NATO: prima di recarsi alle Nazioni Unite, il Segretario generale Mark Rutte ribadisce l’importanza del legame transatlantico durante un’importante tavola rotonda in Iowa

Di Fabrizio Scarinci

DES MOINES (IOWA). Prima di recarsi a New York per prendere parte all’81a Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha scelto di visitare il Midwest americano con l’obiettivo di favorire un nuovo rafforzamento del legame strategico tra i cittadini statunitensi e i loro partner internazionali.

In particolare, egli si è recato in Iowa, Stato natale dell’Ambasciatore USA presso la NATO Matt Whitaker, dove, insieme a quest’ultimo, ha incontrato i rappresentanti delle Istituzioni locali e preso parte a un importante dibattito sullo stato delle relazioni transatlantiche organizzato dal Chicago Council on Global Affairs, in cui si è avuta occasione di toccare numerose tematiche di stringente attualità strategica.

Un momento della tavola rotonda organizzata dal Chicago Council on Global Affairs

 

I “dividendi della Difesa” e la spinta sugli investimenti

Nell’analizzare le crescenti tensioni tra europei e americani, alimentate anche dai sentimenti negativi più volte espressi da Donald Trump nei confronti dei suoi alleati d’oltreoceano, nonché dal solco generatosi tra le due sponde dell’Atlantico in seguito all’intervento israelo-statunitense nei confronti dell’Iran, Rutte ha scelto, da un lato, di ricordare l’importanza della collaborazione in ambito NATO, sottolineando, tra le altre cose, come, subito dopo gli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti abbiano invocato il famoso articolo 5 del Patto Atlantico, e, dall’altro, di affrontare direttamente il delicatissimo tema della condivisione delle spese militari.

A tal proposito, il Segretario Generale ha sottolineato come lo scenario stia progressivamente cambiando: i Paesi membri hanno, infatti, concordato di portare gli investimenti nella difesa al 5% del PIL nazionale entro il prossimo decennio, facendo registrare importanti progressi in tal senso già nel corso di questi primi due anni.

Rutte ha, quindi, ricordato come la sicurezza collettiva generi un forte impatto economico interno, il cosiddetto “dividendo della difesa”.

Solo lo scorso anno, infatti, le commesse militari dei Paesi europei e le attività produttive delle aziende di difesa europee sul suolo americano hanno sostenuto quasi 200.000 posti di lavoro negli Stati Uniti.

“L’obiettivo attuale – ha quindi spiegato il Segretario Generale – è quello di ridurre la burocrazia negli appalti per accelerare la produzione, poiché al momento l’offerta non riesce a soddisfare la domanda su nessuna delle due sponde dell’Atlantico”.

 

La gestione delle tensioni e la svolta sulla Groenlandia

Riguardo al recente accordo di sicurezza sulla Groenlandia siglato da Trump con i governi danese e groenlandese proprio a margine dell’Assemblea Generale, Rutte non ha esitato a parlarne come di “una notizia fantastica”.

Del resto, per come si erano messe le cose nei primi mesi dell’anno, il fatto di essere riusciti ad evitare la gravissima lacerazione che andava prospettandosi non potrebbe essere descritto in altro modo.

Come noto, tra le altre cose, l’intesa prevede l’apertura di nuove basi militari da parte statunitense; una mossa che, nel contesto dell’incontro, l’Ambasciatore Matt Whitaker non ha esitato a definire cruciale al fine di contrastare il crescente attivismo di russi e cinesi nell’Artico e di prevenire vuoti geopolitici alle porte degli USA. E questo anche nel caso di un eventuale raggiungimento dell’indipendenza da parte della Groenlandia, che non muterebbe neanche di una virgola quanto pattuito in sede negoziale.

A conti fatti è, forse, proprio questo il tipo di rassicurazione che l’Amministrazione Trump ha cercato di perseguire in questi mesi di dure trattative, anche se, ovviamente, non si può certo escludere che l’obiettivo di fondo non sia proprio quello di porre le basi per un futuro referendum di annessione agli USA (ovviamente sempre nel caso in cui l’isola decida di staccarsi da Copenaghen).

 

Ucraina e prospettive di pace

Venendo infine al conflitto russo-ucraino, sia Rutte che l’Ambasciatore Whitaker hanno ribadito la necessità di portare sia Kyiv che Mosca al tavolo delle trattative; una linea che sembrerebbe innestarsi sul solco dei nuovi tentativi di mediazione messi in campo da Donald Trump.

Quali siano le prospettive di successo in tal senso, al momento non è dato saperlo.

Dal canto suo, il Segretario generale si è augurato che Vladimir Putin sia davvero intenzionato a trattare in maniera leale, sottolineando la necessità di continuare a supportare l’Ucraina, anche attraverso programmi NATO come il “Purl”, affinché possa avviare i negoziati dalla posizione più forte possibile.

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