Narcotraffico: conferenza stampa illustrativa della Relazione Annuale 2022 della DCSA del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Di Flavia De Michetti

Roma (nostro servizio particolare). Come ogni anno, nella giornata di ieri, si è tenuta la conferenza stampa illustrativa della Relazione Annuale relativa all’anno 2021-2022 della DCSA del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per testimoniare e sintetizzare i risultati delle Forze di Polizia. La velocità dei cartelli criminali segue quella della società, i danni della droga per la salute della famiglia e del futuro e quello che è l’impegno costante e quotidiano delle Autorità.

Un momento della conferenza

Rappresentato dal Vice Capo della Polizia, il Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Vittorio Rizzi e dal Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, il Generale C. A. della Guardia di Finanza Antonino Maggiore, il report elaborato traccia un quadro riassuntivo delle attività e dei risultati ottenuti dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Conferenza stampa illustrativa della Relazione Annuale relativa all’anno 2021-2022

Ad aprire la conferenza è stato il Generale C. A. della Guardia di Finanza Antonino Maggiore, il quale ha esposto numerosi dati, confrontandoli con quelli raccolti gli anni precedenti, relativi alla situazione del narcotraffico a livello nazionale. I numeri globali legati ai sequestri sono in crescita del 54,04% rispetto al 2020. Nel 2021, infatti, sono state confiscate 91 tonnellate di sostanze stupefacenti. Queste statistiche sono legate a un numero di operazioni antidroga, risultate più incisive, molto elevato in linea con gli anni precedenti. Anche il numero delle denunce è poco più di 30 mila.

Il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, il Generale C. A. della Guardia di Finanza Antonino Maggiore

Dal punto di vista delle operazioni, Antonino Maggiore ha specificato che “su un numero così elevato di operazioni, le funzioni che noi svolgiamo come Direzione Centrale Servizio Antidroga, sono di coordinamento di tutte le indagini, fatte a livello nazionale e anche quelle con risvolti internazionali, per le quali ci avvaliamo di un gruppo di esperti all’estero, che fa parte di una rete unificata gestita con i Servizi delle Operazioni Internazionali. Se, dunque, facciamo un lavoro di coordinamento su un numero così elevato di operazioni, è chiaro che le Forze di Polizia si trovano spesso ad indagare in convergenza su nomi, situazioni e fatti e noi, che riceviamo dal territorio tutti i dati relativi alle indagini, abbiamo un patrimonio di dati molto ricco. Là dove dovessero esserci delle convergenze, siamo quindi in grado di esercitare un’azione di coordinamento, che normalmente si svolge programmando e promuovendo delle riunioni periodiche volte a fare il punto della situazione”.

Un po’ di numeri

Il più grande risultato in assoluto è il nuovo record nei sequestri di cocaina, che, dopo il 2019 e il 2020, raggiungono la quota di 20,07 tonnellate (+47,66%), un traguardo senza precedenti nel passato, seguito dall’importante risultato raggiunto anche per la cannabis, sia in termini di hashish (+113%) che di marijuana (+135%), lo stupefacente più sequestrato in Italia: 67,7 tonnellate totali, oltre due terzi di tutta la droga sequestrata dalle autorità. Inoltre, le requisizioni di eroina, pari a kg 567,52 (+10,61%) e di sostanze liquide sono in aumento. Tuttavia, un dato che preoccupa è quello relativo alla radicale flessione delle confische delle droghe sintetiche (-99,03%).

Per di più, il 2021 è stato l’anno in cui le Forze di Polizia hanno intercettato 32 nuove sostanze psicoattive, delle quali 5 mai individuate in Italia e rilevante è il dato della riduzione dei decessi per overdose, 16 in meno rispetto al 2020.

Colombia: leadership della produzione della droga

L’incontro è proseguito con gli interventi di tre esperti per la sicurezza, collegati da remoto dalle aree strategiche per il narcotraffico. Il Colonnello della Guardia di Finanza Sergio De Sarno, in collegamento dalla Colombia, ha spiegato come questo Paese mantenga la leadership assoluta della produzione di sostanze stupefacenti (oltre il 70% della produzione mondiale), un dato che si ricollega ad un fatto particolare. Il Paese, grande 5 volte l’Italia, non detiene il controllo di almeno un terzo delle sue superfici, portando a un costante incremento della violenza.

Il Colonnello della Guardia di Finanza Sergio De Sarno

Nonostante nel corso del 2021 le forze di sicurezza colombiane siano riuscite a sferrare duri colpi a queste compagini criminali dedite al narcotraffico, la cocaina colombina continua a invadere il mercato mondiale. Le modalità di contaminazione sono in continua evoluzione. Il narcotrafficante non può fare a meno oggi della figura del chimico, indispensabile non solo per miscelare e lavorare le materie prime, ma anche per il procedimento di estrazione dello stupefacente. Esemplare è stato il caso della contaminazione di circa oltre 15 tonnellate di noci di cocco che, sequestrate nel porto di Cartagena e dirette a Genova, contenevano 2 tonnellate e 475 kg di cocaina. Da ciò si capisce quanto sia importante promuovere operazioni speciali internazionali, attraverso l’impiego di personale sotto copertura, sia in Italia che in Colombia.

