Foto a margine della riunione

NATO: chiuso l’incontro tra i ministri della Difesa. Rutte conferma il supporto all’Ucraina e la volontà degli europei di fornire un maggiore contributo alle capacità militari dell’Alleanza

Di Fabrizio Scarinci

BRUXELLES. La conferenza stampa seguita alla riunione dei ministri della Difesa della NATO, tenutasi ieri a Bruxelles, ha fornito al Segretario Generale, Mark Rutte, l’opportunità di fare brevemente il punto della situazione riguardo all’attuale condizione politico-strategica dell’Alleanza e alle sue maggiori priorità.

Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte

In tale contesto, egli si è dichiarato piuttosto soddisfatto di come, nel complesso, si stia portando avanti l’impegno di incrementare le spese per la Difesa preso lo scorso giugno, elogiando i progressi compiuti da alcuni dei Paesi membri, che starebbero addirittura aumentando i propri investimenti in anticipo sui tempi previsti.

Il Segretario Generale ha poi specificato come, ad oggi, accanto al semplice riarmo, si stia finalmente sviluppando anche una maggiore unità di vedute tra gli alleati europei; cosa certamente positiva anche in ragione del fatto che gli USA, presenti alla riunione non con il segretario alla Difesa Pete Hegseth ma con il capo della politica dello stesso Dipartimento, Elbridge Colby, abbiano ancora una volta ribadito la propria intenzione di attuare un parziale disimpegno dal vecchio continente.

Certo, a tal proposito andrebbe, poi, anche detto come le enormi difficoltà mostrate da Francia e Germania nel cooperare in seno al programma FCAS qualche dubbio sull’unità di vedute di cui sopra potrebbe senz’altro farlo venire. Nondimeno, come, a quanto pare, ammesso anche dallo stesso Colby, con tutte le loro recenti iniziative gli europei sembrerebbero effettivamente essersi incamminati sulla giusta strada (anche se, come ben sappiamo, percorrerla sarà tutt’altro che semplice).

Foto a margine della riunione
Foto di gruppo a margine dell’incontro

Nel focalizzarsi, invece, sul fatto che anche i ritmi di produzione e i livelli di innovazione debbano, per forza di cose, aumentare, Rutte ha esortato gli Alleati a sfruttare le nuove tecnologie e a sviluppare le proprie linee di produzione su entrambe le sponde dell’Atlantico.

In generale, l’obiettivo della NATO in questa fase è quello di incrementare la capacità dei propri membri di contribuire alla sicurezza collettiva e alla protezione di aree di particolare interesse strategico quali, ad esempio, quella baltica, quella del cosiddetto fianco est, quella del Mediterraneo allargato e, da qualche tempo a questa parte, anche quella Artica, caratterizzata dal crescente interesse di Mosca e Pechino, nonché dall’aspra contesa diplomatica tra Danimarca e Stati Uniti riguardo alla Groenlandia, con Copenaghen che ne detiene da secoli la sovranità e Washington che vorrebbe quantomeno ottenere un maggior grado di controllo su di essa al fine di migliorare le capacità di difesa del cosiddetto emisfero occidentale e contrastare più efficacemente le ambizioni nutrite nella regione dai suoi competitor russi e cinesi.

Una situazione, dunque, molto difficile in cui la NATO ha preso la decisione di venire incontro ai “desiderata” di Washington predisponendo un meccanismo di presidio e controllo dell’area denominato “Artic Sentry”, ufficialmente lanciato due giorni fa.

Quanto all’Ucraina, invece, nel riaffermare il pieno sostegno dell’Alleanza, il Segretario Generale ha voluto elogiare la resilienza e la capacità di innovare a partire dal campo di battaglia mostrate finora dal Paese, in particolar modo per ciò che concerne il settore dei droni, nell’ambito del quale le “lessons learned” di Kiev risultano, senza dubbio, preziose per tutti i suoi partner occidentali.

Successivamente, egli ha, quindi spiegato come, durante la riunione del Consiglio NATO-Ucraina, il ministro della Difesa di Kiev abbia fornito alcuni importanti aggiornamenti circa l’evolversi della situazione al fronte, ragguagliando i membri dell’Alleanza riguardo alle necessità più urgenti al fine di contrastare in maniera efficace le azioni di Mosca (incluse, ovviamente, quelle concernenti la difesa anti-aerea).

Dopo la riunione dei ministri della Difesa della NATO si è, pertanto, avuto anche un vertice del Gruppo di Contatto per la Difesa Ucraina.

Presieduto dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius e dal segretario alla Difesa britannico John Healey, esso ha riunito 50 Paesi per discutere nel dettaglio di ulteriori iniziative volte a fornire assistenza alle Forze Armate di Kiev.

Molte delle discussioni avutesi ieri tra i rappresentanti dei Paesi NATO e dei loro partner proseguiranno, senz’altro, anche nell’ambito della 62ª Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera; evento in programma da oggi al 15 febbraio prossimo a cui prenderà parte anche il nostro ministro della Difesa Guido Crosetto.

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