Niger. Le comunità religiose nigeriane dicono no ad un intervento militare. Arcivescovo Ugorji: “E’ sbagliato cambiare governo con la forza ed ECOWAS ha ragione. Ma crediamo anche che spargere prezioso sangue umano sia altrettanto sbagliato”

LAGOS, I capi delle Comunità religiose nigeriane prendono posizione contro un intervento militare in Niger.

La Conferenza episcopale cattolica della Nigeria, il Jama’atu Nasril Islam, guidato dal Sultano di Sokoto e l’Associazione Alumni dell’Istituto Nazionale si sono dichiarati contrari alle mosse dell’ECOWAS.

E hanno inviatto il Presidente nigeriano Bola Ahmed Tinubu a dissuadere i capi di Stato dell’ECOWAS dall’usare la forza militare per reprimere il golpe in Niger del 26 luglio scorso.

Al centro della foto il Presidente della Nigeria, Bola Tinubu che ha presieduto la riunione dell’ECOWAS.

L’arcivescovo Lucius Iwejur Ugorji, ieri, ha lanciato l’appello durante una sua visita pastorale dove ha inaugurato la parrocchia di Maria Madre di Dio, Upe, nell’area di Ngor Okpala (Stato di Imo).

L’arcivescovo Lucius Iwejur Ugorji

“E’ sbagliato cambiare governo con la forza – ha detto il vescovo – ed ECOWAS ha ragione. Ma crediamo anche che spargere prezioso sangue umano sia altrettanto sbagliato. Due torti non possono mai fare una cosa giusta. Chiediamo al Presidente Tinubu di dissuadere i Capi di Stato dell’ECOWAS a resistere alla tentazione di entrare in guerra, contro i golpisti. Li preghiamo di fermare lo spargimento di sangue che seguirà ad un intervento militare”.

“Abbiamo sprecato molto sangue umano in Africa – ha aggiunto l’arcivescovo Ugorji . Abbiamo anche sprecato preziose vite umane in Nigeria e non possiamo continuare in questo brutto modo, per qualsiasi motivo. Mentre diciamo no al colpo di Stato, diciamo anche no alla guerra, per qualsiasi motivo. Diciamo no a nessuna manipolazione dei risultati elettorali perché anche questa è un’altra sfumatura di colpo di Stato”.

L’arcivescovo ha ricordato la missione ECOMOG (Economic Community of West African States Monitoring Group) che era una Forza Armata multilaterale dell’Africa occidentale.

Istituita dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale della quale facevano parte militari di Nigeria, Ghana, Guinea, Sierra Leone, Gambia, Liberia, Mali, Burkina Faso, Niger e altri.

Un soldato nigeriano impegnato nella missione ECOMOG

L’ECOWAS è intervenuta, tra l’altro in Ciad nel 1981, in Sierra Leone (1997) contro i ribelli del RUF (Revolutionary United Front), in Guinea-Bissau per porre fine alla guerra civile nel Paese.

Nel 2001, ha pianificato di schierare 1.700 uomini lungo il confine tra Guinea e Liberia per fermare l’infiltrazione della guerriglia da parte di combattenti contrari al nuovo governo elettoro dopo il 1998.

Nel 2003, sotto la pressione degli Stati Uniti, ha lanciato una missione simile chiamata ECOMIL per fermare l’occupazione di Monrovia da parte delle forze ribelli mentre erano in corso i colloqui di pace, durante la seconda guerra civile liberiana.

L’arcivescovo ha ricordato questi momenti perchè se è vero che la Nigeria ha ” svolto un ruolo importante ha però anche sopportato il peso delle perdite di risorse umane e materiali”.

“I capi di Stato dell’ECOWAS dovrebbero per favore, pensare a quale dovrebbe essere il destino dell’organizzazione – conclude l’arcivescovo Ugorji , se iniziano un intervento militare in Niger”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore