NASA: lanciati nuovi satelliti per il monitoraggio della siccità nel Corno D’Africa

Di Assunta Romano

Washington. Si chiama “Drought Resilience Impact Platform” (acronimo DRIP, in inglese “goccia”) il programma supportato dalla NASA, USAID (United States Agency for International Development) e la National Science Foundation, nato per contrastare il drammatico problema della siccità nell’Africa orientale.

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La cronica mancanza d’acqua resa ancora più drammatica dai cambiamenti climatici, unita all’ assenza di un approvvigionamento idrico costante durante tutto l ‘anno costituiscono una reale minaccia per milioni di abitanti del Corno d’Africa, per il loro bestiame e i campi coltivati.

In questo contesto la presenza di acqua nel sottosuolo di alcuni territori  costituisce  la fonte principale per le popolazioni a cui attingere attraverso la rete di pozzi e pompe presenti in alcune aree del Kenia e dell’Etiopia.

I satelliti della NASA in orbita intorno alla Terra giocano in questo contesto un ruolo fondamentale.

La NASA ha lanciato satelliti per il monitoraggio della siccità in Africa

I dati raccolti consentono infatti di prevedere se e quando arriverà un periodo di siccità, di ipotizzare la conseguente domanda di acqua presente nel sottosuolo ed aiutare le popolazioni ad attrezzarsi.

Partner del progetto DRIP sono le Associazioni no profit, Enti governativi e di ricerca come Famine Early Warning Systems Network, Millenium Water Alliance, Kenia National Drought Management Authority, Ministero per l’Acqua, l’Irrigazione e l’Energia dell’Etiopia.

L’approvvigionamento idrico per i circa 3 milioni di persone viene attualmente monitorato attraverso sensori collegati via satellite ed installati sulle pompe di centinaia di villaggi.

Una festa per l’inagurazione di un nuovo pozzo di acqua potabile in un villaggio africano

Anche l’utilizzo di dati meteo pregressi ed attuali- pur se  incompleti date le poche stazioni meteo presenti in Africa e la distanza che li separa-risulta  di fondamentale importanza per  l’agricoltura, il monitoraggio del clima ed il tracciamento delle risorse idriche.

L’acqua presente nel sottosuolo, nella sabbia e nelle rocce costituisce la fonte principale di approvvigionamento  durante i periodi di grave siccità per le popolazioni del Kenia, dell’ Etiopia e delle  altre aree del Corno d’Africa.

I dati sull’acqua piovana e l’acqua presente sulla superficie terrestre raccolti dai satelliti della NASA, insieme ai dati che misurano i cambiamenti dei volumi d’acqua sul suolo terrestre, hanno contribuito a sviluppare modelli utili per quantificare la richiesta d’acqua sotterranea da parte delle popolazioni.

Con il supporto della piattaforma DRIP, sarà inoltre possibile tracciare  ed identificare  future scarsità di cibo nelle aree del pianeta piu’ soggette a questo fenomeno  attraverso  il programma FEWS NET (Famine Early Warning Systems Network) finanziato dalla NASA e dall’USAID, un programma innovativo che consente di mettere a disposizione i dati raccolti dai satelliti in orbita intorno alla Terra a vantaggio delle popolazioni e del loro sostentamento.

Il programma FEWS NET (Famine Early Warning Systems Network)

Il team che lavora al programma DRIP si è posto come obiettivo per quest’anno di rendere accessibile l’accesso all’acqua in altre zone aride del Corno d’Africa, anche li dove mancano i sensori.

Ma accanto al supporto tecnologico messo a disposizione della NASA, sarà indispensabile garantire una sinergia tra le istituzioni locali, nazionali ed internazionali per assicurare in modo continuativo l’approvvigionamento idrico indispensabile per soddisfare le esigenze delle popolazioni, consentire la coltivazione dei campi ed il sostentamento del bestiame.

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