Argentina, Uruguay e Paraguay: il Triangolo delle Bermuda del narcotraffico

Rimanendo in Sud America l’attenzione è stata rivolta in Argentina, dove lavora senza sosta il Capitano Marco Di Maggio, il quale recentemente ha affrontato il forte dispiacere della perdita di un compagno di squadra, importante per la lotta ai narcos, nonché un caro amico personale, il procuratore paraguayano Marcelo Pecci, freddato in spiaggia durante la luna di miele, in cui sua moglie Claudia Aguilera gli aveva appena rivelato di essere incinta.

Il Capitano Marco Di Maggio

Il Capitano ha affermato di “vivere nel Triangolo delle Bermuda del narcotraffico, che attraversa il Sud del mondo, tra Argentina, Uruguay e Paraguay, dove il più importante crocevia della droga è rappresentato dalla problematica della Triple Frontera, al confine tra Argentina, Brasile e Paraguay, la quale è stata recentemente oggetto dell’operazione ‘A oltranza’, condotta contro il crimine organizzato. Il lavoro più importante della storia del Paraguay che ha portato alla luce uno schema criminale dedito al traffico di cocaina dal Sud America verso i principali porti europei e dell’Africa, con il sequestro di milioni di dollari di beni di lusso, grazie al coordinamento internazionale della Segreteria Nazionale del Paraguay con la DEA degli Stati Uniti d’America, Europol e la Direzione Generale Antidroga dell’Uruguay”.

Dal 2017, l’incremento dei sequestri di droga ha raggiunto circa +1700% e, nel contesto di intrecci internazionali della Procura della narcocriminalità argentina, si sta indagando sul transito nel porto di Buenos Aires del più grande carico di cocaina nella storia europea. Si parla di 16 mila kg sequestrati in Germania nel porto di Amburgo, lo scorso febbraio, dopo essere partito dal Paraguay.

Un quadro internazionale completo: la Turchia come paese ponte tra oriente e occidente

Collegato da Istanbul, ha preso la parola il Vice Questore della Polizia di Stato Simone Pioletti, il quale ha specificato come una delle maggiori città della Turchia occupi una posizione geografica strategica nel contrasto dei flussi di eroina, che giungono in tutta Europa. I risultati conseguiti dalle Forze di Polizia turche nel 2021 sono notevoli. Milioni di tonnellate di sostanze stupefacenti, nascoste un po’ ovunque e in qualsiasi ambiente (urbano, extraurbano, montuoso, nei villaggi, e così via), sono stati sequestrati con grande prontezza e impegno.

Il Vice Questore della Polizia di Stato Simone Pioletti

Per quanto riguarda questa attività di contrasto, in particolare contro l’eroina – ha raccontato il Vice Questore – ricordo un’operazione della Polizia turca, risalente al settembre 2021, nella quale sono stati sequestrati circa 185 kg e mezzo di eroina, in partenza dal porto di Istanbul e diretti verso Trieste, celati su un tir all’interno degli sportelli del rimorchio. Questo fa capire ancora di più quanto la Turchia giochi un ruolo fondamentale nel contrasto di questi flussi”.

Infine, la Polizia turca – ha proseguito Pioletti – è molto impegnata con la DCSA anche in attività di cooperazione, tese all’individuazione dei flussi marittimi di hashish nel Mediterraneo e allo smantellamento di queste organizzazioni criminali che operano nel settore”.

Conclusione del Prefetto Rizzi: “Oggi i cartelli non si fanno la guerra, ma fanno business”

Dopo questo excursus internazionale, il Vice Capo della Polizia, il Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Vittorio Rizzi ha preso la parola per l’intervento conclusivo, riflettendo su questo momento straordinario di sequestri e i dati registrati, possibili grazie all’impeccabile lavoro, non solo delle Forze di Polizia, ma di tutto il Sistema Paese.

Il Vice Capo della Polizia, il Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Vittorio Rizzi

L’attività di cooperazione esiste da sempre – ha sottolineato il Prefetto – ma il problema è come le mafie sono cambiate nel corso degli anni e che tipo di metamorfosi abbiamo oggi nei fenomeni criminali. Attualmente i cartelli non fanno la guerra, fanno il business. Un altro elemento che plasticamente fornisce la misura di questo cambiamento è che tutta l’attività di dialogo tra i cartelli, impegnati tra la produzione, la distribuzione e quello che sarebbe diventato poi il futuro riciclaggio, si è svolta tramite dialoghi su piattaforme criptate, la vera nuova frontiera”.

Oggi parliamo di piazze di spaccio. – ha concluso Rizzi – Questo fenomeno di metamorfosi, per il quale siamo abituati a conoscere la dinamica delle piazze di spaccio nelle grandi città, a operare ed elevare la nostra capacità di analisi del rischio dei punti di approdo dello stupefacente. Adesso un’ulteriore sfida che si presenta è quella di saper cooperare sulle piazze di spaccio online”.

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