Naufragio migranti 2013, la Marina Militare attende serenamente gli sviluppi dell’indagine

Roma. La Marina Militare attende “serena quelli che saranno  gli sviluppi” dell’indagine in corso sul naufragio dei migranti dell’11 ottobre 2013 sicura di avere fatto comunque il proprio dovere. Così il capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli, replica all’articolo del settimanale “L’Espresso” sul quel naufragio che, secondo quanto scritto dal periodico, una nave della nostra Marina sarebbe potuta intervenire in 40 minuti, ma che le sarebbe stato ordinato di non fare nulla.

“La Marina militare è impegnata a 360 gradi in missioni sociali – ha aggiunto Girardelli – nella parte istituzionale deve garantire la sicurezza marittima e la sicurezza dei traffici. E’ presente in mare e nel dare aiuto quando si verificano le condizioni per poterlo fare”.

L’intervento di soccorso per un barcone di migranti

Ed a proposito delle ombre che si allungano sul naufragio e sulle registrazioni delle telefonate fra il comando centrale e la nave, riprodotte in un lungometraggio sulla tragedia, l’Ammiraglio Girardelli ha spiegato che “in questo contesto è necessario che  intervenga un organismo terzo, il quale può effettuare una valutazione a 360 gradi, contestualizzando frasi magari  decontestualizzate, per arrivare ad un risultato finale che, speriamo, sia nel minore tempo possibile ma, per il quale, abbiamo messo a disposizione tutte le documentazioni e tutte le registrazioni già da tempo”.

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