NATO: l’NRDC-ITA ha assunto il comando dell'”Allied Reaction Force”

Di Fabrizio Scarinci

SOLBIATE OLONA (VARESE). Il NATO Rapid Dployable Corps-Italy, di stanza presso la base di Solbiate Olona, ha assunto oggi il comando dell'”Allied Reaction Force”, la nuova forza di reazione rapida che l’Alleanza Atlantica ha deciso di costituire al fine di supportare il suo nuovo concetto strategico.

L’assunzione del comando, che l’NRDC-ITA manterrà per i prossimi tre anni, è stata celebrata all’interno della base con la partecipazione del Generale statunitense Christopher G. Cavoli, comandante supremo delle Forze Alleate in Europa, e del Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito presente in rappresentanza del Capo di Stato maggiore della Difesa.

Ad assumere il comando dell’ARF il Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario, già comandante dell’NRDC-ITA.

Il momento dell’assegnazione del comando

Sull’Allied Reaction Force

Come, noto, alla luce dei notevoli mutamenti occorsi negli ultimi anni in seno al contesto internazionale, la NATO, da decenni focalizzata sul terrorismo di matrice islamista e sulla conduzione di operazioni di stabilizzazione, ha deciso di intraprendere una vasta gamma di iniziative finalizzate a migliorare le proprie capacità di risposta anche con riferimento alle sfide poste in essere da potenze ostili o potenzialmente ostili come Russia e Cina.

In tale contesto, è quindi maturata la volontà di dar vita all’Allied Reaction Force, che con ben 300.000 uomini (accompagnati da un notevole quantitativo di assetti) rappresenta un notevole ampliamento delle strutture poste sotto il Comando della NATO.

Tra le unità che al momento ne fanno parte figurano, nello specifico, la 1° Divisione del Regno Unito, l’ESP JSOC (Joint Special Operations Command), l’ESP JFAC (Joint Force Air Component), il CFSpCC (Combined Force Space Component Commander), l’ITMARFOR (Comando italiano delle Forze Marittime) e il SOFCOM (Allied Special Operations Forces Command); tutti assetti che, strettamente coordinati tra loro, sono certamente in grado di garantire all’Alleanza significative capacità multidominio.

La scelta dell’Italia 

Il fatto che, in questa delicatissima fase di tensioni, la sede scelta per la struttura in questione sia collocata sul suolo italiano rappresenta, senza dubbio, un’importante conferma di quanto i nostri partner riconoscano l’impegno del nostro Paese in seno alle varie operazioni svolte dall’Alleanza e siano complessivamente disposti a conferirgli un ruolo di primaria importanza.

Un ruolo che, anche grazie alle nostre caratteristiche di tipo geografico e capacitivo, avremmo certamente la possibilità di svolgere in maniera egregia anche al di là dell’odierna assegnazione, a patto, però, di provvedere quanto prima a dotarci, anche a livello nazionale, delle capacità militari necessarie a fornire un valido contributo diretto nell’ambito dell’eventuale conduzione di operazioni ad elevata intensità da parte della NATO e a supportare lo sviluppo di un disegno strategico da integrare (e far quindi pesare) all’interno dell’Alleanza.

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