISIS è sempre attivo nell’intento di ricostruire le sue reti organizzative, moltiplicare il numero di seguaci ed aumentare il suo ritmo operativo terroristico in Africa.

Nella sua strategia di base, questo importante gruppo terroristico internazionale considera in modo particolare gli stati più deboli, dotati di forze di sicurezza scadenti e governata da una classe politica mediocre.

Dati tali elementi di fragilità, l’ISIS potrebbe vedere Cabo Delgado come un trampolino di lancio dove stabilire le proprie basi dalle quali diffondersi nel resto dell’Africa sub-sahariana ed oltre.

Forze mercenarie

Sebbene il Governo di Maputo sia piuttosto reticente a fare dichiarazioni e a riconoscere la loro presenza, gruppi militari privati hanno lavorato in Capo Delgado in sinergia con le forze governative di sicurezza.

Inizialmente, nel 2019, mercenari russi del “gruppo Wagner” sono stati coinvolti nella regione.

Il gruppo Wagner, largamente prevalente a Capo Delgado, è strettamente legato alla linea di Governo del Cremlino.

E’ ritenuto una sorta di proprietà di Yevgeny Prigozhin, un uomo d’affari con stretti legami con il presidente russo Vladimir Putin.

Mentre altri gruppi di mercenari veterani hanno ammesso di non poter concorrere con  i bassi costi di Wagner e le connessioni politiche di alto livello delle quali gode, gettano tuttavia dubbi sulla capacità di questa compagnia russa di riuscire ad operare in Mozambico perché a loro avviso non conoscono né il terreno né la politica locale.

Più recentemente, secondo quanto sostiene la stanza locale, il Dyck Advisory Group (DAG) con sede in Sudafrica è stato invitato dal Governo mozambicano a combattere le numerose frange di oppositori armati. .

Il RENAMO

Il RENAMO sta per “Resistenza Nazionale Mozambicana”, è un movimento politico militante in Mozambico .

Ha combattuto come parte della forza di intervento dello Zimbabwe che ha assistito il Governo del Mozambico contro la RENAMO durante la guerra civile mozambicana .

Originariamente sponsorizzato dall’ente di sicurezza “Rhodesian Central Intelligence Organization (CIO)” è stato fondato nel 1975 come parte di una reazione anticomunista contro il Partito FRELIMO al Governo del Paese.

All’epoca, instaurò buoni rapporti con il Partito di Governo del Mozambico FRELIMO e con il successivo presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa .

Dopo la guerra civile mozambicana (1981-1994), il DAG ha continuato a essere coinvolto nel Paese africano, partecipando a operazioni di sminamento e antibracconaggio.

Dyck Advisory Group

Il Dyck Advisory Group (DAG) è una società fondata nel 2012 da Lionel Dyck, un ex Colonnello delle Forze di sicurezza rhodesiane e poi nelle forze di difesa dello Zimbabwe .

E’ un gruppo specializzato in servizi di sminamento e antibracconaggio con clienti in tutto il mondo.

Dal 2019, è diventato attivo a Cabo Delgado , in Mozambico, contribuendo a sedare un’insurrezione islamista locale .

Questa azienda privata, tanto per significare le sue modalità operative,  è stata assunta dal capo della Polizia, Bernardino Rafael, con compiti formativi della polizia locale.

Il personale del Dyck Advisory Group operano e noleggiano anche alcuni velivoli leggeri quali  “Bat Hawk”.

E dispongono di 3 Aérospatiale Gazelles, 2 Eurocopter AS350 Écureuils e 1 Aérospatiale Alouette III, tutti con sede a Cabo Delgado.

La “dichiarazione dello stato di guerra”

Un importante partito di opposizione in Mozambico ha chiesto al Governo di dichiarare lo stato di guerra nella parte settentrionale del Paese, quella di Capo Delgado, dove da diversi anni è in corso l’insurrezione islamista.

Daviz Simango, presidente del Movimento Democratico del Mozambico (MDM), il terzo partito più grande del Paese, ha affermato che una tale mossa mobiliterebbe la comunità internazionale per fornire assistenza al governo mozambicano nella sua lotta contro i gruppi islamisti armati nella provincia di Cabo Delgado .

Daviz Simango, presidente del Movimento Democratico del Mozambico (MDM),

“È importante che il governo dichiari guerra a Cabo Delgado, in modo che la popolazione riceva aiuti umanitari e la comunità internazionale possa sostenere il Mozambico a combattere i terroristi”, ha affermato recentemente un quotidiano mozambicano, citando Simango.

Le decisioni di politica interna

Per le vie ufficiali, il Governo del Mozambico propone e ricerca “soluzioni durature”.

Il ministro degli Esteri mozambicano, Verónica Macamo. si è espressa in una riflessione congiunta della Southern African Development Community (SADC) affinché si ottengano accordi  rapidi e validi per fronteggiare il terrorismo nel nord del Mozambico.

Il ministro degli Esteri mozambicano, Verónica Macamo

Per il ministro, oltre al terrorismo, combattere gli effetti del cambiamento climatico e altre sfide contemporanee nella regione richiedono “un alto senso di solidarietà e fratellanza” da parte della SADC.

“Crediamo che non sia realistico pensare e proiettare il nostro benessere e la nostra sicurezza in modo isolato”, ha sottolineato il ministro, ribadendo l’importanza della convergenza e degli sforzi congiunti per il raggiungimento di un bene collettivo.

Secondo le Nazioni Unite, più di 900 mila persone sono gravemente in condizioni di insicurezza alimentare a Cabo Delgado e anche le comunità ospitanti hanno urgente bisogno di dimora, protezione e altri servizi essenziali.

Conclusioni

In una situazione geopolitica ancora così confusa, considerare la crisi del Mozambico solo attraverso una lente dell’antiterrorismo non è sufficiente, in quanto potrebbe indurre i partner del Mozambico a concentrare eccessivamente le loro risorse sulle operazioni militari.

I terroristi islamici saranno sconfitti solo attraverso una combinazione di mezzi militari e non militari.

La creazione di tale strategia richiede la comprensione delle dinamiche sociali locali come una delle più importanti componenti che stanno alla base della facilità con la quale i gruppi terroristici esercitano con successo il proselitismo che sta alla base del sanguinoso conflitto della provincia di Cabo Delgado.

Oggi, sappiamo che tale gruppo radicale è classificato come tale e che le sue fila sono composte da aderenti del posto, rappresentati principalmente da pescatori poveri, piccoli commercianti frustrati, ex agricoltori e da nuovi giovani disoccupati.

Mentre alcuni potrebbero essere diventati jihadisti impegnati, la maggior parte di loro ha solo motivazioni locali per unirsi agli estremisti.

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