NATO, al vertice di Londra l’impegno ad aumentare gli investimenti per le missioni e le operazioni

Londra. Un vertice quello dei capi di Stato e di Governo della NATO, tenutosi ieri ed oggi a Londra, che a parte le celebrazioni per la sua costituzione, avvenuta proprio nella capitale britannica 70 anni fa, e commemorare i 30 anni del crollo del Muro di Berlino o, per scriverla come il documento finale “per commemorare la caduta della cortina di ferro” ha incentrato il confronto su una serie di questioni.

(Da sinistra a destra) Dominic Raab (ministro Esteri britannico), Donald J. Trump (Presidente USA), Jens Stoltenberg (Segretario Generale NATo)  Boris Johnson (primo ministro britannico) e il NATO Deputy Secretary General Mircea Geoana

Nel documento finale i Paesi partner si impegnano “a condividere i costi e le responsabilità della sicurezza”.

E grazie a questo impegno per gli investimenti nella difesa, l’Alleanza atlantica sostiene di lavorare per “investire in nuove capacità” e fornendo più forza per le missioni e le operazioni.

“Le spese per la difesa non statunitensi – si legge nel documento finale – sono aumentate per cinque anni consecutivi; un ulteriore importo di oltre 130 miliardi di dollari viene investito nella difesa”. E, in linea con “il nostro impegno nell’articolo 3 del Trattato di Washington, continuiamo a rafforzare la nostra capacità individuale e collettiva di resistere a qualsiasi forma di attacco. Stiamo facendo buoni progressi. Dobbiamo e faremo di più”.

La NATO punta ancora una volta il dito contro la Russia e le sue azioni “aggressive” che costituiscono “una minaccia per la sicurezza euro-atlantica”.

L’Alleanza, inoltre, evidenzia di volere rafforzare, ulteriormente, la propria “capacità di dissuadere e difendere attraverso un’opportuna combinazione di capacità di difesa nucleare, convenzionale e missilistica”.

Si dice poi pienamente impegnata “a preservare e rafforzare un efficace sistema di controllo degli armamenti, di disarmo e di non proliferazione, tenendo conto dell’ambiente di sicurezza prevalente”.

Un momento del summit di Londra

Gli Alleati si dicono anche fortemente impegnati “nella piena attuazione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) in tutti i suoi aspetti, in particolare quelli relativi al disarmo nucleare, alla non proliferazione e agli usi dell’energia nucleare a fini nucleari”.

E sempre per quanto riguarda i rapporti con la Russia, la NATO è aperta al dialogo e alla prospettiva di “stabilire relazioni costruttive” quando le azioni di Mosca lo consentiranno.

La minaccia del terrorismo, in tutte le sue forme e manifestazioni, resta per la NATO “persistente”. Così come le minacce cosiddette ibride e cyber.

“Abbiamo preso decisioni per migliorare la prontezza operativa delle nostre Forze in modo che possano rispondere in qualsiasi momento a qualsiasi minaccia, indipendentemente da dove provenga – prosegue il documento -. Rimaniamo determinati nel nostro impegno a combattere il terrorismo e agiamo con maggiore fermezza per superarlo. Agiamo e continueremo ad agire in modo misurato e responsabile in risposta allo spiegamento da parte della Russia di nuovi missili a raggio intermedio, che sono responsabili della risoluzione del Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) e che comportano rischi significativi per la sicurezza euro-atlantica”.

Inoltre, viene riaffermato l’impegno per la sicurezza e la stabilità a lungo termine in Afghanistan.

Si stanno anche stringendo rapporti più stretti con le Nazioni Unite.

La NATO e gli alleati, nei limiti delle rispettive competenze, si impegnano a garantire la sicurezza delle loro comunicazioni, incluso il 5G, riconoscendo la necessità di sistemi sicuri e resilienti.

“Abbiamo dichiarato lo spazio come mezzo di intervento della NATO – prosegue il documento finale –  riconoscendone l’importanza nel preservare la nostra sicurezza e far fronte alle sfide, in conformità con il diritto internazionale”.

Vista l’evoluzione dell’ambiente strategico, i capi di Stato e di Governo invitano il Segretario generale, Jens Stoltenberg “a presentare ai ministri degli Esteri una proposta approvata dal Consiglio per condurre”, sotto l’egida del Segretario Generale stesso “un processo di riflessione prospettica che rafforzi ulteriormente la dimensione politica della NATO, compresa la consultazione”.

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